Architettura Organica e Frank Lloyd Wright: uomo, natura e ambiente costruito

L’architettura organica è un ramo dell’architettura moderna che favorisce un’armonia tra l’uomo e la natura, proponendo un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale, attraverso l’integrazione dei diversi elementi artificiali propri dell’uomo (costruzione, arredo, ecc.), e naturali dell’ambiente esistente. Tutti diventano parte di un unico organismo interconnesso, inteso come spazio architettonico. L’Architettura organica corrisponde molto da vicino a società organica. Così si può sintetizzare ciò che sosteneva il maestro fondatore e l’interprete principale di questo tipo di architettura, Frank Lloyd Wright nel suo volume Architettura organica del 1939.

Frank Lloyd Wright e Architettura Organica

Un tipo di architettura che ha questo concetto trainante, rifiuta la sola ricerca estetica o il semplice gusto superficiale, così come una società organica dovrebbe essere indipendente da ogni imposizione esterna che va in contraddizione con la natura dell’uomo. Indipendenza quindi da ogni classicismo, ma libertà interpretativa di affrontare qualsiasi tema sempre in armonia con il tutto e ricercando soluzioni che in Wright sono formalmente perfette.

Frank Lloyd Wright e la sua Architettura Organica

Esempio di architettura organica si può trovare nel programma di Wright per le prairie houses. Plasma la struttura della costruzione armonizzandola con l’uomo e l’ambiente circostante. E’ la realizzazione di quel nuovo organismo in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale  il fine essenziale di questo tipo di architettura, e lo raggiunge in quelle opere nel suo livello più alto.

Le sue linee guida
  • Riduzione al minimo delle partizioni, l’aria e la luce devono permeare l’insieme realizzando un’unità architettonica.
  • Armonizzazione dell’edificio con l’ambiente esterno accentuando l’aggetto delle superfici orizzontali della casa.
  • Rendere l’abitazione più libera, umana ed abitabile eliminando la concezione delle stanze come luogo chiuso.
  • Creare proporzioni logiche ed umane alle aperture interne ed esterne rendendole naturalmente ricorrenti in tutta la struttura dell’edificio.
  • Evitare le combinazioni di diversi materiali, e usare per quanto possibile un unico materiale la cui natura deve legarsi all’edificio divenendo espressione della sua funzione.
  • Incorporare organicamente gli impianti come elementi interreagenti nella struttura dell’edificio.
  • Far divenire l’arredamento parte integrante dell’edificio come architettura organica col tutto.

 

Nuove Tendenze

Negli ultimi tempi abbiamo nuovi settori dell’architettura che rispettano la natura. L’architettura bioclimatica, l’architettura sostenibile, l’arcologia, l’architettura alternativa, l’architettura ecologica, la bioarchitettura, hanno portato nuovi apporti specialisti. Queste nuove tendenze “naturalistiche” ricercano un nuovo legame con la tecnologia “appropriato” all’insieme di riferimento. Ad esempio nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione di un green building.

Da ciò deriva il termine di tecnologia appropriata. Questa ricerca però è da sempre elemento portante dell’Architettura organica, che può essere definita come “madre” di tutte le architetture che tendono all’armonia tra uomo, tecnologia e natura.

Stile e Maestri

Vicino a Frank Lloyd Wright (1867-1959), che è comunque la personalità più importante di questo movimento architettonico, ricordiamo il suo quasi successore, l’altro architetto Americano Bruce Goff (1904-1982) e il finlandese Alvar Aalto (1898-1976). Sono stati loro a porre i canoni del progetto organico: un’architettura creativa e interpretativa dei bisogni più significativi dell’uomo, nello spazio e nel tempo ed in contatto e simbiosi con la natura. L’italiano Paolo Soleri (1919) ha evoluto le posizioni dei primi maestri fondando negli Stati Uniti l’Arcologia, fusione non solo letterale delle due parole architettura ed ecologia: un’architettura che dà attenzione alle relazioni ambientali tanto da diventare organicamente ecosistemica.

Richard Neutra (1892-1970) ha avuto anche lui un ruolo nello sviluppo dell’architettura organica; architetto in contatto l’International Style, ma costernato dalle categorie dello stesso, libero nello spazio delle sue strutture ed aperto all’ambiente esterno. In Italia l’architettura organica è stata annunciata nel dopoguerra da Bruno Zevi (1918-2000), teorico dell’architettura. Ha fondato nel 1945 a Roma assieme a Luigi Piccinato, Mario Ridolfi, Pierluigi Nervi ed altri, l’Associazione per l’Architettura Organica, mentre era in uscita il suo saggio “Verso un’Architettura Organica”.

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