Conosciamo l’Aloe Vera

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L’Aloe vera è una pianta succosa della famiglia delle Aloeacea, la cui crescita è favorita nei climi caldi e secchi.
È una pianta carnosa perenne a portamento arbustivo che raggiunge fino ad un metro di altezza. Le sue foglie sono disposte a ciuffo, sono semplici di lunghezza tra 40–60 cm, lungamente lanceolate, con apice acuto e con spine solo lungo i lati, e presentano una cuticola molto spessa. Gli abbondanti parenchimi acquiferi presenti nel loro interno, rendono le foglie molto carnose. I fiori che crescono dal centro delle foglie sono di colore dal giallo al rosso e i suoi frutti sono costituiti da una capsula loculicida.
In Europa le più importanti coltivazioni di una certa estensione si trovano in Spagna. Nel mondo, invece, l’aloe è coltivata soprattutto in Africa, Australia, America settentrionale, America centrale, America meridionale, Russia e Giappone.
L’utilizzo dell’aloe è molto antico: era nota e usata anche dagli egizi per i preparati per l’imbalsamazione (da qui “pianta dell’immortalità”). Inoltre piantavano l’aloe all’ingresso di un’abitazione nuova per assicurare lunga vita e felicità. Era usata anche per l’igiene e la cura del corpo o come cicatrizzante. I greci e i romani usavano la sua polpa come idratante oppure mescolavano il suo succo alla mirra per disinfettare il cavo orale. Cristoforo Colombo scriveva nei suoi diari che l’estratto di aloe vera fosse una specie di medicina tuttofare per i naviganti durante le lunghe traversate.

Lo studio sistematico però di questa pianta ha avuto inizio solo dopo il 1959 da Bill Coats, un farmacista texano, il quale ha registrato un processo per stabilizzare la polpa rendendo possibile la commercializzazione dell’aloe senza più problemi di ossidazione e fermentazione. Nello stesso tempo il governo americano ha ufficialmente dichiarato le proprietà curative di questa pianta per il trattamento delle ustioni. Da quel momento si è attivato l’interesse per gli studi sull’Aloe in tutto il mondo.

Dal punto di vista chimico possiamo distinguere tre grandi classi di componenti nell’aloe: gli zuccheri complessi, nello specifico glucomannani e in particolare l’acemannano, un gel trasparente interno con proprietà immuno-stimolanti; gli antrachinoni nella parte verde coriacea della foglia con azione fortemente lassativa e poi diverse altre sostanze come sali minerali, vitamine, aminoacidi, acidi organici, fosfolipidi, enzimi, lignine e saponine.
Dunque, dalle foglie dell’aloe vera si possono ottenere due tipi di estratti: il succo condensato e il gel. Possono essere usati come sostanze terapeutiche e possiedono costituenti chimici, indicazioni e interazioni differenti fra loro.

 

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Il succo
Il succo condensato è ottenuto in prevalenza dai tubuli esterni, che si trovano al di sotto dell’epidermide della foglia. Ha proprietà lassative e può dunque essere usato contro la stipsi atonica (con feci dure). Per brevi periodi si assume un cucchiaio di succo di aloe vera lontano dai pasti. La stessa posologia è consigliata anche per chi vorrebe avere un effetto depurativo sull’intero organismo.

Il gel
Il gel fresco che viene estratto dalle foglie carnose dell’aloe, ha un effetto rigenerante. L’utilizzo locale del gel di aloe è fondamentalmente efficace nei seguenti casi:

  • Eritemi solari e lievi ustioni: le proprietà lenitive e rinfrescanti dell’aloe danno sollievo alle scottature e stimolano il rinnovamento della pelle.
  • Ferite ed escoriazioni: l’aloe è uno stimolatore e un acceleratore della rigenerazione cellulare dei tessuti danneggiati e di conseguenza ne favorisce la cicatrizzazione.
  • Infiammazioni e dermatiti: l’aloe è un forte antidolorifico e antinfiammatorio. La sua composizione chimica inibisce la produzione dei neurotrasmettitori che vengono prodotti dai tessuti danneggiati e che sono le cause di dolore e arrossamento delle infiammazioni cutanee. Inoltre, grazie alle sue proprietà antibatteriche è indicato anche in casi di dermatiti batteriche.

L’aloe vera ha, inoltre, un effetto schermante contro i raggi UV, migliora la microcircolazione ed è un ottimo ingrediente per la cosmesi antietà. Per questo motivo è considerato un importante rimedio naturale e fitoterapico. Può essere usato applicandone un sottile strato sulle parti interessate e massaggiando lievemente fino all’assorbimento. Nel caso di ferite, dopo l’applicazione si copre il punto leso con una garza sterile senza massaggiare.

Controindicazioni

Le parti esterne della foglia contengono l’aloina, una sostanza antrachinonica con effetto lassativo e irritativo del colon, e si ritiene pericoloso in gravidanza e responsabile di irritazioni gastroenteriche.  Per questo motivo si sconsiglia l’assunzione per bocca di preparati non depurati a base di aloe vera che contengano la parte esterna verde della foglia. Andrebbe, inoltre, evitato l’uso eccessivo e prolungato nel tempo di lassativi antrachinonici (senna, aloe, rabarbaro, frangula, cascara) che possono essere responsabili di numerose interazioni con farmaci o altre piante medicinali, cardiotonici (digitale, adonide, mughetto, scilla, strofanto, ecc.) oppure aumentare la tossicità di certi farmaci o ridurne l’assorbimento.

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