Pratica della mindfulness emozionale: perché l’enfasi sul corpo?

La pratica della mindfulness emozionale consiste nell’essere mindful. Per essere mindful dovete semplicemente apprendere come modificare il funzionamento abituale della vostra psiche e del vostro cervello. Si tratta di smettere di utilizzare soltanto la mente razionale in un’ottica dall’alto verso il basso.

Pratica della mindfulness emozionale: perché tanta enfasi sul corpo?Pratica della mindfulness emozionale

Abitualmente, senza rendercene conto, viviamo con una sorta di pilota automatico inserito. Le nostre credenze, le nostre aspettative, le paure, le convinzioni, il giudizio su di noi sono degli a priori che creano un velo sulla realtà, un filtro che si sostituisce al nuovo che la vita a ogni istante potrebbe sospingere sulla riva della nostra esistenza.
Impariamo dunque a porre attenzione a noi stessi dal basso verso l’alto.

Il corpo non mente

Il corpo non mente, il corpo è teatro e scenario dell’inconscio e cartina di tornasole del nostro equilibrio e disequilibrio. Cominciamo a notare il nostro respiro e a notare come tutti i nostri pensieri giungano a distoglierci dal presente, allora scegliamo, adesso, di lasciarli passare, come passano le nubi nel cielo, talora più lentamente, talora più veloci, sospinte da un vento che in noi è il vento del sentire.

A prosposito del sentire, portiamo l’attenzione e notiamo cosa accade quando un’emozione sale in noi, notiamo come la sperimentiamo. Notiamo quando e dove percepiamo una costrizione, dove l’energia si blocca, dove fluisce. Notiamo quando il nostro volto si accende, si scalda, quando il torace si espande o si contrae, quando il respiro cambia, quando le braccia si irrigidiscono o le gambe tremano.

Diventiamo sempre più presenti al nostro sentire e mentre questo accade lasciamo andare qualsiasi giudizio. Non vi è nulla di giusto e nulla di sbagliato. Nulla che debba essere in un certo modo o in un altro. Soltanto il fatto che noi siamo e possiamo in ogni istante notare ciò che ci accade e al contempo esistere.
Prendiamo rifugio nell’osservatore e diventiamo, attimo dopo attimo, sempre più coscienza, al di là di noi stessi, e totalmente calata in noi.

Accettiamo che la prima chiave della nostra esistenza è ek-sistemi, dal greco “stare fuori”, esistiamo dunque come la coscienza che è “nel mondo ma non del mondo”, per dirla con Tolle.
Accettiamo che per “essere ek-sistemi” dobbiamo partire dal nostro corpo, là dove riposa l’inconscio e l’implicito, la memoria delle cellule, il segreto energetico e molecolare della nostra manifestazione. Possiamo fare questo in ogni istante, possiamo farlo ogniqualvolta che ce ne ricordiamo.
Possiamo portare l’attenzione a noi in questo modo sul tram, nella pausa caffè, lavando i piatti o meditando. E sarà sempre una preghiera, una meditazione, una celebrazione di amore e presenza.

Potreste chiedervi perché tanta enfasi sul corpo…

Perché la parola “sentimenti” ha la stessa radice di “sentire” e “sensazione”. Ed è il corpo a sentire, non la mente. Il corpo dà la sostanza allo spirito che, altrimenti, come dice Jung, sarebbe solo forma vuota. Del resto nel corpo abbiamo due cervelli, altrettanto potenti quanto quello che abbiamo nella testa, il cervello dell’intestino e quello del cuore.

Il cuore e l’intestino sono dotati di una rete neuronale in grado di avere percezioni proprie e di formare i propri “ricordi”, inoltre producono ormoni che influenzano tutto l’organismo, cervello compreso. Praticando la mindfulness vi accorgerete che ogni emozione è un fatto energetico che si esprime nel corpo prima di tutto. Come un’onda, sale, raggiunge un picco e discende.

Diverrete ben presto maestri nel lasciar fluire l’emozione e saprete riconoscere che essa è fluita interamente perché, quando accadrà, avvertirete un click interiore, una sorta di switch, di interruttore che porrà fine al disagio e alla perturbazione provati durante il flusso dell’energia a cui non siete abituati.

Dopo che l’avrete provato una volta, lo saprete riconoscere. Ricordate che il processo di rilascio mindful di una emozione non è mai completo, se non si esaurisce il disagio e percepite questo click interiore.
La pratica della mindfulness è il sintonizzarvi mindful con le vostre sensazioni corporee e dunque le vostre emozioni. Questo aumenterà progressivamente la vostra consapevolezza emotiva. Vi aprirà a nuove informazioni provenienti dall’interno di voi stessi e vi condurrà più vicino al cuore della vostra esistenza.

 

Fonti: Erica Francesca Poli – Anatomia della Guarigione

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