Windsurf: dove e come praticarlo

Avvicinarsi al Windsurf

Il windsurf è uno sport che può essere praticato sia in mare che in lago. Consiste nel muoversi sull’acqua stando in piedi su una tavola grazie all’azione propulsiva del vento su una vela, fissata alla tavola. Questo sport ha avuto origine dal surf da onda, quando l’americano Jim Drake pensò di poter continuare a fare surf anche senza le onde. Cosi utilizzò una vela collegata alla tavola. Egli pensò di unire un boma con un giunto cardanico per governare in piedi una tavola a vela. I primi materiali utilizzati furono il legno, la stoffa nautica e alcune corde per imbarcazioni. Poi l’idea fu perfezionata e nel 1968 si brevettò il windsurf. Esso è costituito dai seguenti componenti: tavola, vela, albero, boma e la pinna.

Struttura del windsurf

La tavola ha delle dimensioni che possono variare da 2,50 a 3,80 metri di lunghezza. In passato era fatta in legno, oggi vengono utilizzati materiali come la fibra di vetro e il kevlar.

La vela può essere di dimensioni diverse, con misure che variano dai 3 metri quadri agli 11 metri quadri circa, con o senza stecche.

L’albero è quell’attrezzo che sorregge la vela fissato alla tavola da windsurf tramite uno snodo. Per la sua produzione è utilizzata la vetroresina, l’alluminio o il carbonio.

Il boma è di forma ellittica ed è  fissato all’albero e alla vela in modo da consentire la conduzione e la manovra del windsurf.

La pinna è una delle parti più importanti della tavola e influisce sulla sua velocità, sulla stabilità e sulla manovrabilità della stessa.

Un po’ di tecnica

Nel windsurf le manovre principali sono la virata e la strambata che permettono il cambiamento di direzione tramite il passaggio della vela sulla poppa o sulla prua della tavola. La partenza nel windsurf può avvenire in due modalità. Nella prima si può salire sulla tavola dall’acqua, recuperando la vela con l’apposita cima di recupero. Nella seconda, si sfrutta il vento che facendo forza sulla vela porta il surfista direttamente sulla tavola. Non avendo il timone, si deve agire sull’inclinazione dell’albero per poter manovrare una tavola a vela. Normalmente si ha una classificazione delle tavole da windsurf in base alle seguenti caratteristiche:

–      Le tavole dislocanti non plananti, che sono lunghe e pesanti e adatte ai principianti per avvicinarsi a questo sport.

–      Le tavole plananti, corte e leggere. Questo tipo di tavole sono provviste di una serie di cinghie punta piedi sulla poppa e di cimette sul boma che vengono utilizzate agganciandosi mediante un trapezio indossato dal surfista.

Specialità

Ci sono diverse specialità che vengono praticate. Il windsurf propriamente detto è una disciplina che è stata inserita fra le specialità veliche olimpiche nel 1984 per i maschi e nel 1992 per le femmine. Il freestyle è una versione di windsurf in cui vengono eseguite complesse evoluzioni caratterizzate da un’alta spettacolarità. Il wave è un mix fra windsurf e surf da onda dove vengono compiuti grandi salti e le evoluzioni vengono chiuse fuori dall’acqua. Lo slalom è una tipologia di windsurf  in cui si ha una competizione caratterizzata da un percorso tra due boe che solitamente ha una forma a “8”. Il supercross è una competizione in cui fra un giro di boa e l’altro si devono compiere delle evoluzioni freestyle.

Il windsurf è una disciplina che coinvolge spalle, braccia, dorso e anche gambe e addome. E’ per questo motivo che la preparazione atletica al windsurf necessita di una certa attenzione ai muscoli di dorso, spalle e bicipiti.

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