Terapia cognitivista e Problem Solving: come risolvere i problemi

Un altro “cavallo di battaglia” della terapia cognitivista è il problem solving (risoluzione di problemi). Una strategia valida per risolvere ogni tipo di problema (da quelli personali o relazionali a quelli lavorativi o inerenti all’apprendimento vero e proprio). Se nel caso di un problema aritmetico il problem solving termina con una soluzione (sempre da verificare), per quanto concerne i problemi della vita di tutti i giorni esso termina con una decisione (decision making) su cosa fare, (implementare) affinché la situazione di disagio si risolva.

Problem solving e cognitivismoProblemi e ansia

Capita spesso, infatti, che le persone rimangano immobili in uno stato di ansia, perché troppo indecise su cosa fare. Ad esempio, trasferirsi o meno per lavoro. Lasciare o rimanere con il partner col quale ormai la convivenza è diventate impossibile. A quale scuola mandare i figli, etc.

Per ogni problema che possa essere definito come tale, esiste una soluzione e tramite il problem solving si può individuare la migliore. Se al contrario non c’è alcuna soluzione, non si tratta di un problema ed è ,quindi, inutile occuparsene. Ad esempio, preoccuparsi della morte non ha alcun senso dal punto di vista cognitivista. Al limite si potrà lavorare sull’accettazione di queste situazioni immodificabili.

Le fasi del problem solving

Le fasi del processo di problem solving e decision making sono (questa schematizzazione può essere soggetta a piccole modifiche a seconda della teoria sottostante e del campo di applicazione):

  1. Percezione del problema
  2. Accettazione del problema
  3. Preparazione al problema
  4. Definizione del problema
  5. Generare alternative (brainstorming)
  6. Decisione
  7. Implementazione

 

Naturalmente si può sempre tornare ad una fase precedente nel caso l’esito della verifica non sia positivo. Ad esempio: ho implementato una certa strategia ma il problema è rimasto quindi devo prendere una diversa decisione fra le diverse alternative generate o addirittura devo ridefinire il problema.

È evidente che per risolvere un problema il prerequisito fondamentale è che esso sia percepito come tale e soprattutto accettato perché, come ben sappiamo, capita spesso di negare a se stessi di averne. (“Bevo due bottiglie di whisky al giorno, ma non ho un problema con l’alcol”).

Problem solving: Definizione del problema

Prepararsi al problema significa escludere tutte le informazioni e gli stimoli non pertinenti e concentrarsi esclusivamente sul problema stesso. La definizione del problema è una fase cruciale. Bisogna evitare descrizioni vaghe e fumose e trovare tutte le cause possibili del problema stesso e le relazioni fra di esse. Per fare un’analogia con la matematica, si tratta dei dati del problema.

definizione del problema nel problem solvingPoniamo il caso che il problema sia quello di “addormentarsi con difficoltà”. Le cause potrebbero avere origine nel lavoro (faticoso, conflitti con i colleghi, etc.), nella situazione economica (stipendio inadeguato, restrizioni su hobbies e vacanze, necessità di aiuti esterni, etc.), in famiglia (difficoltà col partner, parenti fastidiosi, etc.), nello stato psicologico (frustrazione, stress, depressione, collera, etc.). Il metodo cognitivista prevede diversi modi per rappresentare schematicamente i dati (le cause) del problema. Ad esempio il diagramma spider (o radar) o di Ishikawa (o a spina di pesce).

Problem solving: Generare alternative

Generare alternative per la soluzione del problema è una fase cruciale e richiede grande creatività. Un noto metodo per stimolare tale creatività (soprattutto nelle situazioni di gruppo) è il brainstorming (traducibile non letterariamente come “tempesta di idee”). Nel brainstorming si richiede di dire tutte le possibili idee che vengono in mente per risolvere un determinato problema, senza alcun timore del giudizio altrui e della eventuale illogicità delle stesse. Ciò facilita il processo creativo e la presa di coscienza di soluzioni e nuovi punti di vista che fino ad allora non erano mai stati considerati.

La creatività è, dunque, considerata fondamentale per il buon esito del processo di problem solving, non essendo questa la sede per un trattato su questo argomento, mi limiterò ad esporre alcuni fattori che la facilitano e altri che la ostacolano.

Fattori ostacolanti la creatività

Fisici
  • Monotonia
Cognitivi
  • Dogmatismo
  • Tradizionalismo
Affettivi
  • Insicurezza
  • Bassa Autostima
  • Senso di colpa
 Socioculturali

Fattori facilitanti la creatività

Fisici
  • Stimolazione
Cognitivi
  • Flessibilità
Affettivi
  • Sicurezza
  • Alta autostima
  • Senso ludico
 Socioculturali

Una volta presa una decisione, se ne verificherà la fattibilità. In caso positivo si implementerà (metterà in pratica) un piano di azione, altrimenti si andrà a ritroso per valutare altre possibili soluzioni. Come detto in precedenza, il problem solving è un processo flessibile e prevede sempre la possibilità di ripercorrere le varie tappe al contrario nel caso di esito negativo della verifica di una di esse.

 

A cura del Dott. Aldo Gabardo

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