Quali sono le tecniche più innovative progettate per rassodare i glutei senza ricorrere alla chirurgia? Chiediamolo al dottor Spano.

come rassodare i glutei senza chirurgia plastica: dottor spano

Dr Spano, abbiamo imparato nel corso dei nostri incontri che il tempo non è il solo responsabile della diminuzione di tono e compattezza della nostra pelle, ma anche la predisposizione genetica e lo stile di vita ne accentuano l’azione. I glutei ne sono la prova…

La sedentarietà e l’alimentazione sbagliata causano accumuli di tessuto adiposo, cellulite, rilassatezza dei tessuti e pieghe nella parte inferiore dei glutei. Anche la forza di gravità influisce sul cedimento tissutale. Si può rallentare la perdita progressiva di elasticità cutanea con l’applicazione di creme e massaggi, ma questo non sostituisce l’attività fisica. La predisposizione famigliare? Bisogna tenerne conto, ma fino a un certo punto. Molto dipende da noi e dalla prevenzione da attuare fin dalla giovinezza, quando i tessuti sono sodi e compatti.

Quando, però, il dado è tratto e i glutei chiedono un intervento più consistente entra in scena lo specialista in medicina e chirurgia estetico-plastica!

Intervenire, con trattamenti adeguati, ai primi sintomi di rilassatezza e di perdita di compattezza degli strati superficiali e profondi della cute (epidermide e derma), è il modo mini invasivo di correggere visibilmente gli effetti dell’invecchiamento e prevenire la loro ricomparsa.

Quale terapia consiglia a chi desidera rassodare i glutei e ritrovare la freschezza e tonicità della pelle giovane?

Se siamo ancora in fase iniziale e la lassità cutanea non è visibilmente avanzata, la nuova sorgente laser Nd:YAG non ablativa o il laser a CO₂ frazionato microablativo associato a radiofrequenza (SmartXide²) sono gli strumenti più potenti e affidabili che abbiamo a disposizione per rassodare i glutei. La loro azione perdura nel tempo perché viene stimolata la produzione di fibre di collagene e di fibre elastiche (elastina) da parte dei fibroblasti.

Possiamo avere dei miglioramenti anche per quanto riguarda la morbidezza della pelle?

Certo, i trattamenti che utilizzano sorgenti laser con o senza radiofrequenza migliorano la trama o texture dell’epidermide eliminando, nel contempo, le eventuali imperfezioni e gli inestetismi. Inoltre, la paziente avverte solo una leggera sensazione di calore diffuso, attenuata dal sistema di raffreddamento integrato nello specifico manipolo. Il rossore localizzato post intervento scompare in poche ore.

Quanti trattamenti sono necessari rassodare i glutei, per ritrovare o aumentare la tonicità?

Dipende dall’età della persona, dalle sue condizioni fisiche e dalla morfologia dei suoi glutei. Il chirurgo estetico esamina tutti i parametri fisiologici per consigliare un intervento personalizzato che garantisca ottimi risultati e tempi di recupero brevi.

 

Dr Andrea Spano – Chirurgo Plastico Estetico

Leggi le interviste del Dott. Andrea Spano QUI

 

Oggi, il Dottor Spano risponde alle nostre domande riguardo la labioplastica e la vaginoplastica, la chirurgia plastica applicata alle parti intime della donna. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere!

vaginoplastica e labioplastica: risponde il dottor spano

Dottor Spano, il tema della nostra intervista è particolarmente delicato. La labioplastica e vaginoplastica, la chirurgia plastica applicata alle parti intime della donna. Quando è necessario rivolgersi allo specialista?

Quando si assiste, dopo la menopausa, alla modificazione della forma dei genitali esterni e all’atrofia della mucosa vaginale. Il problema colpisce anche le donne ancora giovani che vivono una menopausa precoce, o indotta, a causa di patologie piuttosto gravi.

Non è piacevole assistere all’invecchiamento del proprio corpo, ma quando investe anche la sfera intima è ancora più triste. Spesso il pudore e l’imbarazzo impediscono alla donna di chiedere aiuto: cosa consiglia alle nostre lettrici?

Di affrontare con coraggio i cambiamenti e di effettuare una visita dal chirurgo plastico per porgli tutte le domande necessarie. Senza vergogna. Continuerò a ripetere che il primo compito di noi chirurghi estetico-plastici è ascoltare. La visita preliminare è il grande passo dopo il quale tutto diventerà meno traumatico e preoccupante.

La zona intima appare ingrossata e rilassata. Come si spiega tutto questo?

Con il trascorrere del tempo i tessuti e le mucose tendono a rilassarsi. Adesso utilizzerò i termini esatti per essere più chiaro ed esplicito: nelle grandi labbra e nel pube, o monte di Venere, si accumula tessuto adiposo in eccesso e le dimensioni aumentano. Di conseguenza, anche la pelle perde elasticità e tono.

Dolore, bruciore e secchezza: anche i rapporti sessuali sono difficoltosi e causa di stress.

Non solo. L’attività fisica e lo stare per lunghe ore sedute è fonte di fastidio e sofferenza. Immagini quanto può essere doloroso andare in bicicletta o sullo scooter. Indossare i pantaloni aderenti e i jeans con cuciture spesse è proibitivo. Il motivo? Il cedimento del tessuto mucoso provoca l’allungamento sproporzionato delle piccole labbra. Le piccole labbra sporgono dalle grandi e la vulva stessa, cioè la parte esterna e visibile dell’apparato genitale femminile, perde la sua conformazione originaria.

Il tempo e gli ormoni sono la causa del difetto che ci ha descritto?

Aggiungo che perfino una dieta scorretta favorisce accumuli adiposi nel pube e nelle grandi labbra. Ma, grazie alla ricerca scientifica, si sono sperimentate soluzioni mini invasive che, senza lasciare cicatrici visibili, ridonano tonicità e armonia alle zone rilassate.

Come procede il chirurgo specializzato?

