Probiotici: i batteri amici del nostro intestino

probiotici: amici batteri del nostro organismo

Probiotici: i batteri amici del nostro intestino

L’interesse per i probiotici risale all’inizio del secolo scorso grazie agli studi dello scienziato russo Metchnikoff sui batteri utili alla salute. Ha dimostrato che la regolare assunzione di lattobacilli poteva contrastare la flora batterica putrefattiva responsabile di molte malattie.
Negli ultimi 10-15 anni si sono scoperte molte cose interessanti rispetto alla flora batterica intestinale, tanto che i biologi la considerano un vero e proprio organo definendola ora con il nome di microbiota intestinale.

Il microbiota intestinale contiene 100 miliardi di microrganismi che costituiscono un peso di 1 kg.
L’equilibrio tra le varie specie batteriche benefiche e quelle nocive viene definita eubiosi e garantisce benessere al nostro intestino. La disbiosi intestinale si ha invece quando la flora batterica nociva prende il sopravvento.

I batteri benefici sono:

1) lattobacilli presenti prevalentemente nel crasso, ma anche nel duodeno e stomaco. Comprendono circa 50 specie ( es L.acidophylus, L. rhamnosus,L.bulgaricus). Hanno un’elevata capacità di produrre acido lattico nell’intestino creando un ambiente adatto per i lattobacilli e inospitale per i batteri patogeni. Sono un valido aiuto per il sistema immunitario. L’Acidophilus in particolar modo ha notevoli poteri antibiotici, antivirali e antimicotici.

2) Bifidobatteri esplicano preferenzialmente la loro funzione nel tenue, comprendono 25 specie. Sono produttori di acidi e di vitamine e potenti antagonisti di specie nocive (clostridi, salmonella, klebsiella, proteus). Depurano l’intestino da eccesso di tossine (indolo,fenolo,scatolo) e sostanze azotate (ammoniaca, nitrati, nitriti) grazie alla loro capacità di eliminarle e renderle non assimilabili.

La maggior parte di questi batteri sono stanziali cioè aderiscono alle pareti delle cellule intestinali impedendo ai batteri nocivi di attaccarsi alla mucosa intestinale. In questo modo costituiscono una vera e propria barriera protettiva creando un ambiente inospitale ad agenti patogeni.

Segnali di un microbiota in difficoltà

I segnali di un microbiota in difficoltà sono molteplici. Pancia gonfia, periodi di diarrea o di stipsi, nausea, cefalea, astenia, irascibilità.
La causa principale della disbiosi è una alimentazione scorretta. Una dieta ricca di proteine, di grassi, di zuccheri semplici, alcolici, povera di fibre, micronutrienti e di acqua favorisce lo sviluppo di colonie di batteri nocivi a discapito soprattutto dei bifidibatteri.

Altri elementi perturbativi sono rappresentati dalle infezioni, da alterazioni ambientali, dall’utilizzo costante di alcuni farmaci come gli antiacidi, antinfiammatori, contraccettivi, antibiotici. Anche lo stress gioca un ruolo importante nel creare disbiosi. Il nostro intestino è considerato il secondo cervello perché è riccamente innervato dal sistema nervoso autonomo che è finemente integrato a strutture del sistema centrale. Lo stress fisico e psico-emotivo condiziona i processi del sistema nervoso enterico generando un’alterazione della barriera intestinale. Si crea una iperpermeabilità di membrana per cui frammenti di batteri e cibo non digerito possono entrare in contatto con le cellule del sistema immune e provocare allergie, intolleranze e fenomeni autoimmuni. Inoltre un’alterazione mucosale può stimolare il trofismo di una flora parassitica.

A questo punto ci si chiede se l’integrazione dei probiotici sia necessaria. Se vivessimo in condizioni ideali la risposta sarebbe negativa. Poiché viviamo in un contesto stressogeno da tutti i punti di vista, il nostro microbiota viene continuamente insultato. Nelle condizioni odierne, quindi, i probiotici sono un aiuto alimentare efficace e senza effetti collaterali.

I criteri che definiscono l’efficacia di un probiotico

I probiotici per essere efficaci devono:

  • contenere batteri che normalmente colonizzano il tratto gastrointestinale e rispettare la quantità di non meno di 1 miliardo di batteri vivi al giorno.
  • essere in grado di sopravvivere all’ambiente acido dello stomaco e vivere e moltiplicarsi nell’intestino anche in presenza di acidi biliari e aderire alle pareti intestinali.
  • essere prodotto in maniera tale da rimanere vitale ben oltre il tempo che intercorre tra la manifattura e il consumo.

La scelta dei probiotici deve rispondere a queste caratteristiche. Tra i bifidibatteri che tra i lattobacilli vi sono dei ceppi forti che garantiscono una maggiore vitalità (cioè la capacità di riprodursi nell’intestino). Ad esempio il ceppo DDS-1 dell’acidophilus mantiene fino all’80% di vitalità dopo un anno di produzione. Per prolungare la vitalità si consiglia di tenere i probiotici in frigorifero. Gli yogurt commerciali contengono batteri vivi, ma non vitali.

Un buon probiotico deve contenere sia l’acidophilus che il bifidus per gli effetti benefici sopra citati. E’ stato dimostrato che, pazienti malati di leucemia e in chemioterapia con intestini densamente popolati da batteri patogeni come Klebsiella, Citrobacter, Proteus, avevano ripristinato una flora normale dopo 3 mesi di cura con 2 miliardi di Acidophilus e 2 miliardi di Bifidus. I probiotici aiutano a curare anche le candidosi e l’herpes. Inoltre sono importanti per problemi di costipazione, per il ripristino di una buona funzionalità intestinale e per la prevenzione e cura di vaginiti e infezioni urinarie.

Della Dott.ssa Simonetta Morace

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