Empatia e intelligenza emotiva: che cosa sono? Perché sono importanti?

Empatia e intelligenza emotiva: Il termine empatia nasce sulle scene del teatro antico per designare il rapporto di compartecipazione emotiva tra l’attore e lo spettatore. Deriva dal greco empátheia, composto di én (in, dentro) e páthos (passione, sentimento, sofferenza, affezione) e significa «sentire dentro», «sentire dall’interno».

Attraverso la postura del corpo, il tono di voce, la modulazione dei gesti, le sfumature dello sguardo, la sinuosità o l’irruenza dei movimenti, l’attore rende visibile l’invisibile: il páthos. E la platea partecipa a questo suo «sentire», sino all’immedesimazione e all’identificazione, in un coinvolgimento profondo. Così, il páthos diventa qualcosa che supera la sfera privata, per inaugurare un nuovo senso del «noi».

empatia e intelligenza emotiva

Empatia e intelligenza emotiva

L’empatia è la capacità di cogliere un «dentro» attraverso il suo «fuori» e sottolinea il dinamismo cognitivo che consente di comprendere che il corpo non è un «oggetto», né una mera «esteriorità», ma una corporeità vivente senziente, intrecciata a una psiche. In filosofia lo chiamiamo «corpo-soggetto», che sente i suoi stati. Le neuroscienze utilizzano la dizione embodied cognition, cognizione incarnata.
«Sentire» si dice in molti modi. Infatti, è un verbo polisemantico. Può significare udire (un suono, un rumore, una melodia, una voce), ascoltare, avere una sensazione come il caldo, il dolce, l’amaro, oppure un benessere o un malessere psicofisico, sentire un’emozione, provare un sentimento, intuire, presagire, cogliere in modo immediato, ecc.

Sensibilità ed emotività

Questo è il punto focale. Che cosa è la sensibilità e che cosa significa essere sensibili? L’empatia è una delle modalità del «sentire» più legate al dono di creatività, alla cultura, alla bellezza, alla ricezione delle opere d’arte, alla profondità e all’intensità delle relazioni umane, alla dedizione e alla cura del prossimo. Il páthos istruisce, illumina, rende edotti. È dunque connesso al lógos. Torna in mente Eschilo (525-456 a.C.), il grande poeta tragico, che nel Coro dell’Agamennone ci ha regalato un pensiero formidabile: «Impara dal dolore [páthos], è l’unico modo per vedere la luce».

Non solo il nostro, anche il dolore altrui è istruttivo, formativo. In che modo l’intra-soggettivo è legato all’inter-soggettivo? Oggi l’empatia è un tema di grande risonanza, dibattuto da diverse discipline proprio perché connesso a domande fondamentali. Chi è l’altro? Come posso comprendere che cosa vive e sente? Qual è il significato degli atti sociali, della solidarietà e della condivisione?

Empatia e intelligenza emotiva ci dicono che l’identità personale è relazionale. Proprio qui risiede una grande potenzialità per l’oggi e per il futuro dell’oggi. La formazione di un nuovo umanesimo, di una nuova cultura, di una nuova polis. Se traduciamo questa potenzialità in risorsa concreta, saremo in grado di perseguire il bene comune ed essere costruttori di pace.

 

di Patrizia Manganaro

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