Gli interventi consigliati sono la labioplastica e la vaginoplastica, da praticare in modo assolutamente personalizzato. Con la prima, si rimodellano le piccole labbra asportando chirurgicamente la parte di tessuto in eccesso. Quindi si applicano piccoli punti riassorbibili. Non si avverte dolore perché viene praticata una leggera sedazione. Il ricovero previsto è di qualche ora, per consentire il monitoraggio post intervento.

Per quanto riguarda le grandi labbra, l’intervento di vaginoplastica sempre più diffuso è la liposcultura. Prima si effettua una liposuzione, tramite specifico cannello, del grasso in eccesso, poi si completa l’operazione con il lipofilling per rimodellare le grandi labbra e il monte di Venere. Gli esiti sono soddisfacenti ed esteticamente gradevoli: le zone trattate appaiono sode, morbide e compatte come in passato.

Possiamo dire che le parti intime sono ringiovanite dopo l’intervento di labioplastica e vaginoplastica?

Sì certo, stiamo parlando, infatti, di ringiovanimento completo dei genitali femminili. In alcuni casi, il miglioramento estetico ottenuto riporta a una condizione addirittura migliore di quanto fosse prima della menopausa.

Quindi anche le giovani donne possono rivolgersi a lei per rimediare a un difetto, diciamo così, congenito?

Sì, quando le piccole labbra sono asimmetriche e più lunghe delle grandi. L’intervento dona un aspetto armonico ed equilibrato, oltre a eliminare il dolore avvertito durante il rapporto sessuale e l’attività sportiva.

E se la sensazione di secchezza e prurito diventa davvero fastidiosa?

Questo accade perché la mucosa che riveste il canale vaginale si assottiglia, si rilassa e diventa atrofica. L’intervento innovativo che propongo, in sinergia con il ginecologo della paziente, è conosciuto in ambito scientifico come Monnalisa Touch.

Nome suggestivo, che evoca serenità e naturalezza. È davvero efficace?

La letteratura in proposito è eloquente: con una o più sedute di laser frazionato a CO2, controllato dall’esclusivo sistema HiScan V2LR di SmartXide, si contrasta il rilassamento della mucosa delle pareti vaginali e viene stimolata la produzione di collagene.

Grazie, dottor Spano per averci dedicato una parte del suo tempo! Posso dirle arrivederci a presto con nuove domande?

Resto a disposizione, arrivederci!

 

Dr Andrea Spano – Chirurgo Plastico Estetico

Leggi le interviste del Dott. Andrea Spano QUI

Come eliminare le macchie sulla pelle e le macchie sul viso? Il Dr Spano risponde alle nostre domande.

Come eliminare le macchie sulla pelle - macchie sul viso: intervista dr spano
Dottor Spano, l’argomento della nostra intervista ruota intorno al problema delle scure macchie sulle pelle: sono sempre le donne, le vittime predilette?

Certamente no. Basta osservare quanti uomini anziani abbiano le mani coperte da una quantità variabile di macchie sulla pelle senili. La donna, però, subisce anche l’azione degli ormoni ipofisari (prolattina) e ovarici (estrogeni e progesterone).

Possiamo parlare di ereditarietà delle macchie sulla pelle?

È più corretto dire che esiste una predisposizione genetica, e comunque altri fattori influiscono sulla loro genesi…

Quali sono?

Esposizione prolungata al sole senza la necessaria protezione, gravidanza, ma anche uso della pillola anticoncezionale e lo stress. La causa scatenante è il sole, che con i raggi ultravioletti UV-A e UV-B penetra negli strati profondi della pelle causando macchie solari, invecchiamento e tumori.

Quindi le macchie sulla pelle compaiono nelle zone del corpo esposte al sole?

Soprattutto le macchie sul viso, collo, décolleté e dorso delle mani. Se la donna è in dolce attesa, allora la macchia a “mascherina” sul volto viene definita “cloasma gravidico”.

Il danno è anche psicologico, come reagiscono le persone che si presentano nel suo studio?

Posso dire che gli uomini sopportano meglio l’insorgere delle eventuali macchie senili e non ne fanno un dramma. Ma per le donne è diverso. Sono più attente all’aspetto esteriore, più sensibili ai cambiamenti, soprattutto quando le macchie compaiono in giovane età. La prevenzione è sempre il primo passo per attenuare l’azione dei radicali liberi e dei fattori che ho elencato prima.

Però non basta. Fortunatamente esistono dei rimedi: creme e trattamenti estetici possono eliminare le macchie sul viso?

Tutto dipende dall’origine, dal grado di diffusione, dalla loro forma e dimensione. È meglio, comunque, chiedere sempre consiglio al medico specialista prima di cominciare qualsiasi terapia. Questo per evitare di peggiorare la situazione o di sensibilizzare la zona trattata con creme e lozioni aggressive.

Lei utilizza diverse tipologie di laser per combattere le macchie sulla pelle. A chi consiglia la laser terapia?

Prima sottopongono la persona a una visita completa per stabilire il fototipo e il tipo di pelle, e chiedo se vengono assunti abitualmente medicinali per la cura di patologie particolari o croniche. Solo dopo un esame accurato posso suggerire l’intervento laser idoneo, da effettuare in ambulatorio senza degenza.

Con il laser non si scherza!

No, è uno strumento efficace e potente che solo il professionista può utilizzare ad elevate potenze. I laser usati nei centri estetici hanno una potenza inferiore.

A ogni macchia il suo tipo di laser?

Certo. Le macchie sulla pelle sono accumuli di melanina e quando tendono a scurirsi e a ingrandire, allora è il momento di usare il laser Neodimio Yag che agisce sulla melanina senza coinvolgere il tessuto circostante. La conseguenza visibile? Un leggero rossore che si placa dopo aver raffreddato la parte interessata. Le macchie si attenuano e, in alcuni casi, spariscono, dopo 3-6 trattamenti da effettuare ogni 40 giorni. Il laser Nd-Yag è efficace sulle macchie, o lentigo, presenti già in età infantile e che tendono a modificarsi con il tempo.

