Lato oscuro: da scoprire, abbracciare ma non usare come alibi!

Accettare il nostro lato oscuro

Sempre più di frequente mi capita di leggere articoli su blog o post su social network di insegnanti di yoga che dichiarano, quasi con orgoglio, il proprio “non essere perfetti”. Lo motivano ed espongono (in maniera piuttosto superficiale a dirla tutta) il concetto di lato oscuro di ognuno che, a parer loro, dovrebbe essere accettato e non criticato o negato o nascosto.

Generalmente, sotto a questi post, compaiono decine e decine di commenti. Confermano con sospiri di sollievo questa “verità”. Dichiarano di essere non vegani o vegetariani, di fumare, di eccedere con alcool o altri vizi, ammissioni di colpe varie e dichiarazioni delle più svariate deviazioni dalle regole di comportamento che dovrebbero essere alla base di un percorso yogico e, ancor peggio, dalle norme etiche. Il tutto con la costante auto-assoluzione finale motivata dalla frase: in fondo siamo esseri umani.

Sul fatto che un insegnante di Yoga sia un essere umano e come tale possa sbagliare non credo si possa dubitare o che ci sia da obiettare alcunché. Ho il sentore che ultimamente si usi questo famoso “lato oscuro” come un carissimo amico a cui dare la colpa di ogni errore nascondendosi dietro alla propria umanità per giustificare qualunque cosa non si riesca a modificare o sia troppo difficile abbandonare.

Abbiamo, forse, imparato a usare il nostro lato oscuro come scusa?

Ho smesso relativamente da poco di fumare e per tutta la vita a chiunque mi chiedesse: ma come? Uno attento alla salute come te che insegna yoga e mangia sano e poi fuma?? Rispondevo creando giustificazioni e motivandolo con frasi tipo: è tutta una questione di equilibrio, serve sia lo yin che lo yang ecc ecc…

Ora mi rendo conto che in realtà erano tutte giustificazioni per continuare a fumare e che fumare era un gesto legato a una credenza. Mi accorgo che praticando e cercando di ripulire ogni falsa credenza il bisogno di fumare è sparito.

Lo scopo dello Yoga

Lo scopo di una pratica Yoga è proprio quello di entrare sempre più in contatto con la parte più profonda di se stessi e poi con la propria parte più saggia, la propria scintilla divina.

Non cerco di convincere nessuno a modificare il proprio modo di nutrirsi o a modificare le proprie abitudini. Da insegnante, però, credo di avere la responsabilità di essere maggiormente consapevole dei miei gesti, delle mie azioni, dei miei pensieri, dell’ambiente in cui vivo e delle persone che fanno parte della mia vita, che mi riconoscono un ruolo e che ascoltano le cose che dico e vedono le cose che faccio.

Certo che tutti abbiamo un lato oscuro, che può tra l’altro insegnarci molto se riusciamo a esserne coscienti. Nessuno di noi è perfetto (meno male)! Forse ciò che dovrebbe differenziare una persona che ha scelto di fare un percorso spirituale, e magari di diventare insegnante, da chiunque altro è proprio l’essere più consapevoli di questo lato. Riconoscerlo, accettarlo e poi cercare di modificarlo. Non subirlo e non nascondersi dietro a lui per giustificare ogni sgarro e ogni cosa che ci venga voglia di fare.

Lato oscuro e consapevolezza

Prendere semplicemente atto di qualcosa di noi stessi che potremmo cambiare, per vivere meglio o armonizzare una situazione, che riconosciamo essere un comportamento dettato dal nostro “lato oscuro” ma senza fare nulla se non accettarlo è solamente il primo passo.

Una pratica costante, portata anche fuori dal tappetino, dovrebbe aumentare la nostra consapevolezza e la nostra comprensione delle nostre azioni. Dovrebbe aiutarci a riconoscere cosa c’è dietro a certi nostri comportamenti e pensieri proprio per darci la possibilità di modificarli.

Non si tratta di diventare vegetariani, salutisti, perennemente pacifici e sorridenti. Queste sono le caratteristiche che dovrebbe avere una persona che sta facendo un cammino spirituale. Neanche di diventare sempre più bravi a riequilibrare e disintossicare il nostro corpo per poterci concedere vizi a cui non vogliamo rinunciare. Si tratta di riconoscere e avere quindi la possibilità di modificare i comportamenti provocati dal nostro famoso lato oscuro. Di aumentare la nostra consapevolezza su chi siamo e cosa vogliamo. Si tratta di essere più responsabili delle nostre azioni e dei nostri pensieri.

Riconoscere che forse dietro all’abitudine del fumare c’è un’insoddisfazione di fondo. Che dietro al bisogno di mangiare molto si nasconde un disagio. E lavorare su quello, non sulla manifestazione finale.

Potrebbe essere più facile e veloce di quello che pensiamo o potrebbe volerci una vita intera. Entra in gioco qui la nostra “umanità” con la sua imperfezione e con il suo lato nascosto.

Accettarsi con tutti i nostri limiti. Guardarsi allo specchio e sorridersi. Andare in profondità con tenerezza, potendosi dire che proprio non essendo perfetti abbiamo l’occasione di migliorarci. Giorno dopo giorno, senza fretta… con amore.

 

Di Alex Fabbri

Yo Yoga Studio