La casa ideale

Non è certo facile trovare un alloggio che corrisponda perfettamente ai propri bisogni: numero di stanze, servizi, garage, insolazione, vista, vicinanza al luogo del lavoro, alle scuole, ai centri commerciali, spazi verdi, mezzi pubblici, eccetera, senza dimenticare le altre esigenze relative all’isolamento termico e acustico, al tipo di riscaldamento, all’aspetto esterno e interno dell’edificio, ai servizi sociali e infine al prezzo, sia esso da affittare o da comperare. Presi da tutti questi problemi, sovente non possiamo tener conto di certi difetti, che per di più sono difficilmente riscontrabili a prima vista, anche per una persona esperta.

Che cosa guardare quando si cerca una casa

Questi difetti nascosti sono numerosi e parecchi si possono osservare solo a certe ore del giorno o della notte, o in rapporto alle stagioni e alle variazioni del clima. Le difficoltà dovute al sovrappopolamento delle zone urbane, il rincaro dei prezzi nelle zone verdi e soleggiate o ancora alla seduzione della pubblicità inducono spesso a una scelta precipitosa a scapito di certe precauzioni “d’uso”: un’automibile si prova prima di acquistarla, ma un alloggio no!
Le abitazioni in zone geopatogene presentano alcuni segni ai quali è necessario prestare attenzione.

Crepe nei muri

Al di sopra dei corsi d’acqua sotterranei a forte portata e alle faglie, compaiono in corrispondenza, delle crepe nei muri. Queste crepe sono orientate dal basso in alto e sono tanto più marcate quanto più la costruzione è estesa in lunghezza e antica. La spiegazione di questo fenomeno è data dall’effetto di una vibrazione microsismica permanente localizzata al di sopra del corso d’acqua, differente da quella emessa dal suolo circostante. Questa si manifesta impercettibilmente, ma nel giro di qualche anno, da cinque a dieci, talvolta di più, l’intonaco esterno ne mostra la cicatrice. Se l’abitazione è attraversata da un capo all’altro dall’acqua sotterranea, è possibile determinarne l’entrata e l’uscita rintracciando queste spaccature.
Questo procedimento permette di stabilire la direzione della “anomalia geologica” e di valutarne l’incidenza sulle stanze abitabili.

Macchie di umidità

Un altro elemento da prendere in considerazione sono le macchie di umidità che si manifestano localmente, in forma di campana, alla verticale dei corsi d’acqua poco profondi. Queste risalite d’acqua, estese talvolta su due o tre piani, sono attribuite alla spinta elettroosmotica dell’acqua che si propaga per capillarità. Esse di verificano principalmente dopo pioggie e temporali.
QUando appaiono queste “campane”, esse superano ampiamente l’altezza media delle tracce di umidità dovute alla pioggia (circa 40cm) e asciugano molto più lentamente della normale umidità ascentente. E’ quindi consigliabile, in caso d’acquisto o prima di sottoscrivere un contratto d’affitto, effettuare un giro intorno alla costruzione in oggetto qualche ora dopo la pioggia.

All’interno degli alloggi da evitare, l’aria è umida, “appiccicosa”, i vetri d’inverno grondano d’acqua, anche in presenza di un regolare riscaldamento; “pastiglie” nerastre possono apparire sulle tappezzerie e principalmente dietro i mobili e le tende più prossimi alla verticale del corso d’acqua sotterraneo.
Lo stesso fenomeno si verifica in modo analogo al di sopra delle faglie geologiche. L’età della costruzione non è determinante: sono sufficienti due o tre anni perché compaiano queste “pastiglie”. Esse sono costituite da funghi microscopici. Queste macchie non sono sistematiche e devono essere distinte dalle macchie d’umidità provenienti sia da una cattiva impermeabilità del muro, sia da un fenomeno di condensazione. Queste ultime sono continue e più estese in superficie e tendono a scollare le tappezzerie.
Allo stesso modo, sulle facciate esterne, le “campane” di umidità possono essere accompagnate da funghi nerastri o da muschi di un verde acido, soprattutto nelle zone meno soleggiate.

Queste osservazioni metodiche non devono trascurare nulla: anche i “fenomeni invisibili” devono lasciare delle tracce da qualche parte.
Questa è una delle ragioni per cui il futuro abitante deve interessarsi alla patologia della costruzione e all’osservazione del terreno, degli alberi, di piante e fiori, ai microrganismi dell’humus.

Indagini discrete sulla salute degli abitanti

In certi casi, le zone geopatogene non si manifestano con segni sull’abitazione ma solamente sugli abitanti. E’ certo una questione delicata, ma utile, prima di installarsi per un lungo periodo, fare una piccola inchiesta sullo stato di salute, l’equilibrio nervoso e famigliare dei vostri predecessori o dei vicini più prossimi.
Se l’abitazione è sana, gli occupanti provano una sensazione di benessere e lasciano la loro casa con rammarico. D’altro canto, nelle abitazioni soggette all’influenza delle zone geopatogene, o ad altri fenomeni invisibili e perturbanti, i traslochi sono frequenti: interi immobili si svuotano e si riempono in continuazione. Gli abitanti possono essere vittime di tensioni, nervosismo, insonnia, irritazione nei confronti dei congiunti, malattie ricorrenti, o essere presi da un continuo desiderio di fuggire: qualche discreto sondaggio fa facilmente emergere elementi di crisi, di insoddisfazione, che spesso hanno determinato la decisione istintiva di cambiare casa.

Odore di muffa

L’odore è anch’esso unsegno caratteristico delle zone geopatogene e, in particolare, della presenza di acque sotterranee perturbanti. Già nell’ingresso dell’abitazione un odore acre, misto agli odori della cucina che stagnano più a lungo del normale, prende alla gola. Questo odore di muffa è più o meno forte, ma essendo permanente, solo i visitatori occasionali lo avvertono, perché non vi sono abituati.
Più l’abitazione è vecchia, più l’odore è forte. Varcando la soglia in una zona sana, si prova una sensazione piacevole: l’aria è leggera, non satura, gradevole. Le abitazioni a tendenza patogena provocano invece una sensazione di repulsione istintiva: l’aria sembra pesante, stagnante, talvolta irrita gli occhi e dà un’impressione di vertigine.

Ci si può a questo punto rendere conto che l’habitat, che credevano inerte, vive, respira e può dare innumerevoli informazioni sull’idoneità o l’incompatibilità di un luogo rispetto alle nostre esigenze di vita.

L’ambiente circostante

Altro aspetto importante e da non trascurare assolutamente, in città come in campagna, è l’ambiente circostante e le eventuali sorgenti emittenti o riemittenti delle vibrazioni: linee di alta tensione, ripetitori radio, radar, trasformatori, ecc.
Bisogna saper valutare tutte queste informazioni e soppesare attentamente l’insieme dei vantaggi e degli inconvenienti.
In ogni caso conviene rinunciare a un alloggio, quando delle consatatazioni precise confermano una sensazione di malessere o peggio di malattia.

Fonti: Rémi Alexandre – Geobiologia

Leave a Reply

Impostazioni della Privacy
NomeAbilitato
Cookies
Utilizziamo i cookie per offrirti un'esperienza migliore sul sito web.
Google Analytics
Monitoriamo in forma anonimizzata le informazioni dell'utente per migliorare il nostro sito web.
x

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Puoi accettare o rifiutare la richiesta in conformità della legge europea GDPR