Energia da biomasse

Durante una conferenza mondiale sulle biomasse, molti esperti hanno previsto che in soli 50 anni la produzione di energia elettrica da biomasse potrebbe coprire anche il 40% del consumo energetico mondiale. In campo energetico il termine biomassa indica tutti quei prodotti utilizzati per produrre energia, quali residui agricoli e alimentari e scarti dell’industria di legno. Le tecnologie per ottenere energia dai vari tipi di biomasse sono varie e lo sono anche i prodotti energetici che si ottengono.

Esistono due processi diversi per produrre energia delle biomasse: il processo di conversione biochimica e quello di conversione termochimica.

I processi biochimici operano grazie all’azione dei funghi e dei batteri che digerendo la materia organica, liberano molecole di scarto, preziose per l’essere umano. I principali prodotti che si ottengono con questi sistemi sono il biogas, bioetanolo, fertilizzanti per l’agricoltura e il calore. Il biogas può essere impiegato per il riscaldamento o per il funzionamento di alcuni impianti finalizzati alla produzione di energia elettrica. Il bioetanolo è un alcool che può essere utilizzato per alimentare il motore delle automobili ed è un carburante pulito ed economico. Un altro impiego interessante della biomassa è il riscaldamento degli allevamenti di bestiame e delle coltivazioni con la decomposizione dei prodotti di rifiuto, come il fogliame, con il quale si produce calore che può essere usato per riscaldare le serre e le stalle.

Sono idonei alla conversione biochimica le colture acquatiche, i rifiuti zootecnici, urbani e industriali.
Il processo di conversione termochimica si basa sulle reazioni chimiche dovute al calore, indispensabili alla trasformazione da materia in energia. Il legno e i suoi derivati, come trucioli o segatura e alcuni scarti di lavorazione sono le biomasse che si prestano meglio a subire questa lavorazione.

Il legno è stato per secoli la materia prima utilizzata dall’uomo e nel XVIII secolo la sua combustione ha permesso il funzionamento della macchina a vapore, ma con la rivoluzione industriale il legno cominciò a scarseggiare a causa delle deforestazioni realizzate per produrre energia; l’uomo ha dovuto quindi cercare fonti d’energia alternative, trovandole nel carbone e nel petrolio. Di recente però, l’esaurimento di questi carburanti fossili e l’inquinamento prodotto dalla loro combustione, hanno portato l’uomo a riutilizzare il legno e le biomasse come fonti energetiche.

Attualmente l’Europa ricava dalle biomasse il 3,5% dell’energia che usa, ma si stima che il mercato delle biomasse crescerà nel futuro. Alcuni dei paesi più attivi nella creazione di impianti di biomasse, grazie anche agli incentivi statali, sono Svezia, Olanda, Danimarca, Belgio, Germania e Austria. In Italia l’utilizzo di questa energia non è molto sviluppato, infatti copre solamente il 2% del fabbisogno energetico.

Il vantaggio principale dell’utilizzo della biomassa è nel fatto che vengono utilizzati i rifiuti di altri processi di trasformazione e produzione come materia primaria per generare dei nuovi combustibili, e questo garantisce un risparmio notevole nelle spese di lavorazione, modificazione e produzione. Uno degli svantaggi dell’energia prodotta da biomasse è rappresentata da un costo iniziale piuttosto alto, che rende molto complicato lo sviluppo di questi progetti, anche per i potenziali consumatori di medio livello incluse le piccole e medie imprese. Gli impianti inoltre richiedono vastissime estensioni di terreni per le colture specializzate, il che contribuisce ad aumentare la deforestazione.

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