Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale: Assessment e scale CBA (Cognitive Behavioural Assessment)

Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

Ogni intervento cognitivo-comportamentale prende avvio con la fase di assessment. Questo termine, entrato ormai nel gergo corrente della psicologia, fa riferimento all’insieme di informazioni che il terapeuta deve raccogliere per definire obiettivi e modalità di intervento. Gli strumenti di assessment sono i più disparati. Colloqui, test, rating scales, e se necessario osservazioni sistematiche e analisi funzionale.

Oltre alla storia di vita del cliente, lo specialista deve raccogliere informazioni di ogni genere. Da quelle di carattere prettamente medico a quelle sul funzionamento sociale e lavorativo. In pratica l’assessment corrisponde ad una fotografia, scattata su un determinato soggetto in un momento particolare della sua esistenza.

È di cruciale importanza che questa fotografia sia la più dettagliata possibile. Dovrebbe consentire di individuare i punti di forza e quelli di debolezza del soggetto.

Essa è necessaria per:

  • Formulare la diagnosi. Prima di poter fare ciò è ovviamente indispensabile raccogliere tutte le informazioni a disposizione.
  • Prevedere l’esito del trattamento. Sapendo i punti di forza e quelli di debolezza, il tipo di problema o di problemi, la diagnosi e la letteratura riguardante la specifica patologia, è possibile fare una previsione di massima sui tempi e l’esito della terapia.
  • Elaborazione della linea di base (fondamentale in caso di handicap). Se ci sono comportamenti che si vogliono eliminare, o al contrario favorire, il terapeuta dovrà accuratamente registrarne la frequenza. Nel caso di un cliente che voglia smettere di fumare è necessario sapere quante sigarette fuma al giorno.
  • Monitoraggio. Solo se si è svolto correttamente l’assessment è possibile sapere se il paziente sta facendo progressi o meno.

CBA (Cognitive Behavioural Assessment)

Lo strumento di assessment più diffuso è la batteria CBA (Cognitive Behavioural Assessment), un modello di valutazione psicologica che ha generato a sua volta molti test.

Il CBA analizza l’autoreferto del paziente e può/deve essere integrato con il colloquio clinico e con tecniche di analisi osservativa e di registrazione psicofisiologica (integrazione orizzontale). Non opera nell’ottica della classificazione nosografica, ma dell’approfondimento puntuale e dello studio analitico del singolo paziente.

I pattern di approfondimento indicati dallo scoring CBA si traducono in indicazioni operative per “mirare” il colloquio psicologico, per utilizzare test ulteriori di carattere specifico (Scale Secondarie), per decidere modalità specifiche di assessment ulteriore (integrazione verticale). L’assessment che utilizza il CBA tenderà, dunque, a essere multidimensionale e strutturato gerarchicamente per approfondimenti successivi. Integrato, cioè, sia orizzontalmente sia verticalmente (E. Sanavio, 2002).

La Batteria CBA-2.0

Alla pari di qualsivoglia tecnica di assessment psicologico, la Batteria CBA-2.0 non esaurisce in sé la valutazione del paziente. Essa esplora ampiamente il soggetto lungo uno dei suoi piani di analisi. Il piano della propria autovalutazione e autodescrizione soggettiva (a volte indicato come sistema cognitivo-verbale). Si pensa, però, che l’assessment clinico debba tendere a descrivere la multidimensionalità di sistemi complessi. Un assessment multidimensionale, dunque, non si limita a colloqui clinici e CBA. Cerca di integrare informazioni e misurazioni provenienti da diversi piani, come il piano dell’osservazione e del comportamento manifesto e quello dell’attivazione e della risposta psicofisiologica.

L’assessment psicologico

Del resto l’assessment psicologico non è una passiva raccolta di informazioni ma un processo attivo, sostanzialmente simile a un processo di problem-solving e decision-making. L’assessment clinico è un complesso processo di raccolta ed elaborazione di informazioni relative al soggetto in questione. Man mano che questo processo progredisce, diminuisce l’incertezza circa le moltissime variabili di rilievo clinico e circa le varie ipotesi di intervento nel caso in esame.

