Come affrontare la meditazione Zazen

Il modo giusto per affrontare una meditazione Zen è descritto nel Fukanzazengi di Dogen. Secondo questo testo, per lo Zazen bisogna scegliere una stanza tranquilla e bisogna cibarsi con moderazione. Si può stare seduti o coricati, ma in genere ci si siede su un cuscino disposto su una spessa stuoia.
Le posizioni da seduti possono essere la completa Kekkafuza, a gambe incrociate, o Hankafuza, a gambe semi-incrociate. Nella Kekkafuza, il piede destro è posto sulla coscia sinistra e il piede sinistro sulla coscia destra; nell’Hankafuza, invece, solo il piede sinistro è posto sulla coscia destra. I vestiti devono essere larghi, comodi. La mano destra, appoggiata sul palmo della mano sinistra, è posta sul piede sinistro. I pollici sono uniti. Il corpo non deve essere inclinato né a destra né a sinistra, né in avanti né all’indietro. Si deve avere la sensazione che i lobi delle orecchie siano a piombo sulla sommità delle spalle, e che la punta del naso sia in linea con l’ombelico. I denti e le labbra sono chiusi, ma senza sforzo, e la punta della lingua tocca leggermente il palato. In ogni caso, gli occhi devono essere aperti. La respirazione, attraverso il naso, è tranquilla.
Per il neofita, potremmo aggiungere qualche spiegazione supplementare. Una volta che ci si sia abituati a compiere regolarmente la meditazione Zen, non importa dove la si effettui, ma inizialmente è saggio scegliere un luogo tranquillo. Facciamo sempre l’esercizio di meditazione alla stessa ora ogni giorno: in questo modo, lo Zazen diventerà parte della vita quotidiana, e ci riuscità più facile perseverare.
E’ consigliabile meditare al mattino, subito dopo essersi alzati, oppure la sera, immediatamente prima di andare al letto. All’inizio, cinque o dieci minui sono sufficienti, poi aumenteremo progressivamente la durata delle sedute sino a raggiungere i venti-trenta minuti.

Qualche avvertenza

E’ importante tener presenti anche queste avvertenze: non cerchiamo di meditare se non abbiamo dormito abbastanza o se siamo troppo stanchi; non meditiamo subito dopo i pasti o quando abbiamo molta fame; vestiamoci leggeri, ma in modo da non avere freddo; prima di meditare, rinfreschiamoci lavandoci le mani e la faccia.
Il cuscino va piegato e messo in posizione tale che ci possiamo sedere esattamente nel centro (a questo proposito l’ideale è uno di quei cuscini quadrati e piatti che i giapponesi chiamano zabuton). Come dice il testo di Dogen, sono accettabili sia la posizione Kekkafuza sia la Hankafuza.

La Kekkafuza, che comporta il mettere il piede destro sulla coscia sinistra e il piede sinistro sulla coscia destra risulta difficile ad alcuni, in particolare alle persone corpulente. Non è necessario sforzarsi di assumere questa posizione, dal momento che la Hankafuza, con il solo piede sinistro sulla coscia destra è già soddisfacente.

Le prime volte queste posizioni possono risultare al quanto faticose, ma con il passare del tempo ci diventerà chiaro che sono quelle che soddisfano meglio lo scopo, poiché, sia dal punto di vista dinamico, sia da quello fisiologico, sono perfettamente stabili. Dinamicamente perché le gambe, in ciascuna posizione, formano un triangolo e quilatero che sorregge la spina dorsale e la maggior parte del peso del corpo. Fisiologicamente, non provocano una concentrazione del peso sulle vertebre lombari e pertanto non determinano una pressione eccessiva sui nervi che da esse si dipartono.

Kekkafuza e Hankafuza sono le posizioni classiche per la meditazione Zazen da seduti, ma è possibile meditare anche stando seduti su una sedia. Si badi che in questo caso le ginocchia siano separate e i talloni uniti: anche in questa posizione si viene a formare un triangolo (equilatero e isoscele) su cui puù poggiare il peso del tronco.

Screen Shot 2015-07-24 at 5.21.54 PM

La posizione corretta delle mani nello Zazen si definisce con l’espressione “né montagne né valli”;
i pollici sollevati tradirebbero l’agitazione, e abbassati sarebbero sintomo di torpore:
due condizioni che devono essere evitate.

Fonti: Meditazione Zen come terapia – Tomio Hirai

Leave a Reply

Impostazioni della Privacy
NomeAbilitato
Cookies
Utilizziamo i cookie per offrirti un'esperienza migliore sul sito web.
Google Analytics
Monitoriamo in forma anonimizzata le informazioni dell'utente per migliorare il nostro sito web.
x

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Puoi accettare o rifiutare la richiesta in conformità della legge europea GDPR