Cosa consiglia per le macchie piccole e di colore più chiaro?

I laser di ultima generazione come il CO2 micro ablativo schiariscono ed eliminano le macchie piccole e in rilievo, simili a minuscole crosticine: le cheratosi che compaiono sul dorso delle mani, ad esempio. In generale, sono sufficienti pochi trattamenti. Il laser frazionato CO2 micro ablativo a radio frequenza viene utilizzato anche nelle tecniche di ringiovanimento del viso, ma con un differente manipolo.

Si parla anche di luce pulsata. In quali casi viene usata?

Sì, è vero. La luce pulsata (IPL) ad uso medicale agisce sulle macchie più grandi e più scure schiarendole notevolmente: 2 o 3 sedute ogni 3-4 settimane sono sufficienti per ottenere un ottimo risultato. La luce pulsata è usata nei trattamenti di depilazione permanente e di ringiovanimento del viso e del corpo.

In ogni caso, bisogna evitare di esporsi al sole durante la terapia?

L’esposizione al sole è vietata, anche per brevi periodi, perché interferirebbe pesantemente sull’esito dei trattamenti. Si consiglia, infatti, di applicare costantemente creme ad alta protezione solare tra una seduta e l’altra e di sottoporsi ai trattamenti nelle stagioni intermedie e in inverno.

Grazie, dr Spano, alla prossima!

 

Dr Andrea Spano – Chirurgo Plastico Estetico

Leggi le interviste del Dott. Andrea Spano QUI

 

 

Scopriamo tutto quello che c’è da scoprire sull’ addominoplastica. Il Dottor Spano risponde a tutte le nostre domande!

addominoplastica: intervista al dott Spano
Alzi la mano chi può vantare una pancia piatta e tonica! Dottor Spano, la aspettano domande di natura esistenziale: perché compare la pancia in soggetti non obesi?

Che responsabilità! Comunque, rispondo sintetizzando al massimo: predisposizione genetica, alimentazione scorretta, gravidanze, rilassamento dei tessuti dovuto a scarsa o nulla attività fisica, età.

Non è solo un fatto estetico, infatti si aggiungono mal di schiena o dolore alle gambe. È corretto dire che dipendono dall’aumento di peso localizzato proprio sulla pancia?

Sì, ma devo precisare che il grasso si accumula anche sui fianchi, sulle cosce e sui glutei. In effetti, per riequilibrare il baricentro di un corpo appesantito nella zona addominale, la spina dorsale tende ad accentuare la curva naturale in avanti della regione lombare. E’ l’iperlordosi, che crea una situazione di sovraffaticamento della colonna vertebrale. Questo significa cambiamento della postura e dolore alla schiena, per non parlare di altre patologie dolorose. Qui entrano in scena medici specialisti come ortopedici e neurologi.

Il quadro non è rassicurante! Come intervenire, prima che si superi la soglia dell’obesità? Ginnastica e dieta?

Alimentazione sana ed esercizio fisico non sono sempre sufficienti se non sono costanti ed eseguiti sotto controllo del proprio medico curante. E poi ci sono i fattori che ho elencato prima. Nei casi più lievi, è la medicina estetica a tamponare i danni, con l’aiuto della laserterapia.

Negli altri casi, spetta al chirurgo plastico la parte del protagonista, cioè a lei!

Il prodromo è sempre la visita preliminare: conosco la persona, il suo quadro clinico, il suo stile di vita ed esamino la sua figura dal punto di vista morfologico. Sono necessari gli esami ematochimici più recenti che accertano, tra l’altro, la presenza eventuale di diabete o di altre patologie croniche.

I segni visibili, comunque, parlano da soli…

Gli accumuli di grasso addominale importanti, la diastasi dei muscoli retti addominali (cioè il rilassamento e la dilatazione dello spazio tra i fasci muscolari verticali dell’addome che avviene, ad esempio, in gravidanza, in età avanzata o per la già citata mancanza di movimento) e la cute in eccesso sono le indicazioni per un intervento di addominoplastica.

Una vera e propria operazione. Esistono dei rischi?

Ogni tipo di intervento chirurgico presenta dei rischi, anche l’asportazione di un piccolo nevo. Il team chirurgico, il personale di sala e l’anestesista che operano in una struttura sanitaria di prim’ordine rendono minimi gli eventuali rischi pre, intra e post operatori. Si prevede, infatti, l’anestesia generale e almeno una notte di degenza in clinica e un monitoraggio costante dei parametri della persona.

La domanda è d’obbligo: cosa accade durante l’intervento di addominoplastica.

Non descriverò i dettagli tecnici, ma le fasi dell’intervento, per non complicare troppo la spiegazione. Eseguo un’incisione rotonda intorno all’ombelico e una orizzontale appena sopra il pube: la lunghezza è direttamente proporzionale alla quantità di cute e tessuto adiposo in eccesso da asportare. L’operazione mira soprattutto a rinforzare le fasce muscolari e aponeurotiche addominali per riacquistare una parete addominale tesa e tonica. Il grasso aspirato viene purificato e riutilizzato, se necessario, per rimodellare i fianchi e i glutei, aumentare il volume del seno e dei polpacci con la liposcultura e ridefinire i contorni del viso con il lipofilling. Se non è utile, il grasso viene eliminato.

Anche l’effetto fisarmonica, cioè il susseguirsi di aumento e perdita di peso incontrollati o rapidi, è responsabile di pelle cadente in eccesso?

Certamente, lo si rileva, di solito, nelle donne sottoposte a diete non equilibrate e pericolose per la salute e, in grado maggiore, negli ex obesi che si ritrovano con l’addome pendulo. In tali casi, si effettua un’ulteriore incisione verticale tra l’ombelico e il pube.

Una pancia nuova, insomma, e un ombelico ridisegnato!

