Trapianto di capelli sì o no? La calvizie non si può risolvere senza una cura avanzata.

Il trapianto di capelli non cura l’alopecia e non risolve il problema alla radice. Ecco come fare per raggiungere una soluzione completa.

Per chi soffre di diradamenti sul capo o di una stempiatura più o meno accennata, oggi vi sono diverse soluzioni offerte dalla medicina. Una di queste e forse la più famosa è la soluzione chirurgica, ovvero il trapianto di capelli ma non sempre è la scelta corretta.
Trapianto di capelli sì o no?
La tecnica del trapianto di capelli, o autotrapianto di capelli, è sostanzialmente focalizzata a spostare i capelli forti e resistenti alla calvizie da una parte all’altra del capo. I capelli geneticamente più resistenti vengono prelevati dalla zona della nuca (chiamata anche zona donatrice), i follicoli prelevati vengono successivamente innestati nell’area ricevente (calva o diradata). La funzione de trapianto di capelli è dunque quella di “coprire” un’area dove i capelli non crescono più, dando un risultato ben visibile nell’immediato, senza però rigenerare i capelli stessi. L’alopecia è una malattia, e in quanto tale non può essere curata attraverso la chirurgia: il trapianto fine a se stesso, affrontato senza curare il cuoio capelluto, andrà poi ripetuto negli anni, e non è un caso che ci siano persone costrette a ricorrervi anche una volta all’anno, con una sofferenza fisica ed emotiva spesso forte.
Curare senza trapianto di capelli.
Il trapianto da solo non basta. Oggi sempre più persone hanno capito che serve esclusivamente a tamponare un problema senza risolverlo, molti telefonano proprio perché insoddisfatti di un trapianto già fatto. È importante che chi vuole affrontare un percorso di cura dell’alopecia capisca che non si parte dal trapianto, ma è necessario preservare i capelli ancora sani dagli effetti del tempo”, racconta il dottor Mauro Conti, responsabile scientifico di Hair Clinic, centro specializzato in soluzioni avanzate nella cura della calvizie. “Solo dopo aver curato i follicoli ancora presenti e aver ottenuto la massima ricrescita si può andare a vedere se è il caso di perfezionare questa ricrescita con un autotrapianto di capelli oppure no. Grazie a questo approccio i risultati clinici ed estetici sono buoni perché non ci si preoccupa solo di riempire zone vuote”.
Il percorso corretto di cura alla calvizie.
Quando si perdono i capelli, il tessuto colpito appare più invecchiato rispetto al resto del cuoio capelluto; si riduce lo spessore del tessuto adiposo, che diventa meno elastico e più fibroso, e la soluzione migliore è quella di lavorare direttamente sul tessuto, con interventi rigenerativi. È questo il campo d’azione della medicina rigenerativa e in particolare del Protocollo di Medicina Rigenerativa avanzata bSBS: stimolare le zone indebolite per risvegliare i follicoli, aumentando l’attività del tessuto adiposo intorno al follicolo stesso e migliorando la rete capillare perifollicolare. Grazie a questo miglioramento circolatorio è possibile riattivare un meccanismo sano di nascita e crescita dei capelli. Le varie fasi del Protocollo bSBS comprendono il prelievo selettivo delle cellule del paziente, la loro selezione, un’operazione che le renda reattive e operative prima di re-iniettarle nel cuoio capelluto stesso. Il tutto con un trattamento non doloroso e non invasivo che si esegue in una sola seduta.

 

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