Come funziona la dieta a punti? Pro e contro

La dieta a punti è stata creata dal dietologo italiano Guido Razzoli. Lui ha creato una lista di alimenti ai quali corrisponde un punteggio, nel tentativo di definire un sistema dimagrante comprensibile e ben applicabile. In questo tipo di dieta non si effettua il calcolo delle calorie.

dieta a puntiLa dieta a punti: come funziona?

Secondo il dott. Razzoli, per garantire un dimagrimento dovrebbe essere sufficiente rispettare con “buon senso” la copertura del proprio punteggio, sommando tutti gli alimenti consumati durante la giornata e suddividendoli in almeno 4 pasti.

La dieta a punti, però, è tendenzialmente sbilanciata, poiché ha una prevalenza di proteine e grassi e una ridotta presenza di carboidrati. La limitazione dei carboidrati avviene penalizzando gli alimenti che li contengono, con un punteggio alto. Viceversa, quelli a base di proteine e grassi sono interessati da punteggi bassi, che ne consentono un maggiore consumo. La tabella orienta, quindi una persona verso alimenti opportuni per il risultato che si prefigge, ponendo tutti i cibi in grandi categorie sulla base del loro punteggio. La tabella con le indicazioni del punteggio totale sono da seguire in base al peso della persona specifica.

Tabella della dieta a punti per le Donne:

– fino a 70 kg da 18 a 24 punti giornalieri
– 71 a 80 kg da 20 a 25 punti giornalieri
– 81 a 90 kg da 22 a 27 punti giornalieri
– 91 a 100 kg da 24 a 29 punti giornalieri
– oltre 100 kg da 26 a 30 punti giornalieri

Tabella della dieta a punti per gli Uomini:

– fino a 80 kg da 22 a 26 punti giornalieri
– 81 a 90 kg da 24 a 29 punti giornaliere
– 91 a 100 kg da 26 a 30 punti giornalieri
– 100 a 110 kg da 28 a 32 punti giornalieri
– oltre 110 kg da 30 ai 35 punti giornalieri

Pro e contro della dieta a punti

Il vantaggio maggiore è la possibilità di controllare la propria alimentazione senza contare le calorie. Il calcolo, però dei punti non è sempre così facile. Indubbiamente questa alimentazione a punti costringe colui che sta a dieta a rinunciare alla maggior parte dei carboidrati talvolta senza nemmeno accorgersene. Si rischia dunque di non conoscere bene le combinazioni alimentari e di compromettere la salute dell’intero organismo.

Il difetto più grande di questo metodo sembra essere l’eccessiva assunzione di proteine come fonte alimentare. Eliminando tutti o quasi i carboidrati dall’alimentazione, l’organismo trarrà la sua energia dalle proteine stesse, impegnando fegato e reni in un continuo processo di eliminazione dell’azoto. Inoltre il metodo della dieta a punti non presta alcuna apparente attenzione alla qualità dei cibi utilizzati, mettendo alla pari insaccati, carne in scatola, conserve, con cibi freschi, ed assegnando valori molto penalizzanti a frutta e verdura.

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