L’ombelico, ritornato piccolo e profondo, è ricollocato nella giusta posizione. La donna può ricominciare a indossare il bikini o i jeans a vita bassa senza l’imbarazzo provato in passato.

La cicatrice dopo l’intervento dell’ addominoplastica?

La sottile cicatrice è nascosta dal bordo dello slip e, con il tempo, tenderà ad attenuarsi. Molto dipende dall’età della paziente. Recidive? Possibili, se non si mantiene lo stile di vita consigliato dallo specialista: alimentazione sana, attività fisica e stop al fumo e agli alcolici.

Grazie, dottor Spano e a presto!

Leggi le altre interviste del Dott. Andrea Spano QUI

Per maggiori informazioni:

www.dottorspano.it
+39 347.0828452
Via Paolo da Cannobio, 2 – Milano

 

Blefaroplastica: Uno sguardo limpido e aperto dona espressività e bellezza a ogni volto, ma la zona perioculare è fragile e delicata. Anche nei giovani le palpebre superiori e inferiori possono diventare cascanti e appesantite da borse.

blefaroplastica - dr spano

Dottor Spano, l’intervento di blefaroplastica è richiesto da un numero sempre crescente di uomini e donne: perché, secondo lei?

Gli occhi illuminano il viso, comunicano emozioni e sentimenti, sono l’organo di senso che ci mette in contatto con il mondo e con gli altri. Quando le labbra si atteggiano al sorriso anche gli occhi sorridono. Quando siamo tristi o preoccupati, gli occhi esprimono questo messaggio prima ancora che le parole. L’eccesso di pelle o plica cutanea che appesantisce le palpebre superiori fino a coprire il solco palpebrale e ad adagiarsi sul bordo delle ciglia rende lo sguardo stanco, spento, atono. Il fenomeno è ancora più evidente in presenza di tessuto adiposo, con o senza eccesso di pelle, sotto la palpebra inferiore. Correggere questi inestetismi non è solo un vezzo superfluo, ma un aiuto per rinforzare la propria autostima.

È vero, non è solo la paura di sembrare più vecchi o trascurati a condurre la persona dal chirurgo plastico, ma la volontà di rimediare a un’ingiustizia: essere ancora giovani, ma dimostrare di avere più anni di quanto si hanno realmente. La palpebra superiore cadente impedisce anche di truccarsi con cura perché il make up evidenzia maggiormente il difetto e l’eyeliner e/o il mascara sulle ciglia si “trasferiscono” sulla palpebra stessa: un vero disastro!

Avere occhiaie e borse adipose non dipende esclusivamente dall’età e dall’invecchiamento della fragile area perioculare, ma dalla predisposizione famigliare, da un’inadeguata alimentazione, dall’esposizione senza protezione al sole o alle lampade abbronzanti e dallo stress ossidativo generato da uno stile di vita poco salubre e “disordinato”. La ptosi della palpebra superiore non incide solo sull’estetica complessiva dell’occhio, ma sulla sua funzionalità e sull’ampiezza del campo visivo: aprire completamente l’occhio è reso difficoltoso, se non impossibile, dal “peso” della palpebra sovrastante.

In questo caso il problema assume una certa gravità e il ricorso allo specialista diventa un bisogno, se non addirittura un’urgenza…

La blefaroplastica si è evoluta con il tempo e le tecniche operatorie si sono affinate: l’intervento prevede sia una calcolata asportazione della cute in eccesso che il parziale e controllato svuotamento delle borse adipose superiori e inferiori. Il secondo obiettivo è quello di distribuire simmetricamente il grasso sottocutaneo residuo per non lasciare spazi vuoti e di distendere la cute.

Blefaroplastica o laser? Come sceglie la terapia adatta a risolvere il problema delle palpebre gonfie per eccesso di pelle o di grasso?

Il primo incontro con il paziente è essenziale per esaminare la sua storia clinica attraverso gli esami ematochimici recenti e per effettuare l’anamnesi completa. Il dialogo approfondisce la conoscenza dei desideri e delle aspettative della persona ed è a quel punto che il chirurgo estetico suggerisce il trattamento che garantisce un esito soddisfacente, naturale e gradevole. Il laser di ultima generazione CO2 frazionato micro ablativo abbinato alla radiofrequenza (SmartXide²) si applica quando il grado di rilassamento della cute palpebrale è meno accentuato. Se la gravità dell’inestetismo è evidente o addirittura la visione centrale e la visione periferica ne subiscono gli effetti negativi, l’intervento di blefaroplastica è raccomandato. Spetta allo specialista scegliere la tecnica operatoria mini invasiva più adatta.

Che tipo di anestesia si usa, di solito? Quando sono gli occhi il bersaglio del chirurgo non si è mai completamente rilassati!

L’anestesia è locale, ma se il paziente è particolarmente emozionato o intimorito, l’anestesista effettua una leggera sedazione. L’intervento ha una durata di circa 1 ora se coinvolge esclusivamente le palpebre superiori o le palpebre inferiori, di circa 2 ore se sono interessate entrambe. Il monitoraggio è costante e accurato.

Immagino che compariranno lividi e gonfiori: quando si potrà ammirare l’esito definitivo?

Dopo circa 3 mesi. I tempi di recupero sono soggettivi e variano da persona a persona. Gli ematomi spariscono, generalmente, in una decina di giorni, mentre il gonfiore richiede più tempo. I punti si tolgono dopo 6 giorni: le cicatrici sono invisibili perché mimetizzate nelle pieghe naturali. Nel corso dell’intervento è possibile ridisegnare la curva delle sopracciglia con tecniche chirurgiche innovative per completare e migliorare l’estetica complessiva del viso maschile o femminile. Uno sguardo vivace e luminoso ringiovanisce e affascina.

Una magia dalla vita breve ed effimera?

Al contrario: si riparlerà di una seconda blefaroplastica dopo almeno 5-10 anni.

Grazie, dottor Spano.