Quanto più ampia è la base di conoscenza (e di esperienza) dello psicologo, tanto più ampio è il ventaglio di ipotesi alternative, che potrebbero dar ragione dei medesimi dati e delle medesime informazioni, che egli prende in esame. Inoltre, nel modello cognitivo-comportamentale, l’assessment procede (principalmente) per “falsificazione” di ipotesi piuttosto che per “verificazione”.

La Batteria CBA-2.0 è organizzata gerarchicamente. Essa comprende:

•  Scale Primarie, che vengono presentate tutte a ciascun soggetto.

Scale Secondarie, che vengono selezionate sulla base di una prima elaborazione delle informazioni raccolte attraverso le Scale Primarie e quindi presentate solo ai soggetti che necessitano di determinati approfondimenti.

Nucleo della Batteria CBA-2.0 Scale Primarie è una particolareggiata cartella autobiografica. Guida il paziente lungo una ricostruzione della storia personale e dei problemi psicologici attualmente lamentati. Consente cosi un’anamnesi standardizzata autocompilata. Attorno a tale nucleo sono una serie di scale e inventari, in parte originali, in parte ricavati dalla tradizione psicodiagnostica cognitiva e comportamentale. Tutto ciò, nel complesso, costituisce una batteria “ad ampio spettro”. Essa è utile all’esplorazione della grande maggioranza dei casi che, in età adulta, si presentano per la valutazione psicologica in un contesto clinico.

Le scale primarie

Le Scale Primarie indagano, in maniera generale, ampie problematiche di potenziale interesse clinico; esse tendono a individuare, in via di prima approssimazione, eventuali aree disfunzionali nella situazione di vita del soggetto. Le informazioni provenienti dalle Scale Primarie costituiscono la base sulla quale prendere decisioni circa l’opportunità o meno di continuare l’esame e circa la natura degli approfondimenti più appropriati.

Le scale secondarie

Le Scale Secondarie indagano in maniera dettagliata e approfondita le eventuali aree disfunzionali suggerite dall’analisi delle Scale Primarie.

Esse, inoltre, raccolgono informazioni più specifiche circa le capacità e le risorse del soggetto. Potrebbero dispiegarsi durante una psicoterapia o nel corso di un programma di intervento psicologicamente mirato. Tali scale tendono a una valutazione comparativa delle tecniche di intervento psicologico più consone alla situazione ambientale e alle condizioni personali del soggetto. Forniscono, inoltre, indici prognostici e valutazioni relative a potenziali ostacoli e controindicazioni. Le informazioni raccolte da tali scale costituiscono la base sulla quale prendere decisioni circa l’opportunità o meno di suggerire al soggetto un ricorso a procedure di trattamento psicologico e psicoterapia. In breve, le Scale Secondarie assolvono a tre scopi principali: approfondimento, allargamento, prognosi di trattamento.

Come si è detto, le Scale Primarie CBA-2.0 non esauriscono tutto l’assessment iniziale del caso. Sono, piuttosto, un sussidio per lo psicologo nel corso delle diverse operazioni di valutazione iniziale e una fonte di suggerimenti, ipotesi e informazioni addizionali. Giacché offrono una valutazione a largo spettro del soggetto, non è difficile ricavare un profilo psicologico di carattere generale. Non è questo, però, lo scopo primo della Batteria. Essa si caratterizza piuttosto per la sua integrazione con tutto il complesso processo di assessment psicologico.

La Batteria CBA-2.0 offre ipotesi e offre misurazioni. Dai suoi dati, infatti, emergono ipotesi di allargamento e di approfondimento del problema. Queste possono aiutare lo psicologo nella messa a fuoco della sua strategia di assessment. Emergono ipotesi relative sia ai meccanismi processuali, attraverso i quali possono essere sviluppati i disturbi psicologici attualmente lamentati, sia alle strategie di intervento appropriate.

La Batteria offre, parimenti, una mole relativamente ampia di misurazioni. Fornisce i dati necessari a reperire una o più linee di base, rispetto alle quali confrontare i progressi, che si avranno (auspicabilmente) nel corso dell’intervento psicologico e nel corso di successivi follow-up.

 

A cura del Dott. Aldo Gabardo

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