Arti marziali giapponesi per i bambini: quale scegliere per il tuo bambino?

Per noi praticanti, il mondo delle Arti Marziali è considerato una grande famiglia. Mi rendo conto a tal proposito delle difficoltà che si possano incontrare nella scelta di quale Arte Marziale far praticare ai vostri figli.

arti marziali giapponesi per i bambini

Arti marziali giapponesi per i bambini: come scegliere?

Arti Marziali Giapponesi per i bambini: come scegliere quella giusta?

Il primo consiglio utile che posso darvi è di NON trascurare mai il PRIMO DIRITTO di ogni bambino: il “GIOCO”. L’aspetto ludico durante la lezione deve essere di primaria importanza in quanto considerato
“LA VIA MAESTRA” perchè comporta l’attivazione dei piani motorio, emotivo, relazionale, intellettuale e sociale.

Arti marziali giapponesi per i bambini attraverso il gioco

I giochi propedeutici alle arti marziali giapponesi porteranno il bambino a manifestarsi in tutte le sue caratteristiche Psico-Fisiche. Nell’ osservazione, un Insegnante sarà in grado di leggere le peculiarità di ogni bambino.

Nei soggetti che hanno difficoltà nella pianificazione di azioni, la ripetitività e la ripetizione dei gesti che si incontrano ad esempio per impare una tecnica o un Kata diventano per i bambini una base sicura.

I Kata costituiscono la spina dorsale per l’apprendimento tecnico nelle arti marziali giapponesi tradizionali.
La pratica ripetitiva è il fondamento dell’apprendimento qualificato. 

Le arti marziali giapponesi per aiutare i nostri bambini a migliorare tutte le proprie capacità

Un recente studio di Fatimah Bahrami e colleghi dell’Università di Isfahan in Iran ha mostrato alcuni risultati sorprendenti. Trenta bambini tra i 5 ei 16 anni che erano stati diagnosticati con disturbo dello spettro autistico erano nel loro studio. La metà dei bambini era il gruppo “di controllo” e l’altra metà ha partecipato a 3 mesi di allenamento nel tradizionale karate kata (modello).

L’allenamento con i kata ha portato a una significativa riduzione della stereotipia che era ancora lì un mese dopo l’interruzione dell’allenamento! Questo è stato un risultato molto chiaro ed è la migliore prova scientifica che l’allenamento nelle arti marziali potrebbe essere un metodo efficace per influenzare positivamente l’attività motoria nello spettro autistico.

Se andassimo ad analizzare una per una le arti marziali giapponesi noteremo che esistono delle caratteristiche che le differenziano l’una dall’altra.

Judo

E’ una delle discipline più amate dai bambini è adatta a trasmettere sicurezza ai più timidi. Nato in Giappone, le sue tecniche consistono principalmente nel sbilanciare l’avversario e nel farlo cadere a terra, cosi’ come a difendersi e a cadere senza farsi male. Adatto a tutti in bambini a partire dai 5/6 anni.

Karate

Anch’esso molto amato dai bambini è ottimo per tutti coloro che devono imparare a concentrarsi e a canalizzare la propria energia. Il Karate prevede l’ottenimento di tecniche di attacco (pugni, calci, colpi di gomito e di ginocchio) e tecniche di parata e di immobilizzazione. Consigliato a partire dai 5/6 anni.

Ju-Jitsu

Nato in Giappone è un metodo di difesa fondato sul controllo di sè e dell’avversario il cui obiettivo è quello di distogliere l’altro ad attaccare.

Kung-fu

Nato in Cina e molto simile al Karate insegna equilibrio, sicurezza nei movimenti e migliora concentrazione e memoria.

Termino dicendo quanto detto sopra, vale a dire che tutte le Arti Marziali costituiscono un unica grande famiglia. Tutte spronano a mantenere comportamenti etici e morali.

L’ ’etica conduce al rispetto. Il rispetto è il principio cardine delle arti marziali.

 

Della Prof.ssa  Consuelo De Nicola

Leggi altri articoli di Consuelo De Nicola QUI

 

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