Leggi le altre interviste del Dott. Andrea Spano QUI

Per maggiori informazioni:

www.dottorspano.it
+39 347.0828452
Via Paolo da Cannobio, 2 – Milano

I peli superflui sul seno sono un problema per molte donne. Il Dottor Spano, nella sua intervista ci chiarirà le cause della peluria sul seno e ci parlerà della depilazione seno.

peluria sul seno - peli superflui sul seno -
Peli superflui sul seno

Dottor Spano, in questo incontro desidero parlare di un problema estetico che turba tante donne italiane: la peluria sul seno.

E’ abbastanza frequente che, già durante l’adolescenza, la ragazza scopra intorno all’areola dei peli chiari o scuri. L’imbarazzo è comprensibile e giustificato, ma non bisogna né allarmarsi né usare mezzi inappropriati per liberarsi della peluria.

Usare la pinzetta o il rasoio per i peli superflui sul seno può essere pericoloso?

La pinzetta, pulita e disinfettata, strappa il pelo alla radice, mentre il rasoio elimina solo la parte visibile. Sconsiglio il rasoio: il pelo ricresce più scuro e robusto e aumenta il rischio di ferirsi in una delle zone più delicate del corpo sia femminile sia maschile. Attenzione, però, con la pinzetta: i peli possono ricrescere sotto pelle e la follicolite è l’effetto collaterale più comune.

Esiste la decolorazione con soluzioni a base di acqua ossigenata oppure la crema depilatoria: sono efficaci?

Nel breve periodo si ottengono risultati visibili, ma non durevoli. Ripeto che la zona periareolare è facilmente irritabile e il pelo tende a ricrescere sotto pelle.

Peli sul seno cause

Le cause sono sempre di natura ormonale?

Dipende dalla quantità e diffusione della peluria sul seno. Pochi peli intorno al capezzolo o tra le mammelle sono abbastanza frequenti, soprattutto nelle donne con carnagione olivastra. Quando preoccuparsi? Se i peli sono scuri e numerosi e compaiono fattori come la peluria sul labbro, sul mento e anche sulle guance, allora il primo passo da compiere è rivolgersi allo specialista.

Lei consiglia il ginecologo o l’endocrinologo?

Entrambi, per una diagnosi completa e soddisfacente.

Come chirurgo estetico e plastico, come si comporta con la donna che le chiede aiuto?

Prima della visita vera e propria, deve conoscere la sua storia medica: se assume farmaci fotosensibilizzanti, se è affetta da patologie, se fa uso regolare della pillola anticoncezionale e se in famiglia ci sono donne con lo stesso problema. Anche la predisposizione genetica ha il suo influsso. Poi la visito e valuto accuratamente l’entità del fenomeno.

Depilazione seno: epilazione lazer e luce pulsata

Fortunatamente la tecnologia viene in soccorso con procedure moderne ed efficaci!

L’epilazione tramite laser o luce pulsata elimina i peli superflui in poche sedute. Il segreto è la costanza nel sottoporsi ai trattamenti e, naturalmente, la pazienza: si può avvertire un leggero fastidio durante l’intervento e notare un lieve rossore nella parte trattata che sparirà in breve tempo.

Alcuni centri estetici promettono miracoli a prezzi contenuti, bisogna diffidare?

Intanto si deve considerare che gli strumenti sono diversi. Il laser ad uso prettamente medicale, più potente ed efficace, viene utilizzato solo da personale medico specializzato. I risultati strabilianti e repentini non sono ancora alla nostra portata!

Come funziona, esattamente, l’epilazione con apparecchiatura laser?

Il fascio di luce colpisce il bulbo pilifero perché è il punto in cui vi è maggiore concentrazione di melanina. Il principio di base è, infatti, la foto-termolisi selettiva: l’energia luminosa si trasforma in energia termica che aggredisce il pelo alla radice.

È vero che i peli non sono tutti uguali e ogni donna è diversa dall’altra anche se il problema è simile?

Sì, la pelle si caratterizza per un particolare fototipo, cioè il modo in cui la pelle reagisce all’esposizione solare, e la diffusione dei peli dipende, come ho detto in precedenza, da fattori ereditari e ormonali. È importante determinare colore e diametro del fusto del pelo per la perfetta riuscita del trattamento.

Quindi è meglio rivolgersi al medico specializzato per una diagnosi corretta?
Sì, se si desidera un trattamento specialistico di alto livello programmato in base ai parametri individuali della donna. Il laser Neodimio-Yag (Nd-Yag) assicura buoni risultati anche se la carnagione è scura e i peli sono spessi e di colore scuro o nero.
Sono necessarie tante sedute per un risultato definitivo contro la peluria sul seno?

Il numero varia in base alle caratteristiche della donna. In genere si effettuano da 3 a 8 sedute con cadenza mensile. Grazie al sistema di raffreddamento integrato, non si avverte bruciore.

Che differenza esiste tra laser e luce pulsata?

Il laser è un fascio di luce unidirezionale monocromatica a una lunghezza d’onda. La luce pulsata è un fascio di luce ad ampio spettro a più lunghezze d’onda. Il laser è più selettivo, ma entrambi i metodi assicurano un’ epilazione permanente.

Grazie, dottor Spano, arrivederci a presto con nuove domande!

 

Dr Andrea Spano – Chirurgo Plastico Estetico

Leggi le interviste del Dott. Andrea Spano QUI

 

L’importanza del seno per la donna, malformazioni, capezzoli piatti e capezzoli introflessi: il Dr Spano risponde alle nostre domande!

capezzoli introflessi

Dottor Spano, la donna ama in modo particolare il suo seno e vorrebbe che fosse perfetto! Esistono delle malformazioni che riguardano il seno nella sua interezza e altre che riguardano solo una parte. Oggi parliamo dei capezzoli: quali sono i problemi più comuni?

