Intervista al Dr. Spano: la blefaroplastica

Uno sguardo limpido e aperto dona espressività e bellezza a ogni volto, ma la zona perioculare è fragile e delicata: anche nei giovani le palpebre superiori e inferiori possono diventare cascanti e appesantite da borse.

Dottor Spano, l’intervento di blefaroplastica è richiesto da un numero sempre crescente di uomini e donne: perché, secondo lei?

Gli occhi illuminano il viso, comunicano emozioni e sentimenti, sono l’organo di senso che ci mette in contatto con il mondo e con gli altri. Quando le labbra si atteggiano al sorriso anche gli occhi sorridono; quando siamo tristi o preoccupati, gli occhi esprimono questo messaggio prima ancora che le parole. L’eccesso di pelle o plica cutanea che appesantisce le palpebre superiori fino a coprire il solco palpebrale e ad adagiarsi sul bordo delle ciglia rende lo sguardo stanco, spento, atono. Il fenomeno è ancora più evidente in presenza di tessuto adiposo, con o senza eccesso di pelle, sotto la palpebra inferiore. Correggere questi inestetismi non è solo un vezzo superfluo, ma un aiuto per rinforzare la propria autostima.

È vero, non è solo la paura di sembrare più vecchi o trascurati a condurre la persona dal chirurgo plastico, ma la volontà di rimediare a un’ingiustizia: essere ancora giovani, ma dimostrare di avere più anni di quanto si hanno realmente. La palpebra superiore cadente impedisce anche di truccarsi con cura perché il make up evidenzia maggiormente il difetto e l’eyeliner e/o il mascara sulle ciglia si “trasferiscono” sulla palpebra stessa: un vero disastro!

Avere occhiaie e borse adipose non dipende esclusivamente dall’età e dall’invecchiamento della fragile area perioculare, ma dalla predisposizione famigliare, da un’inadeguata alimentazione, dall’esposizione senza protezione al sole o alle lampade abbronzanti e dallo stress ossidativo generato da uno stile di vita poco salubre e “disordinato”. La ptosi della palpebra superiore non incide solo sull’estetica complessiva dell’occhio, ma sulla sua funzionalità e sull’ampiezza del campo visivo: aprire completamente l’occhio è reso difficoltoso, se non impossibile, dal “peso” della palpebra sovrastante.

In questo caso il problema assume una certa gravità e il ricorso allo specialista diventa un bisogno, se non addirittura un’urgenza…

La blefaroplastica si è evoluta con il tempo e le tecniche operatorie si sono affinate: l’intervento prevede sia una calcolata asportazione della cute in eccesso che il parziale e controllato svuotamento delle borse adipose superiori e inferiori. Il secondo obiettivo è quello di distribuire simmetricamente il grasso sottocutaneo residuo per non lasciare spazi vuoti e di distendere la cute.

Blefaroplastica o laser? Come sceglie la terapia adatta a risolvere il problema delle palpebre gonfie per eccesso di pelle o di grasso?

Il primo incontro con il paziente è essenziale per esaminare la sua storia clinica attraverso gli esami ematochimici recenti e per effettuare l’anamnesi completa. Il dialogo approfondisce la conoscenza dei desideri e delle aspettative della persona ed è a quel punto che il chirurgo estetico suggerisce il trattamento che garantisce un esito soddisfacente, naturale e gradevole. Il laser di ultima generazione CO2 frazionato micro ablativo abbinato alla radiofrequenza (SmartXide²) si applica quando il grado di rilassamento della cute palpebrale è meno accentuato. Se la gravità dell’inestetismo è evidente o addirittura la visione centrale e la visione periferica ne subiscono gli effetti negativi, l’intervento di blefaroplastica è raccomandato. Spetta allo specialista scegliere la tecnica operatoria mini invasiva più adatta.

Che tipo di anestesia si usa, di solito? Quando sono gli occhi il bersaglio del chirurgo non si è mai completamente rilassati!

L’anestesia è locale, ma se il paziente è particolarmente emozionato o intimorito, l’anestesista effettua una leggera sedazione. L’intervento ha una durata di circa 1 ora se coinvolge esclusivamente le palpebre superiori o le palpebre inferiori, di circa 2 ore se sono interessate entrambe. Il monitoraggio è costante e accurato.

Immagino che compariranno lividi e gonfiori: quando si potrà ammirare l’esito definitivo?

Dopo circa 3 mesi. I tempi di recupero sono soggettivi e variano da persona a persona. Gli ematomi spariscono, generalmente, in una decina di giorni, mentre il gonfiore richiede più tempo. I punti si tolgono dopo 6 giorni: le cicatrici sono invisibili perché mimetizzate nelle pieghe naturali. Nel corso dell’intervento è possibile ridisegnare la curva delle sopracciglia con tecniche chirurgiche innovative per completare e migliorare l’estetica complessiva del viso maschile o femminile. Uno sguardo vivace e luminoso ringiovanisce e affascina.

Una magia dalla vita breve ed effimera?

Al contrario: si riparlerà di una seconda blefaroplastica dopo almeno 5-10 anni.

Grazie, dottor Spano.

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