Intervista al Dr. Spano: correggere i capezzoli introflessi

L’importanza del seno per la donna, malformazioni, capezzoli piatti e capezzoli introflessi: il Dr Spano risponde alle nostre domande!

capezzoli introflessi

Dottor Spano, la donna ama in modo particolare il suo seno e vorrebbe che fosse perfetto! Esistono delle malformazioni che riguardano il seno nella sua interezza e altre che riguardano solo una parte. Oggi parliamo dei capezzoli: quali sono i problemi più comuni?

È comprensibile che la donna curi con dedizione e costanza il seno: è il simbolo della femminilità e della sensualità, con l’importante funzione di nutrire, con il latte, il neonato. Vorrei, brevemente, descrivere la mammella e la sua struttura per poi parlare più diffusamente del capezzolo. La mammella è composta dalla ghiandola, appunto mammaria, dall’areola, dal capezzolo e dal tessuto adiposo che ha il compito di custodire e proteggere la ghiandola.

La interrompo per aggiungere che, purtroppo, esistono seni belli ma con un brutto capezzolo… perché?

Il primo fattore condizionante è senz’altro l’ereditarietà: forma, struttura e quindi la “bellezza” dipendono dai geni familiari. Ci può essere il capezzolo piatto o il capezzolo introflesso anche se la mammella ha un aspetto gradevole. La stessa areola non è perfettamente circolare, ma si presenta anche ovale e con piccole irregolarità.

Ecco: siamo arrivati all’argomento dell’incontro! I capezzoli introflessi sono una malformazione rara o frequente?

Le statistiche ci informano che circa il 2% delle donne presenta questa anomalia congenita dei capezzoli introflessi. In alcuni casi diventa evidente già durante la gravidanza, ma, soprattutto, dopo l’allattamento e la sollecitazione prolungata dovuta alla suzione del bambino. Dal punto di vista anatomico, la situazione è causata dai dotti galattofori, o lattiferi, corti e retratti che “trattengono” il capezzolo all’interno. I dotti, da 15 a 20, sono piccoli canali che trasportano il latte, proveniente dai lobuli, fino al capezzolo.

Un problema che non è solo estetico, quindi, perché impedisce l’atto naturale che solo la donna svolge?

È prima di tutto una sofferenza che investe la sfera emotiva. l’adolescente che si vede diversa dalle amiche, si sente inferiore e inadeguata. In estate, quando si indossano top e abiti leggeri, cresce ulteriormente l’imbarazzo. Crescendo, diventa difficile incominciare un rapporto amoroso, perché si ha timore e magari vergogna a mostrarsi con ciò che si ritiene un grave difetto. Dopo il parto, l’allattamento della propria creatura è, se non impossibile, difficoltoso e doloroso. Spesso si crea una fastidiosa irritazione e tendono a formarsi, nei casi più seri, micro lesioni e vescicole intorno all’areola.

Ho letto che esistono “manovre” specifiche per cercare di far fuoriuscire il capezzolo e allattare.

Ci sono gli esercizi di Hoffman, da praticare nell’ultimo trimestre di gravidanza, che mirano a distendere i tessuti e a far protrudere il capezzolo, e aiuti come il tiralatte o una speciale siringa che mirano allo stesso scopo. In caso di leggera introflessione possono dare beneficio e risultati visibili, ma se l’introflessione è grave, allora il chirurgo plastico consiglia un intervento risolutore.

Significa che esistono gradi diversi di introflessione del capezzolo?

Sì certo. Il fenomeno della rientranza del capezzolo può essere monolaterale o bilaterale. Se abbiamo un capezzolo introflesso parzialmente, se opportunamente stimolato riacquista la classica forma cilindrica o conica, per poi ritornare alla posizione di partenza.

Un intervento con anestesia generale e ricovero?

L’anestesia è locale e l’intervento si svolge in ambulatorio senza ricovero. È previsto un giorno di riposo e una medicazione. Questo è il protocollo standard, ma valuto caso per caso con attenzione: la donna è costantemente assistita da operatori sanitari qualificati. Il termine “intervento di routine” esula dal vocabolario di ogni chirurgo serio e competente!

Tecnicamente, e in parole semplici, come si svolge questa operazione per correggere i capezzoli introflessi?

Si pratica una piccola incisione nel bordo dell’areola e si pratica la sezione dei dotti galattofori corti e retratti. I punti, applicati dall’interno, sono invisibili e vengono tolti dopo una decina di giorni. Infine si applica il piercing adatto che la donna ha acquistato in precedenza. Dovrà portarlo solo per qualche giorno, per evitare che il capezzolo rientri nell’areola.

Purtroppo resta il fatto che la donna non potrà più allattare…

No, perché i dotti sono stati recisi. L’allattamento era, comunque, impedito all’origine per l’introflessione del capezzolo. La donna sa, però, di avere fatto tutto il possibile per rimediare al suo problema, e questo la tranquillizza e la rasserena.

Ha ragione, dottor Spano, grazie per la sua chiarezza. Arrivederci al prossimo appuntamento!
Dr Andrea Spano – Chirurgo Plastico Estetico

Leggi le interviste del Dott. Andrea Spano QUI

 

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