È comprensibile che la donna curi con dedizione e costanza il seno: è il simbolo della femminilità e della sensualità, con l’importante funzione di nutrire, con il latte, il neonato. Vorrei, brevemente, descrivere la mammella e la sua struttura per poi parlare più diffusamente del capezzolo. La mammella è composta dalla ghiandola, appunto mammaria, dall’areola, dal capezzolo e dal tessuto adiposo che ha il compito di custodire e proteggere la ghiandola.

La interrompo per aggiungere che, purtroppo, esistono seni belli ma con un brutto capezzolo… perché?

Il primo fattore condizionante è senz’altro l’ereditarietà: forma, struttura e quindi la “bellezza” dipendono dai geni familiari. Ci può essere il capezzolo piatto o il capezzolo introflesso anche se la mammella ha un aspetto gradevole. La stessa areola non è perfettamente circolare, ma si presenta anche ovale e con piccole irregolarità.

Ecco: siamo arrivati all’argomento dell’incontro! I capezzoli introflessi sono una malformazione rara o frequente?

Le statistiche ci informano che circa il 2% delle donne presenta questa anomalia congenita dei capezzoli introflessi. In alcuni casi diventa evidente già durante la gravidanza, ma, soprattutto, dopo l’allattamento e la sollecitazione prolungata dovuta alla suzione del bambino. Dal punto di vista anatomico, la situazione è causata dai dotti galattofori, o lattiferi, corti e retratti che “trattengono” il capezzolo all’interno. I dotti, da 15 a 20, sono piccoli canali che trasportano il latte, proveniente dai lobuli, fino al capezzolo.

Un problema che non è solo estetico, quindi, perché impedisce l’atto naturale che solo la donna svolge?

È prima di tutto una sofferenza che investe la sfera emotiva. l’adolescente che si vede diversa dalle amiche, si sente inferiore e inadeguata. In estate, quando si indossano top e abiti leggeri, cresce ulteriormente l’imbarazzo. Crescendo, diventa difficile incominciare un rapporto amoroso, perché si ha timore e magari vergogna a mostrarsi con ciò che si ritiene un grave difetto. Dopo il parto, l’allattamento della propria creatura è, se non impossibile, difficoltoso e doloroso. Spesso si crea una fastidiosa irritazione e tendono a formarsi, nei casi più seri, micro lesioni e vescicole intorno all’areola.

Ho letto che esistono “manovre” specifiche per cercare di far fuoriuscire il capezzolo e allattare.

Ci sono gli esercizi di Hoffman, da praticare nell’ultimo trimestre di gravidanza, che mirano a distendere i tessuti e a far protrudere il capezzolo, e aiuti come il tiralatte o una speciale siringa che mirano allo stesso scopo. In caso di leggera introflessione possono dare beneficio e risultati visibili, ma se l’introflessione è grave, allora il chirurgo plastico consiglia un intervento risolutore.

Significa che esistono gradi diversi di introflessione del capezzolo?

Sì certo. Il fenomeno della rientranza del capezzolo può essere monolaterale o bilaterale. Se abbiamo un capezzolo introflesso parzialmente, se opportunamente stimolato riacquista la classica forma cilindrica o conica, per poi ritornare alla posizione di partenza.

Un intervento con anestesia generale e ricovero?

L’anestesia è locale e l’intervento si svolge in ambulatorio senza ricovero. È previsto un giorno di riposo e una medicazione. Questo è il protocollo standard, ma valuto caso per caso con attenzione: la donna è costantemente assistita da operatori sanitari qualificati. Il termine “intervento di routine” esula dal vocabolario di ogni chirurgo serio e competente!

Tecnicamente, e in parole semplici, come si svolge questa operazione per correggere i capezzoli introflessi?

Si pratica una piccola incisione nel bordo dell’areola e si pratica la sezione dei dotti galattofori corti e retratti. I punti, applicati dall’interno, sono invisibili e vengono tolti dopo una decina di giorni. Infine si applica il piercing adatto che la donna ha acquistato in precedenza. Dovrà portarlo solo per qualche giorno, per evitare che il capezzolo rientri nell’areola.

Purtroppo resta il fatto che la donna non potrà più allattare…

No, perché i dotti sono stati recisi. L’allattamento era, comunque, impedito all’origine per l’introflessione del capezzolo. La donna sa, però, di avere fatto tutto il possibile per rimediare al suo problema, e questo la tranquillizza e la rasserena.

Ha ragione, dottor Spano, grazie per la sua chiarezza. Arrivederci al prossimo appuntamento!
Dr Andrea Spano – Chirurgo Plastico Estetico

Leggi le interviste del Dott. Andrea Spano QUI

 

botulino

Il tema della nostra intervista riguarda un target preciso, uomini e donne indecisi sull’utilizzo del botulino soprattutto per due motivi: effetti collaterali imprevisti e risultati innaturali e sgradevoli.

Dr. Spano, il botulino è al centro di dibattiti e discussioni senza fine sulla sua pericolosità e sulla reale efficacia nella correzione delle rughe del viso, inestetismi provocati dalla contrazione dei muscoli facciali. Confesso di essere confusa e disorientata… ma cos’è il botulino, un veleno o un farmaco?

Il botulino è una proteina neurotossica generata dal batterio Gram + “Clostridium botulinum”, un microrganismo che vive in assenza di ossigeno (anaerobio) sotto forma di spora. Quando le condizioni sono favorevoli il Clostridium produce la tossina. In Italia, le iniezioni di tossina botulinica A (BTXA) per fini estetici sono state approvate dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) nel 2004 e solo per le rughe verticali della glabella, la zona tra le sopracciglia. Dal 2014 è consentito ai medici e chirurghi estetici di iniettare la tossina botulinica (detta anche botox) anche nella zona perioculare per attenuare le piccole rughe cantali e laterali, più conosciute come “zampe di gallina”. Il termine “tossina” ne indica la pericolosità per la salute dell’uomo se utilizzata a dosi ingiustificate e, soprattutto, da chi non è un operatore sanitario qualificato e autorizzato. L’Istituto Superiore della Sanità lo indica come uno dei veleni naturali più pericolosi.

