Forza fisica: vediamo la definizione, la classificazione e la sua variazione negli anni

La forza fisica è la vigoria naturale dell’uomo sano, capace di sviluppare tensioni elevate, di vincere una resistenza o di opporvisi con un impegno muscolare.

Forza fisica: definizione, classificazione e variazione negli anni

Dal punto di vista fisiologico, la forza fisica dipende da:

  • diametro trasverso dei muscoli, quindi dalla loro dimensione
  • frequenza di impulsi che i neuroni motori trasmettono ai muscoli
  • livello di sincronizzazione delle unità motorie: ricordiamo che l’unità motoria è composta dal neurone.

Le fibre muscolari nervate vanno da un minimo di 5, nei muscoli oculari, fino a diverse migliaia nei muscoli più potenti, quali ad esempio i pettorali. Più si è allenati, maggiormente si riesce a sfruttare la propria forza: un soggetto sedentario potrà usare solo il 30/50% delle unità motorie disponibili.

Classificazione della forza

La forza muscolare non viene impiegata sempre allo stesso modo, nella stessa forma o nello stesso tempo, per cui si usa fare delle distinzioni, in base alle quali la forza viene classificata in :

  1. forza massimale: è quella che il sistema neuromuscolare può esercitare in una contrazione massimale volontaria. E’ determinante negli sport con elevate resistenze da vincere. Ad esempio nel Sollevamento pesi.
  2. forza veloce o rapida: è la capacità che il sistema neuromuscolare ha di superare resistenze elevate con alta velocità. E’ determinante nelle gare brevi e veloci. Ad esempio nel Lancio del disco o nel Salto in alto.
  3. forza resistente: è la capacità dell’organismo di resistere alla fatica in caso di prestazione di forza e di durata. Ad esempio nel Canottaggio.

Accanto a queste tre “classiche” distinzioni della forza muscolare, è opportuno ricordare anche il concetto di forza relativa. Consiste nel rapporto tra la forza espressa dai vari distretti muscolari e il peso corporeo. E’ evidente che, a parità di allenamento, un individuo che pesa 100 kg sarà più forte di uno che ne pesa 50. E’ per questa ragione che in tutti gli sport di combattimento gli atleti vengono divisi per categorie di peso.

Immaginiamo però che il soggetto di 50 kg riesca a sollevarne 50, mentre quello che ne pesa 100 ne sollevi 70. Dobbiamo riconoscere che il meno pesante è più forte, secondo il parametro della “forza relativa” (rispetto al peso corporeo). La forza relativa è molto utile per orientare l’allenamento.

Classificazione della forza secondo la sua applicazione

Un altro tipo di classificazione della forza dipende dalla sua applicazione e la divide in due tipi:

  1. forza statica: quando si applica senza spostamento, ad esempio spingendo contro un muro, oppure resistendo appeso ad una sbarra senza movimento;
  2. forza dinamica: quando il distretto muscolare interessato applica la forza con  movimento.

 

La forza fisica nelle varie età

La forza fisica segue evoluzioni e incrementi in base all’età, come conseguenza della maturazione del sistema neuromuscolare e dell’apparato scheletrico. L’aumento della forza muscolare è insignificante fino ai 10 anni. Gli incrementi maggiori si registrano durante l’adolescenza. Dagli 11 ai 14 anni è in notevole aumento. Dai 15 ai 18 si ha uno sviluppo decisamente più intenso.

Fino agli 11 anni lo sviluppo della forza nei due sessi è simile, poi l’incremento nei maschi è nettamente superiore e raggiunge una differenza di circa il 40% rispetto alle ragazze (il riferimento è ai non allenati). Questo divario è dovuto alla diversa produzione di ormoni androgeni, che hanno effetto anabolizzante (= di costruzione) e psicotropo (= che influisce sui sistemi psicologici). Va notato che verso i 13-14 anni è stata evidenziata una fase favorevole per la forza relativa, con una conseguente buona predisposizione ai salti.

 

A cura del Prof. Fabrizio Virgili

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