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Calma nell’azione e azione nella calma

Passiamo al problema della postura, che è di grande importanza nella meditazione Zazen.
Secondo gli insegnamenti Zen non vi è differenza fra condizioni attive e statiche: si tratta sempre della stessa cosa, e questo è il senso della postura della meditazione Zen. Anche se chi medita mira all’immobilità completa, non deve dormire; al contrario, benché sembri statico, in effetti è pieno di traboccante vitalità. In altre parole, quantunque non si muova, si trova in uno stato dinamicamente attivo, come è dimostrato dall’esame delle onde cerebrali.
E’ importante ricordare che il metodo Zen per il controllo del corpo mira a sviluppare la calma nell’azione e l’azione nella calma. Questo è vero, sia che la persona stia seduta in perfetta tranquillità, sia che si trovi impegnata in una azione fisica violenta.
Ma qual è a migliore postura da assumere per conservare la calma nell’azione e l’azione nella calma? Esaminiamone insieme i requisiti.

Stabilità, comodità, tensione

Prima di tutto, la posizione deve essere stabile. In secondo luogo non deve essere scomoda né sforzare il corpo, poiché per sviluppare i controlli fisici e mentali che costituiscono il fine principale dello Zazen, bisogna conservarla almeno per quindici-venti minuti. D’altra parte, la posizione deve stimolare una tensione sufficiente perché ci si possa concentrare. Una posizione molto comoda è l’ideale per dormire, ma non va molto bene per la meditazione Zen.
Nel corso degli anni, i maestri Zen hanno escorgitato posizioni che soddisfano perfettamente i tre requisiti della stabilità, della comodità relativa e della tensione.
La moderna scienza medica ha confermato l’eccelenza, sotto il profilo anatomico e fisiologico, delle posizioni scelte dagli antichi monaci Zen, che esercitano pressioni indebite sulle vertebre e pertanto non comprimono né stancano i nervi del parasimpatico ad esse collegati. Queste tre posizioni usate nel sistema di controllo del corpo dello Zazen sono: posizione seduta, in piedi e distesa.

 

Fonti: Meditazione Zen come terapia – Tomio Hirai

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