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Fangoterapia contro la pelle a buccia d'arancia: come fare?

Fangoterapia contro la ritenzione idrica, la pelle a buccia d’arancia e non solo!

Lo sapevi che la fangoterapia è un ottimo modo per combattere la ritenzione idrica, la pelle a buccia d’arancia ma anche per trattare reumatismi e dolori muscolari? Scopriamo come!

fangoterapia contro la pelle a buccia d'arancia
La fangoterapia è un trattamento che viene effettuato utilizzando fango termale a una temperatura di 45°-48°C, così da favorire la sudorazione e causando l’eliminazione delle tossine. I fanghi sono una melma costituita dall’insieme di una componente solida e di una componente liquida ed è utilizzato in fangoterapia sotto forma di “impacco”. La componente solida ha una base inorganica costituita soprattutto da argilla e da una organica rappresentata da microflora e microfauna. Nella componente liquida troviamo sia l’acqua del fango vergine che l’acqua minerale in cui  esso viene fatto maturare.

Azione della fangoterapia per contro la ritenzione idrica, la pelle a buccia d’arancia e non solo

L’azione dei fanghi è dovuta soprattutto all’effetto osmotico. Applicandoli sul corpo, si crea uno strato isolante che aumenta la temperatura della pelle e di conseguenza i pori si aprono favorendo la penetrazione dei principi attivi contenuti nella miscela. Grazie al calore del fango ed alle proprietà vasotoniche degli oli essenziali mescolati nell’impasto, esso aumenta la resistenza delle pareti cellulari e contrasta il ristagno dei liquidi interstiziali sulla pelle su cui viene applicato ed è per tale motivo che questo tipo di trattamento è utilizzato soprattutto dalle donne per combattere la pelle a buccia d’arancia.

Inoltre attraverso la fangoterapia vengono trattate malattie dell’apparato locomotore, in particolare i reumatismi, le cervicalgie e altre forme degenerative.

Fangoterapia: come si fa?

I fanghi, prima di essere applicati sulla pelle, devono maturare in acqua termale per almeno 6-12 mesi. Cosi, l’argilla, che compone il fango, acquisti tutte le proprietà chimico-fisiche dell’acqua termale. Una volta  completato il processo di maturazione, il fango è pronto per essere utilizzato a scopo benefico.

Al momento dell’applicazione, la temperatura del fango è stimata attorno ai 45-50°C. Il paziente che si sottopone alla fangoterapia viene ricoperto di melma in tutto il corpo oppure in una precisa zona corporea. La seduta si completa dopo 12-15 minuti. Successivamente, il fango va rimosso dalla pelle con l’aiuto di getti d’acqua, possibilmente tiepida. Una volta eliminato tutto il fango si consiglia un bagno termale alla temperatura di 35-37°C.

Solitamente, per favorire la sudorazione ed il ricambio idrico, il paziente si stende su un lettino e viene coperto con un panno caldo per 15 minuti. Questa fase della terapia viene definita reazione, ovvero il tempo in cui continuano le reazioni biologiche provocate dalla fangatura. L’effetto più evidente è costituito dalla intensa sudorazione che comincia durante l’impacco di fango e continua nel periodo di reazione.

Accortezze

La frequenza d’applicazione dei fanghi non dev’essere eccessiva. Infatti  è sufficiente un ciclo di tre impacchi da fare ogni 3-5 giorni. Questo tipo di trattamento va evitato in casi di epilessie, gravidanze, mestruazioni e ulcere emorragiche.

 

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