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Art therapy: trovare sé stessi attraverso l’arte

“L’arte ci consente di trovare noi stessi e di perdere noi stessi nello stesso momento”.
– Thomas Merton –

L’arte è espressione dell’interiorità umana, è il racconto di una storia, di un modo di vivere, una denuncia, una rifflessione, uno sfogo e, come tale, ha un grande potere sia su chi la segue che su chi la fruisce.
L’arte ha sempre avuto un ruolo fondamentale sia psicologico che sociale, nasce con l’Uomo e se ne hanno tracce fin dalla preistoria. La funzione catartica della tragedia greca, poi, getta le basi di una arte terapia ante litteram, fino ad arrivare all’Ulisse di Joyce.
La storia della medicina è piena di medici o filoni di pensiero che hanno usato forme artistiche per lenire le sofferenze dei propri pazienti in tutte le latitudini e longitudini, molto prima che Freud codificasse la psicanalisi.
L’Arte Terapia propriamente detta però nasce verso gli anni ’50 del secolo scorso e consiste nella ricerca del benessere psicofisico attraverso l’espressione artistica di pensieri, vissuti ed emozioni che non si riescono a far emergere con le parole e nei contesti quotidiani. Secondo lo psicologo L.Vygotski la creatività è un momento integrante, assolutamente indispensabile del pensiero realistico, giacché la corretta conoscenza della realtà non è possibile senza un certo elemento d’immaginazione.

L’attività creativa stimola, con l’immaginazione, la possibilità di nuove soluzioni di cambiamento. Per mezzo dell’azione creativa l’immagine interna diventa immagine esterna, visibile e condivisibile e comunica all’altro il proprio mondo interiore emotivo e cognitivo. Le Arti che si utilizzano a scopo terapeutico sono l’Arte visiva (pittura, scultura, fotografia, etc.), la musica, la danza e il teatro che diventano arteterapia, musicoterapia, danzaterapia, teatroterapia.
Gli aspetti su cui interviene sono molteplici ed il lavoro è complesso.
L’Arteterapia prevede il lavoro con una o più persone, a seconda del setting che si decide di usare. Si può creare un rapporto a due, in cui sono presenti la persona e il suo terapeuta, o contesti di gruppo, in cui sono presenti i partecipanti al laboratorio e uno o due conduttori, a seconda della numerosità del gruppo e delle competenze specifiche dei professionisti. Un arte terapeuta che decida di lavorare da solo, infatti, deve avere entrambe le competenze, di insegnante d’arte e di psicologo, cosa non facile, quindi spesso si opta per due figure!
Le creazioni vengono osservate e discusse, mai criticate! La bellezza non si riferisce al canone estetico, ma al significato dell’opera.
L’atmosfera deve essere accettazione e le persone sono chiamate a comprendere e contemplare i propri ed altrui lavori.
I prodotti artistici non devono mai subire interpretazioni esterne, ma il significato è sempre personale, privato. La prima cosa su e con cui si lavora sono le regole. L’uso dei materiali, dei colori, degli spazi e delle forme non è e non può essere casuale. Se si vuole fare arte e non imbrattare una tela, ci sono moltissime regole da apprendere e rispettare, non in modo passivo e acritico, ma attivo e finalizzato.
Se e quando l’artista decide di infrangere alcune regole, non è mai per puro spirito di contradizione, ma sempre e comunque al servizio di uno scopo: l’opera artistica che diventa fine e mezzo allo stesso tempo. E’ evidente come questo sia rappresentativo delle nostre vite di tutti i giorni e delle nostre relazioni. Ciascuno di noi si confronta con le regole e ciascuno le vive a proprio modo, l’arte ci dà la possibilità non solo di riflettere sulla nostra modalità, ma di sperimentare e agire un eventuale approccio alternativo, e magari più adattivo, a questo delicato tema.
Alla fine del processo, la nostra creazione, che gioco forza avrà seguito alcune regole, ci darà soddisfazione e non la frustrazione che molti provano a cospetto delle regole che vengono loro imposte dall’esterno.
Il secondo passo è l’elaborazione dei vissuti personali. L’opera d’arte esiste solo se esiste un artista che decide di rappresentare una propria emozione, una propria idea ecc… ma, per poterlo fare, il vissuto deve essere elaborato internamente e reso fruibile prima di tutto a noi stessi.
La creazione artistica può essere il veicolo di tale processo interiore. Realizzare un progetto artistico comporta poi necessariamente un ragionevole distacco da sé, che premette un’elaborazione dei propri vissuti. Arriva poi la comunicazione, cioè il mostrare l’opera e presentarla ad altri, che possono essere: il terapeuta, gli altri membri del gruppo, o chiunque altro a cui la persona decida di mostrarla. La forma artistica permette che le istanze interne diventino più accettabili e che gli altri entrino più facilmente in empatia con ciò che l’opera vuole comunicare. La narrazione di sé attraverso l’arte è un canale speciale molto diverso da ciò che possiamo aver sperimentato fino a quel momento.
Chi non riesce a trovare parole per esprimere la propria interiorità può mostrarla, chi ha modalità troppo crude o manipolative o coercitive quando parla di sé può trovare una strada che lo avvicini autenticamente all’altro e non lo irriti, seduca o costringa e di fatto lo allontani. Anche le emozioni e i sentimenti più scomodi ed inconfessabili vengono resi più condivisibili attraverso la creazione artistica. Il cerchio si chiude, infine, con il cambiamento dell’immagine di sé.
La sensazione di aver fatto nascere qualche cosa di amabile e apprezzabile, di averlo condiviso e che la propria opera sia stata accolta e ammirata genera una ridefinizione di sé come più amabile e apprezzabile. Essere riusciti ad affrontare un compito cosi impegnativo come un’opera d’arte, genera una maggiore consapevolezza di autoefficacia e migliora l’autostima. Viaggiare dentro di sé attraverso l’arte è un’esperienza molto affascinante che abbiamo cercato di spiegare nella sua declinazione più complessa, articolata ed attiva.
Come abbiamo detto all’inizio, però anche la semplice fruizione dell’arte può essere un’occasione altrettanto affascinante di guardarsi dentro, guardando altrove. Anche colorare un semplice mandala può aiutarci a combattere lo stress!

“Le opere, come nei pozzi artesiani,
salgono tanto più alte quanto più
a fondo la sofferenza ha scavato
il cuore”.
– Marcel Proust –

Fonti:www.maieutikestudio.it

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