Infatti il pensiero corre subito alle intossicazione alimentari legate all’errata preparazione e conservazione di conserve e marmellate…

Esatto. E come altre sostanze potenzialmente letali reperibili in natura, il botulino ha un’azione terapeutica in neurologia, oculistica e in altre specialità ancora.

Alleggeriamo il clima ritornando al tema prescelto: il botulino e le rughe del viso!

Il botulino più usato in dermatologia, oftalmologia e medicina e chirurgia estetica, è il Vistabex® dell’americana Allergan. La sua azione si concentra sui muscoli mimici o pellicciai che, contraendosi, formano le cosiddette rughe dinamiche o d’espressione. Un esempio? Il muscolo frontale rimarca le rughe orizzontali della fronte, il muscolo orbicularis oculi è responsabile delle zampe di gallina, il platisma delle rughe orizzontali e verticali del collo. Dei 36 muscoli facciali, almeno 12 si contraggono quando sorridiamo apertamente.

Solo un medico può conoscere l’esatta disposizione dei muscoli?

Un medico specializzato che abbia tutte le conoscenze anatomiche indispensabili a questa tipologia di interventi. Ripeto che gli interventi di medicina e chirurgia estetica devono essere eseguiti in strutture d’eccellenza per non lasciare nulla all’improvvisazione.

Il botulino paralizza i muscoli: in alcune immagini di personaggi conosciuti, dello spettacolo e non, si notano una fissità e una mancanza di spontaneità… sconcertante. Come mai?

Semplifico il concetto senza dilungarmi nei particolari: l’azione del botox si inserisce nella trasmissione nervosa che fa contrarre il muscolo. In circa 6 mesi la trasmissione nervosa è ristabilita e, se necessario, il trattamento viene ripetuto. È lo specialista che valuta dove iniettare la corretta dose diluita di Vistabex® individuando i punti esatti, calcolando l’inclinazione dell’ago e la profondità dell’iniezione. Se la soluzione non è diluita accuratamente e la tecnica dell’operatore è approssimativa i risultati sono deludenti, sgradevoli e mortificanti.

Voglio sottolineare ancora una volta quanto siano pericolosi i trattamenti di medicina e chirurgia estetica promossi a basso costo ed eseguiti in ambulatori non attrezzati e da persone non qualificate.

Specialmente quando si discute di botulino: circolano ovunque soluzioni, non controllate e autorizzate dagli enti preposti, che costano poco e causano effetti collaterali spesso irrimediabili. Noi specialisti abbiamo il dovere di informare il paziente su ogni aspetto legato al trattamento e di mostrare la confezione integra e sigillata.

Cosa risponde a chi le chiede il botulino per avere un volto completamente privo di rughe e imperfezioni?

Spiego che il botulino deve “ammorbidire”, rilassare e non paralizzare i muscoli. Per le rughe stabili e non dinamiche esistono altre tecniche, come i filler, i laser e i lifting mini invasivi. È più bello e affascinante un viso naturale e armonioso che uno artificioso e inespressivo. Durante la prima visita, alla donna o all’uomo che ci ha chiesto un trattamento si chiede di assumere determinate espressioni per esaminare dove iniettare la soluzione, valutando eventuali asimmetrie e irregolarità del viso. Ricordo che le iniezioni sono indolori e richiedono solo pochi minuti. Il botulino è indicato anche per chi desidera un miglioramento visibile delle piccole rughe sul dorso del naso e delle rughe del collo o sollevare leggermente le estremità delle sopracciglia.

I benefici sono immediati?

Si avrà l’esito desiderato dopo 3-5 giorni. Dopo 6 mesi si concorderà insieme se ripetere il trattamento.

Grazie, dottore, finalmente un po’ di chiarezza!

Aggiungiamo un nuova tessera al nostro mosaico virtuale che ha come soggetto la bellezza del viso e del corpo con il prezioso aiuto del dottor Spano.

La bellezza come armonia ed equilibrio è un concetto affascinante. Come applicarlo al tema di oggi, cioè il filler glutei?

Se una donna dalla costituzione minuta desidera aumentare il volume dei glutei perché poco evidenti e definiti, l’inserimento di protesi progettate per una silhouette più robusta la renderebbe ancor meno gradevole e attraente. Dobbiamo considerare la quantità di massa muscolare e di tessuto adiposo presenti in loco e il grado di elasticità della cute per consigliare il trattamento di medicina estetica adatto e performante.

Esistono anche donne che, pur essendo curvy, hanno natiche di forma quadrata e/o piuttosto piatte…

Aggiungo che un numero crescente di uomini, soprattutto giovani, chiedono a noi specialisti in medicina e chirurgia estetica di “rimpolpare” i pettorali e i glutei.

Le tecniche chirurgiche come il lifting o il lipofilling incutono ancora timore a causa dell’anestesia o di un lento recupero della forma fisica.

Nelle strutture sanitarie che operano ad alto livello e in tutta sicurezza il paziente è seguito in ogni fase del trattamento. Il vantaggio dei filler riassorbibili e biocompatibili, come quelli a base di acido ialuronico, è che vengono iniettati in regime ambulatoriale senza anestesia e hanno tempi di ricupero brevi.

Sono gli stessi filler che si utilizzano per il viso, come il Restylane?

No, ma utilizziamo un suo parente stretto frutto della ricerca Q-MED: il Macrolane™ VRF, un gel trasparente a base di macromolecole di acido ialuronico di origine non animale (NASHA). La sua composizione è idonea a essere iniettata, sia a livelli superficiali che profondi, in zone come glutei e polpacci, ma non nel viso. La sua efficacia è testata e garantita se, come ho già detto, a effettuare il trattamento è lo specialista competente e aggiornato sulle ultime novità. Il Macrolane™ si usa, in Italia, dal 2007.

