Sankalpa: il potere dell intenzione

Il potere dell intenzione: Sankalpa è una parola molto usata nelle classi di yoga e potrebbe essere tradotta con “proponimento” o “determinazione” o “intenzione”.

Sankalpa - il potere dell intenzione
Dare un senso alla nostra pratica

Ci siamo appena seduti sul nostro tappetino, in posizione comoda, occhi chiusi e schiena dritta. Magari abbiamo portato la nostra attenzione al respiro o recitato un mantra di apertura. L’insegnante ci invita a formulare il nostro sankalpa, esprimere la nostra intenzione per la pratica che stiamo per iniziare. E cominciamo a pensare.

Magari scartiamo la prima cosa che ci è venuta in mente perché ci sembra sciocca. Formuliamo una frase che ci sembra soddisfacente, per esempio “non voglio più arrabbiarmi”. Ma proprio in quel momento l’insegnante ci dice che deve essere formulata in positivo senza usare negazioni.

Quando pensiamo di essere arrivati a formularla nel modo corretto, ce la ripetiamo mentalmente e la critichiamo. E modifichiamo. E riformuliamo… e poi…. Iniziamo la nostra pratica rimandando. Arriva un momento della classe particolarmente impegnativo o faticoso. L’insegnante ci chiede di ricordarci del nostro sankalpa, del “perchè” lo stiamo facendo, per dare un senso e una motivazione a quello sforzo… ops!!

Infine, giunti al termine della lezione, di nuovo seduti con gli occhi chiusi e la schiena dritta e con le mani a preghiera davanti al cuore. L’insegnante ci chiede di ricordare per cosa abbiamo praticato. E noi siamo costretti ad ammettere a noi stessi che non ce lo ricordiamo. Dunque capiamo che evidentemente non era un’intenzione poi così forte o chiara. Tutto normale.

Connetterci a noi stessi – il potere dell intenzione

Sembra strano pensare che in un’epoca di consumismo, di voglia di successo a tutti i costi, di “tutto e subito”, possa risultare così difficile formulare un’intenzione per avvicinarci a ciò che desideriamo realmente. La cosa dura da mandar giù è che spesso non ne abbiamo idea.

Siamo così costantemente bombardati da messaggi pubblicitari che provano a farci desiderare le cose più improbabili. Da modelli di comportamento da assumere, da esempi estetici da voler imitare, da persone di successo da voler emulare, che nel momento in cui riusciamo a staccarci da tutto questo (e già è tanto) e ci connettiamo alla nostra parte più profonda e intima, non sappiamo più cosa vogliamo davvero.

Prendere coscienza

Forse accorgersi di questo, rendersi conto di essere confusi e di non aver idea di dove vorremmo andare o come, è meglio che continuare a rimanere storditi e ingabbiati in uno schema che non ci appartiene. O di interpretare il sankalpa non come “intenzione” (che prevede assumersi la responsabilità delle proprie azioni e dei propri pensieri), ma come “richiesta” demandando a una forza esterna a noi il compito di portarci l’oggetto del nostro desiderio.

Se pratichiamo allo scopo di ricevere qualcosa in cambio della nostra dedizione e del nostro impegno la nostra pratica rimarrà sempre legata ad una sensazione di sforzo e non di gioia. La gioia del sapere di fare qualcosa per il piacere di farlo. E perché, anche se non sappiamo ancora cosa sia meglio per noi, comprendiamo di essere spesso decentrati e confusi e lontani dalla nostra pura essenza.

Fare pulizia

Quasi sempre, il grande lavoro da fare non è quello di raggiungere qualcosa che desideriamo. Ma quello di rimuovere tutti gli ostacoli che ce lo nascondono. Praticare con intenzioni/desideri magari più immediati e basici può andar bene all’inizio. Magari la sensazione di essere riusciti ad attrarre quello che pensavamo di desiderare ci darà il coraggio e la forza di esplorare più profondamente questo potente strumento. Ma rimanere legati all’idea di “Praticare per Ricevere” qualcosa può diventare rischioso nel momento in cui comprendiamo che forse i nostri desideri non sono veri e non necessariamente collegati ai nostri bisogni più profondi.

Scegliere

La cosa più importante del sankalpa è il suo aspetto intrinseco legato al potere di scegliere. Dopo aver preso consapevolezza di non poter essere certi di ciò che è davvero meglio per noi, dopo aver cercato di pulire tutte le false credenze e le idee che ci hanno imposto e aver cercato di rimuovere questi ostacoli alla nostra realizzazione più totale, possiamo finalmente capire come formulare la nostra intenzione. Scegliere cosa vogliamo essere, fare, divenire, e attraverso la pratica (qualsiasi pratica) avvicinarci giorno dopo giorno alla nostra scelta, a noi.
Con gioia.

Di Alex Fabbri 

YoYoga Studio

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