3 storie Zen sulla fiducia

Le storie Zen ci aiutano a pensare, ad approffondire e ad uscire dai soliti schemi mentali. Le successive storie Zen sulla fiducia, ci ispirerano in senso più ampio a cogliere dei messaggi sottili della vita, e a “fidarci” anche di “quello che non si sa”.

storie zen sulla fiducia

3 storie Zen sulla fiducia

#1: La tigre, l’uomo e la fragola: fidarsi del cui ed ora

Un uomo che camminava per un campo si imbatté in una tigre. Si mise a correre, tallonato dalla tigre. Giunto a un precipizio, si afferrò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l’orlo. La tigre lo fiutava dall’alto. Tremando, l’uomo guardò giù, dove, in fondo all’abisso, un’altra tigre lo aspettava per divorarlo. Soltanto la vite lo reggeva. Due topi, uno bianco e uno nero, cominciarono a rosicchiare pian piano la vite. L’uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Afferrandosi alla vite con una mano sola, con l’altra spiccò la fragola. Com’era dolce!

#2: Non si può rubare la luna: fidarsi di quello di cui si ha veramente bisogno

Ryokan, un maestro di Zen, viveva nella più assoluta semplicità in una piccola capanna ai piedi di una montagna. Una sera un ladro entrò nella capanna e fece la scoperta che non c’era proprio niente da rubare.

Ryokan tornò e lo sorprese. «Forse hai fatto un bel pezzo di strada per venirmi a trovare,» disse al ladro «e non devi andartene a mani vuote. Fammi la cortesia, accetta i miei vestiti in regalo».

Il ladro rimase sbalordito. Prese i vestiti e se la svignò.

Ryokan si sedette, nudo, a contemplare la luna. «Pover’uomo,» pensò «avrei voluto potergli dare questa bella luna».

#3: Collera: fidarsi della propria vera natura

Uno studente di Zen andò da Bankei e gli espose un suo problema: «Maestro, io ho certe collere irrefrenabili. Come posso guarirne?».

«Hai qualcosa di molto strano davvero» disse Bankei. Fammi dunque vedere di che si tratta».

«Bè, così su due piedi non posso fartelo vedere» rispose l’altro.

«Quando potrai farmelo vedere?» domandò Bankei.

«Salta fuori quando meno me lo aspetto» rispose lo studente.

«Allora,» concluse Bankei «non dev’essere la tua vera natura. Se lo fosse, potresti mostrarmelo in qualunque momento. Quando sei nato non l’avevi, e non te l’hanno dato i tuoi genitori. Pensaci un po’ sopra».

 

Leggi anche altre storie Zen da raccontare: La tazza di Té

 

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