Le iniezioni sono dolorose?

Si può avvertire a seconda della sensibilità individuale un leggero fastidio, ma sopportabile. La durata dell’intervento è di circa 30 minuti. La medicazione consiste nell’applicazione di alcuni steri-strips: cerottini che sostituiscono, quando è possibile, i punti di sutura. Nel nostro caso, dobbiamo “chiudere” il forellino di ingresso della mini cannula. Per 3-4 giorni non si potrà bagnare la parte trattata e praticare sforzi. L’eventuale rossore e il leggero edema o gonfiore scompariranno in pochi giorni. Essendo un filler riassorbibile, sarà necessario ripetere il trattamento dopo circa 12 mesi, ma con una minore quantità di gel.

Risultati immediati?

I glutei appaiono visibilmente più rotondi, rimodellati e ridisegnati in modo naturale.

Grazie, dottore.

La bellezza nasce da uno sguardo luminoso così come l’acqua pura sgorga spontaneamente da una sorgente di montagna. Peccato, però, che la fragilità del contorno occhi sia il terreno di coltura prediletto dalle rughe e dalle antipatiche borse: un anticipo dell’invecchiamento anagrafico che interessa anche diverse donne e uomini prima dei 30 anni. Esiste un rimedio non chirurgico e mini invasivo, efficace quanto la blefaroplastica? Chiediamo lumi al dottor Spano.

Dottore, il contorno occhi è così delicato che, in certi casi, la prevenzione di inestetismi come le palpebre cadenti, le borse e le zampe di gallina è un’impresa davvero difficoltosa. Le tecniche utilizzate per combatterle sono tante: come orientarci nel labirinto della medicina estetica?

Affidandosi allo specialista che può dare tutte le informazioni sui trattamenti mini invasivi o chirurgici più adeguati. Il Madonna lift è una delle ultime novità in tema di ringiovanimento della zona perioculare che si è dimostrata, negli anni, una valida ed efficace alternativa alla blefaroplastica. Dal 2010, anno della sua comparsa nella letteratura scientifica, questa tecnica soft ha conquistato New York e, sembra, anche la cantante Madonna: da qui, il nome. Il binomio laser frazionato micro ablativo ad anidride carbonica e radiofrequenza è uno strumento che regala leggerezza, tono e luminosità alla cute perioculare senza alterare la fisionomia e l’unicità del viso.

Perché la pelle intorno agli occhi è così delicata?

Innanzitutto perché è sottile, povera di grasso sottocutaneo, ghiandole sebacee e sudoripare. La pellicola idrolipidica che riveste l’epidermide è la barriera naturale che la difende dagli agenti esterni aggressivi, ma nel contorno occhi è quantitativamente e qualitativamente ridotta. Le radiazioni solari UVB e UVA alterano le fibre di collagene, di elastina e le glicoproteine prodotte dai fibroblasti presenti nel derma: la pelle è visibilmente stressata e sembra invecchiare precocemente (photoaging). Rughe e rughette disposte a raggiera a partire dall’angolo esterno dell’occhio si sommano alle piccole erniazione di tessuto adiposo che gonfiano le palpebre superiori ed inferiori e fanno sì che lo sguardo appaia stanco e spento.

Lei ci ha spiegato come anche l’inquinamento, il fumo e una dieta sbilanciata sono colpevoli di lesa giovinezza dello pelle e dello sguardo… io aggiungo ancora la negligenza nell’applicare creme idratanti con protezione solare sul viso e, in particolare, sul contorno occhi.

Abbiamo parlato anche di predisposizione famigliare e questo annulla, in parte, i benefici ottenuti con un uso costante di detergenti e idratanti nella zona. Prendersi cura della pelle è, comunque, un atto necessario perché rallenta la formazione dei segni del tempo e protegge dagli agenti dannosi.

Quando è indicato il Madonna lift?

Io consiglio il trattamento con laser SmartXide² micro ablativo insieme alla radiofrequenza nei casi iniziali e meno avanzati di invecchiamento della zona perioculare. Gli impulsi di energia riscaldano l’epidermide e gli strati profondi del derma e vaporizzano selettivamente la cute senza danneggiare il tessuto adiacente. Il medico e chirurgo estetico deve impostare correttamente i parametri relativi alla potenza e alla frequenza degli impulsi nei punti prescelti per stimolare, con l’energia termica, la contrazione del tessuto cutaneo e la produzione di nuove fibre di collagene ed elastina. Con questo metodo innovativo si elimina la cute in eccesso che appesantisce la palpebra, si attenuano le rughe sottili e meno profonde fino a cancellarle completamente, si eliminano le borse delle palpebre inferiori. Un altro risultato che si può ottenere con lo SmartXide² è il sollevamento simmetrico ed equilibrato delle estremità esterne (code) del sopracciglio: il contorno occhi è ringiovanito e lo sguardo è aperto, sereno e rilassato come dopo una blefaroplastica vera e propria.

Quante sedute consiglia ai suoi pazienti?

Dopo la visita che mi ha permette di fare una diagnosi approfondita ed esauriente del problema, propongo, secondo il protocollo previsto dal Madonna lift, dai 3 ai 5 trattamenti a distanza di circa 30 giorni: non si avvertirà alcun dolore se non una sensazione di calore localizzato. Il rossore e il leggero gonfiore post trattamento spariscono generalmente in 2 o 3 giorni. L’effetto biostimolante e rivitalizzante del laser, invece, continuerà nel tempo e per almeno due anni la zona perioculare apparirà fresca e distesa in modo naturale.

Grazie e a presto, dottor Spano.

Impostazioni della Privacy
Nome Abilitato
Cookies
Utilizziamo i cookie per offrirti un'esperienza migliore sul sito web.
Google Analytics
Monitoriamo in forma anonimizzata le informazioni dell'utente per migliorare il nostro sito web.
x

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Puoi accettare o rifiutare la richiesta in conformità della legge europea GDPR