Ayurveda: nessun effetto collaterale nocivo

I medici ayurvedici si attengono al principio di non procurare alcun danno. E benché i rimedi che essi prescrivono siano altamente efficaci, nessuno di questi presenta controindicazioni perché composti interamente di sostanze naturali e atossiche. Non viene utilizzato infatti alcun materiale artificiale, o sostanza chimica sintetizzata in laboratorio.
Per trarre beneficio dalla medicina ayurvedica i pazienti non devono per forza aderire al credo spirituale che è fondamento di questa disciplina. Basta avere una mente aperta e un genuino desiderio di guarire. Sebbene in Occidente non sia accettata interamente dai medici ortodossi come un vero e proprio ramo della medicina, l’Ayurveda è attualmente considerata (sebbene con un certo grado di scetticismo) come una medicina complementare, e le case di cura ayurvedica stanno proliferando.
Questa disciplina è studiata perché funziona, e funziona assieme, piuttosto che contro, la medicina occidentale.

La terapia panchakarma, un metodo unico di dissintossicazione è, per i medici ayurvedici, il sistema più eficace che sia mai stato sviluppato per la cura e la prevenzione delle malattie. Nel Regno Unito, questa pratica è stata chiamata “il gigante addormentato della medicina complementare”.
In India e nello Sri Lanka, dove l’Ayurveda è tuttora il principale sistema di medicina in uso, è previsto un tirocinio molto rigoroso, regola che non sempre è stata applicata.
Tuttavia, ora l’Ayurveda si sta uniformando al criterio di tirocinio medico occidentale e la qualifica degli studenti è di livello sempre più elevato. Inoltre, vi è sempre più materiale di studio, e a seguito di sei anni di studio e di tirocinio a livello universitario è previsto un anno di internato presso un ospedale ayurvedico. Agli studenti si richiede di acquisire una notevole conoscenza del sanscritto, la lingua in cui sono stati scritti i testi originali ayurvedici, proprio come la medicina occidentale soleva esprimersi in greco, lingua in cui si basa tutta l’attuale terminologia.

Le prossime generazioni difficilmente riusciranno a ignorare la medicina ayurvedica e la filosofia che la sottende, che rimarrà immutata per le generazioni future.

Fonti: Ayurveda, Stefano Autieri

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