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Falloplastica: un intervento molto più comune di quanto si pensi

Quando si pensa alla chirurgia estetica la nostra mente inquadra immediatamente la donna come protagonista, magari con interventi di mastoplastica al seno o lifting del viso. Ma il ricorso alla chirurgia estetica è oggi sempre più unisex: quella maschile, come la falloplastica, è sempre più frequente e cresce di anno in anno con percentuali a due cifre in Italia come all’estero.

falloplastica pietro lorenzettiDel cosiddetto ritocchino per lui, della chirurgia plastica per l’uomo, ne avevo già parlato qualche settimana fa sempre qui su piubenessere.it, spiegando come sta cambiando il mondo della chirurgia estetica maschile e quali siano gli interventi più richiesti dai pazienti.

Tra questi vi è la falloplastica, ovvero l’intervento di chirurgia plastica che consente di aumentare la lunghezza visibile del pene. Una tecnica particolarmente richiesta dagli uomini affetti da brevità. Come per tutti gli interventi di chirurgia plastica, anche quello di falloplastica necessita di una visita pre-operatoria approfondita. Permette al chirurgo di valutare le possibili tecniche da utilizzare, comparandole con le aspettative del paziente e prescrivendo gli accertamenti ematochimici e strumentali preoperatori.

L’intervento di falloplastica

Di per sé l’intervento di falloplastica consiste nella liberazione dell’asta dal legamento sospensore, a cui viene associata una plastica V->Y della cute alla base dell’asta (falloplastica di allungamento) e/o iniettando acido ialuronico o il proprio grasso (falloplastica di ingrossamento). Generalmente l’intervento viene eseguito in anestesia locoregionale e in regime di day hospital con una durata di circa un’ora.

Molti dei pazienti che si sottopongono a un’operazione di falloplastica, data la zona corporea delicata, sono spesso preoccupati del decorso post-operatorio. In realtà il decorso post-operatorio non è doloroso. Al termine della anestesia generalmente è presente un minimo fastidio che comunque scompare in 12-24 ore. Tanto che dopo 48 ore si possono riprendere le normali attività lavorative. L’attività sportiva potrà essere ripresa dopo 2 settimane. I rapporti sessuali dopo circa un mese. Per quanto riguarda cicatrici, l’incisione (una piccola V) viene eseguita nella cute pubica alla base dell’asta e chiusa con suture sottili. Dopo la ricrescita pilifera la cicatrice è praticamente invisibile.

Chi ha letto i miei precedenti articoli, avrà sicuramente notato il mio punto di vista sulla chirurgia estetica e, quindi, anche su questo delicato intervento. Ogni operazione di chirurgia plastica plasma il corpo del paziente. In quanto tale va portato avanti con criterio, nel rispetto della sicurezza dell’intervento nonché delle caratteristiche corporee del paziente stesso.

Prof. Pietro Lorenzetti

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