Diradamento dei capelli: affrontiamo il problema!

Quello del diradamento dei capelli (alopecia) è un fenomeno che interessa ampie fasce di popolazione, sia maschile che femminile. Secondo recenti stime, tale fenomeno interessa 18 milioni di italiani e 4 milioni di italiane, tanto che all’età di 50 anni almeno la metà degli uomini ed il 30% delle donne è affetto da problemi più o meno gravi di questo tipo. Per entrambi i sessi questo fenomeno rappresenta un vero e proprio problema che soprattutto nel caso della donna, seppur in genere si manifesti in modo molto più attenuato, comporta spesso ripercussioni psicologiche drammatiche e devastanti, legate alla percezione di un danno considerevole alla propria immagine.
Le cause di tale problema sono nella maggior parte dei casi di natura genetica, a cui talvolta si aggiungono concause di diversa origine quali i fattori ambientali, l’invecchiamento, i traumi, lo stress, l’alimentazione errata, il fumo, i disturbi alla tiroide, i farmaci e le terapie, ma anche, nelle donne, il parto, l’allattamento, la menopausa, etc..
Le modalità con cui questo problema si presenta sono differenti fra uomo e danna, nella calvizie maschile infatti la caduta si concentra in alcune aree della testa, mentre in quella femminile si distribuisce più uniformemente su tutta la superficie del cuoio capelluto, oltre l’attaccatura frontale.
Come in tutti i fenomeni sociali, che coinvolgono sempre un più ampio numero di individui, anche quello della perdita dei capelli, che da sempre nella percezione sociale è stato vissuto come “difetto”, oggi grazie all’informazione e alla comunicazione sta diventando un elemento catalogato come “caratteristica” di un individuo, al pari del colore dei capelli o degli occhi. Questo è quello che tutti coloro che perdono i capelli si sentono dire e che effettivamente la comunità sociale pensa, ma non sempre è quello che vivono le persone che subiscono questo problema (soprattutto nel caso delle donne).
Un fenomeno che può condizionare psicologicamente anche in modo grave chi ne viene colpito, ma rispetto al quale si deve reagire sapendo di essere nelle condizioni di poter affrontare e risolvere il problema.
Analizzare a 360° il proprio stile di vita e correggerlo dove riteniamo ce ne sia bisogno, lavorare su se stessi a livello psicologico, per trovare le proprie certezze e la propria stabilità nella reale valutazione di come si viene socialmente percepiti e focalizzando l’attenzione sui propri pregi e non sui difetti (nessuno è perfetto!!), e qualora questi primi due livelli di intervento non dessero la percezione di aver raggiunto il risultato desiderato, procedere con l’analisi delle molteplici soluzioni offerte dal mercato che sempre più raggiungono risultati soddisfacenti ormai sotto gli occhi di tutti (innumerevoli personaggi pubblici oggi ostentano orgogliosi queste soluzioni).
Una proposta che varia dai prodotti anti caduta o per la ricrescita (utili soprattutto quando il fattore scatenante non è attribuibile a cause genetiche), a soluzioni  metodi efficaci di infoltimento capelli previo metodi invasivi (soluzioni di chirurgia estetica) o non invasivi (soluzioni che non prevedono intervento chirurgico). Nella valutazione di tutte le proposte per affrontare questo problema, non è possibile identificare “la soluzione efficace per tutti” ma si possono individuare diverse modalità di intervento in base alle caratteristiche del fenomeno di volta in volta riscontrato. Per questo motivo nell’affrontare il proprio caso sarà opportuno rivolgersi a professionisti del settore che sappiano indicare il percorso più idoneo da intraprendere e che sappiano fornire un valido supporto nella valutazione e nella gestione dei risultati raggiunti.

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