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La formazione fisico motoria

La vita di tutti i giorni offre poche possibilità di movimento e un’attività fisica molto ridotta. La mancanza delle necessarie sollecitazioni motorie entra in contraddizione con le caratteristiche e le doti biologiche dell’uomo che hanno bisogno del movimento per svilupparsi, mantenersi e non essere soggette a fenomeni di regressione, se non addirittura di involuzione.

Evidente è quindi la necessità che alle giovani generazioni, attraverso una formazione fisico motoria e sportiva razionale, siano offerti stimoli in grado di assicurare l’idoneo sviluppo delle loro funzioni psichiche e fisiche.

La formazione fisico motoria e sportiva nella giovane età ha questi obiettivi:

  1. Sostenere la formazione delle funzioni fisiche e dell’espressione della motricità.
  2. Compensare le influenze negative che il sistema di vita moderno può produrre sui giovani.
  3. Favorire l’incremento di abilità e comportamenti motori nell’organizzazione e nell’uso del tempo libero.
  4. Favorire la formazione di interessi per le diverse attività sportive, trasmettere conoscenze su quella parte della cultura moderna che è costituita dagli sport e dalla pratica.
  5. Aumentare la capacità di prestazione nella vita scolastica, famigliare, sportiva.

 

BENEFICI INDOTTI DALL’ALLENAMNETO IN ETA’ GIOVANILE

APPARATO MUSCOLO-SCHELETRICO

  • Corretta postura
  • Miglioramento della mobilità articolare
  • Tonicità delle masse muscolari

 

SISTEMA ENDOCRINO METABOLICO

  • Rapporto pondo-posturale favorevole
  • Incremento della massa magra
  • Corretta regolazione del controllo diencefalico dell’appetito
  • Corretto assetto glico-lipidico

 

APPARATO CARDIO-CIRCOLATORIO E RESPIRATORIO

  • Bradicardia
  • Valida gittata sistolica
  • Miglioramento dell’irrorazione periferica (capillarizzazione)
  • Facilitato ritorno venoso
  • Pressione arteriosa favorevole
  • Bradipnea
  • Incremento dei volumi polmonari
  • Incremento potenza aerobica
  • Miglioramento del recupero della frequenza cardiaca sotto sforzo

 

COMPORTAMENTO PERSONALITA’

  • Buon controllo emotivo
  • Buona adattabilità
  • Valida autostima
  • Buona capacità di socializzazione

L’allenamento infantile e giovanile non è l’allenamento degli adulti in scala minore. Ogni periodo di età ha i suoi speciali compiti didattici e le sue particolarità specifiche, dovute allo sviluppo. Gli stimoli che vengono applicati e quelli che vengono proposti sono orientati secondo le cosiddette “Fasi Sensibili”.

Si deve però sempre considerare che la coordinazione (la tecnica) e la condizione fisica sono considerate parallelamente, anche se con una adeguata accentuazione ora dell’una ora dell’altra.

La seconda età scolare è “la migliore età per l’apprendimento motorio” e dovrebbe essere sfruttata per garantire, attraverso un’attività di esercitazione finalizzata variabile, che siano acquisite la forma grezza, e, se possibile, persino la forma precisa delle principali tecniche sportive.

Ogni educatore che si interessi della formazione fisicomotoria e sportiva ha enorme responsabilità nella realizzazione degli obiettivi.

La sua attività sarà efficace solo se è in possesso delle conoscenze principali sui vari tipi di carico fisico (esercizi), sulle reazioni che provocano negli apparati.

“Il bambino non è un adulto in miniatura e la sua mentalità non è solo quantitativamente, ma anche qualitativamente diversa da quella degli adulti, e per questa ragione un bambino non soltanto è più piccolo, ma anche diverso” (Claparède 1973)

L’abilità nei propri movimenti contribuisce in modo rilevante ad aumentare la capacità di interazione con gli altri e l’autostima.

Tra il 5° e il 7° anno di vita, cioè alla fine dell’età prescolare, abbiamo il primo cambiamento della figura, caratterizzato di fatto dall’aumento della statura e dalla scomparsa delle sproporzioni tra le varie parti del corpo, proprie del bambino piccolo.

Nel periodo dell’età scolare esistono presupposti psico-fisici favorevoli per l’acquisizione di abilità motorie, che devono essere utilizzati per apprendere una grande quantità di tecniche di base, nella loro forma coordinativa generale, troviamo in primo piano la formazione polisportiva.

Negli sport che hanno bisogno di una formazione tecnica pluriennale e che deve essere iniziata precocemente (es. pattinaggio su ghiaccio, ginnastica attrezzistica, ecc.) già in questo periodo, occorre dedicare attenzione all’apprendimento della tecnica in forma più precisa.

L’eccellente capacità di apprendimento dei fanciulli dovrebbe essere utilizzata, fin dall’inizio, per apprendere i movimenti con precisione, facendo attenzione agli errati automatismi d’apprendimento di un movimento, per impedire che sia necessario un successivo processo di cambiamento di quanto appreso.
Le basi coordinative dei futuri risultati di altissimo livello sono poste nella prima e seconda età scolare.

Tutti i periodi di età sono tra loro strettamente interdipendenti: i livelli successivi si costruiscono sempre sulla base dei precedenti.

In questa età l’interesse verso lo sport cala di colpo. L’attività sportiva, che nell’età scolare era quasi vitale, ora subisce la forte concorrenza di altri interessi e perde la sua posizione predominante.

L’attività sportiva si basa soprattutto sul bisogno di contatti sociali con i coetanei; contrariamente all’età precedente, il confronto competitivo ed i bisogni di concorrenza con gli altri sono all’ultimo posto.

La prima fase puberale, rappresenta l’età della maggiore allenabilità delle qualità “condizionali” mentre quelle coordinative saranno stabilizzate.

Questo è un periodo di sconvolgimento, al vertice della lista delle cause per le quali una parte non trascurabile di adolescenti, proprio in un periodo nel quale sarebbero particolarmente importanti stimoli diretti allo sviluppo sportivo, smettono di praticare sport, poiché vi sono errori nell’impostazione dell’allenamento (troppo duro, monotono) nella direzione degli adolescenti.

All’allenatore spetta il difficile compito di mantenere e stabilizzare la motivazione a praticare sport.

Un’azione positiva per l’allenamento è svolta dall’esistenza di un maggiore equilibrio psichico; va ricondotta, ad una stabilizzazione della regolazione ormonale, che nella prima fase puberale era ancora soggetta a cambiamenti impetuosi.

L’equilibrio psichico, è determinato da influenze complesse da parte della scuola, della famiglia e dell’ambiente sociale, che portano ad una più accentuata formazione della personalità e ad una crescente integrazione sociale.

Le proporzioni equilibrate del corpo, la stabilizzazione psichica, lo sviluppo intellettuale ed il miglioramento della capacità di osservazione permettono di definire l’adolescenza come “seconda età aurea” per l’apprendimento motorio.

La capacità di carico psicofisico, simile a quella degli adulti, coniugata con l’elevata plasticità del sistema nervoso centrale – tipica di tutta l’età della crescita -ma che ancora si conserva in questo periodo, permettono di realizzare un allenamento di volume ed intensità maggiori.
In alcuni sport, nel corso dell’adolescenza, già abbiamo l’età dei massimi risultati, e ciò fa si che vengano sempre più adottati tutti quei metodi e quei contenuti che sono propri dell’allenamento degli adulti. L’adolescenza deve essere sfruttata per perfezionare le tecniche sportive specifiche e per acquisire la condizione fisica necessaria nello sport che si pratica.

Di Fabio Martella

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