Il corpo in psicoterapia

il corpo in psicoterapia

Psicoterapia con o senza il corpo?

Il corpo in psicoterapia dall’oriente all’occidente. La civiltà occidentale stenta o è ancora piuttosto scettica, nell’accostarsi all’individuo in modo unitario, laddove mente e corpo si fondino in un insieme psicosomatico. La tendenza è quella di appropriarsi in modo specialistico di un “pezzo di corpo” da indagare e curare, separando la parte dal tutto e soffermandosi, talvolta, in interminabili analisi sulla maggiore o minore prevalenza dell’una sull’altra.

“Biologia e cultura interagiscono e sono partner uguali nel renderci quello che siamo. Distogliere lo sguardo da simili, potenti interazioni umane, non è solo sbagliato e miope, ma ingiustificabile sul piano morale”

Daniel Moerman, antropologo –

Il corpo energetico

Sappiamo che nella cultura orientale il corpo è considerato in una prospettiva dinamica ed energetica, decisamente distante dalla concezione occidentale che risente ancora profondamente, di un approccio statico-descrittivo derivante dal modello cartesiano. Nella cultura orientale dunque, da sempre, emerge la visione dell’uomo come unità funzionale, dove corpo-spirito e corpo-mente si fondono e interagiscono in una rapporto continuo con l’ambiente circostante, creando quell’equilibrio tra gli elementi che chiamiamo, semplificando, salute ma, più precisamente, benessere. In questa prospettiva, l’equilibrio è sempre determinato dal rapporto bilanciato tra elementi differenti, ma complementari come ad esempio, lo Yin e lo Yang nella filosofia Zen.

Raramente Freud si è dilungato sul corpo e quando lo ha fatto è stato piuttosto vago. E’ indubbio che tutto il suo lavoro si basa su una concezione dell’apparato psichico che prevede delle chiare basi biologiche e, nella sua opera, fa corrispondere puntualmente ogni fase dello sviluppo fisiologico del bambino a precisi vissuti fantasmatici e pulsionali, che comunque non possono prescindere dal vissuto corporeo. In effetti le sue terapie escludevano interventi sul corpo del paziente in quanto, Freud stesso, sosteneva che stare distesi e fermi avrebbe aumentato l’introspezione e una più vivace produzione psicologica nel paziente.

Il corpo in psicoterapia

Nel 1934 Wilhelm Reich fu escluso dalla Società Psicoanalitica Internazionale, pur essendo uno degli allievi più brillanti di Freud, principalmente per la sua differente concezione del corpo e dei suoi rapporti con l’inconscio. Secondo Reich ogni essere umano possiede un’energia vitale buona. Impedire a questo flusso energetico (soprattutto la repressione della sessualità da parte di una società sessuofobica) di fluire liberamente, produrrebbe dei blocchi. Essi troverebbero espressione nell’irrigidimento sia dell’apparato muscolo-scheletrico che nella struttura caratteriale (Charakter panzerung o corazza caratteriale).

A cura della dott.ssa Antonella Serra

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