Sangue e alimentazione

L’organismo umano produce e mantiene diversi tipi di liquidi, il più importante dei quali è il sangue. Ogni giorno il sangue si rinnova e quello vecchio viene distrutto: i prodotti di rifiuto presenti nel sangue vengono espulsi dai reni, dall’intestino crasso, dai polmoni e dalla pelle. I componenti ancora utili vengono invece trattenuti e usati dall’organismo.
Il sangue, costituito per la maggior parte da acqua, trasporta infatti alle cellule di tutti i tessuti corporei le sostanze di cui queste necessitano per la propria sopravvivenza e riproduzione e per le proprie funzioni e, contemporaneamente, preleva le sostanze di rifiuto, inutilizzate, e i residui.
L’organismo umano lavora continuamente per mantenere l’equilibrio di una serie di parametri vitali. L’ossigeno è la prima e principale fonte vitale di tutte le cellule, ed è particolarmente assorbito dalle cellule del cervello. Il trasporto dell’ossigeno, elemento fondamentale per ogni cellula, avviene per mezzo dei globuli rossi, la cui produzione inizia nell’intestino tenue per completarsi attraverso l’azione dei diversi organi.
Secondo i biologi sono necessari 120 giorni affinché i globuli rossi del sangue vengano rinnovati completamente. Ciò significa che dopo 10-12 giorni si ha già una differenza del 10% della qualità del sangue.
G. Ohsawa insegnava che ogni giorno si ha la possibilità di modificare la qualità del sangue e quindi è possibile curare le malattie del sangue come l’anemia e la leucemia, anche in breve tempo.
Tuttavia, per cambiare completamente gli organi e la costituzione della persona sono necessari diversi anni, nel corso dei quali il sangue nutre i tessuti, gli organi stessi ecc.
La velocità con cui avvengono questi cambiamenti è diversa per ogni singolo individuo. Gli organi di un bambino si depurano più velocemente di quelli degli adulti, grazie alla rapidità del metabolismo e al miglior sistema circolatorio, mentre le persone anziane incontrano più difficoltà nel rinnovare le loro cellule.
I globuli rossi contengono emoglobina, una proteina nella cui parte centrale si trova il ferro, il quale si lega l’ossigeno. Il ferro, legato all’ossigeno, dà al sangue il suo caratteristico colore rosso.
L’importanza del ferro quale elemento di trasporto dell’ossigeno ha portato troppo spesso alla falsa convinzione che fosse necessario assumere grandi quantità di ferro per migliorare l’ossigenazione del sangue, o per sopperire a problemi di anemia.
Per esempio, molte persone assumono il ferro di sintesi per ripristinare questo minerale in caso di carenza (che comporta anemia), senza considerare che l’organismo umano non riesce a trattenerlo a lungo, per cui dopo poco tempo l’anemia non tarda a manifestarsi di nuovo.
In sostanza, non è detto che introducendo un qualsiasi elemento nel sangue questo possa essere utilizzato tale quale, più spesso sono necessarie diverse componenti e diversi elementi, anche molto differenti da quello necessario, per poter raggiungere l’effetto desiderato.
Inoltre, come ci ha insegnato Sensei Ohsawa e come è confermato da Louis Kervran sulla base dei propri studi sulla trasmutazione biologica, non è necessario assumere un certo elemento per averlo nel corpo, perché quell’elemento, una volta trovato nel sangue, può trasmutarsi in un altro o essere inefficace.
Kervran dimostra infatti come l’introduzione di un elemento di cui il sangue sia carente potrebbe addirittura avere un effetto opposto a quello desiderato, a causa della sua trasmutazione nel suo antagonista e complementare.
Se si osserva, epr esempio, il funzionamento del mondo vegetale, un fenomeno sorprendente è quello della fotosintesi clorofiliana, cioè la capacità di produrre sostanze organiche legando anidride carbonica e acqua, a partire dalla luce solare, grazie a particolari pigmenti fotosintetici, tra i quali quello principale è la clorofilla. L’elemento centrale della reazione, la clorofilla, è una sostanza di formula complessa con costituenti simili all’emoglobina, pur avendo al suo centro magnesio anziché ferro.
Per certi aspetti, si può dire che la clorofilla nel mondo vegetale è omologa all’emoglobina nel mondo animale e nell’essere umano.
Quello che in effetti accade è che, se si ingeriscono cibi contenenti clorofilla, come le foglie verdi, i cibi che contengono ferro e altri minerali organici, il sangue, attraverso una trasmutazione biologica, incrementa il proprio contenuto di ferro e di emoglobina, migliorando l’ossigenazione dell’organismo ed evitando a priori problemi di anemia.
Il cibo determina la qualità del sangue: attraverso una buona alimentazione, senza cibi coltivati e trattati con sostanze chimiche di sintesi, né conservati in scatola o altro, senza mangiare troppo ecc., e con accurata masticazione si produce un buon sangue.
Il sangue di buona qualità attrae lossigeno e rende meno probabili la fatica cronica e le malattie. E’ importante consumare quotidianamente delle foglie verdi, che riattivano il sangue e quindi hanno un’influenza sull’intero metabolismo.
Gli animali mangiano le erbe per produrre il sangue e i tessuti. Mangiando la carne si può formare il sangue più rapidamente, ma la qualità di questo sangue è scadente e la sua attività è di breve durata.
Il processo attraverso il quale il consumatore assiduo di carne produce il sangue è un processo di decomposizione. Mentre il processo naturale di formazione del sangue è piante – sangue – carne.
Scegleindo il nostro cibo allo stadio finale di questa trasformazione forziamo il nostro organismo a produrre il sangue capovolgendo il processo naturale. Questa deviazione dalla legge naturale è causa di molte malattie, perché il processo naturale non avviene.
Un altro equilibrio importante è quello acido/base.
Il sangue umano, in condizioni normali, ha un pH compreso tra 7,35 e 7,45, quindi è leggermente alcalino. Quando il sangue scende a valori inferiori, ed è eccessivamente acido, si presentano tutta una serie di disturbi e malattie (dovute ad acidosi), mentre in caso di alcalosi si producono una serie di disturbi opposti e complementari ai precedenti. Anche una piccola acidificazione del sangue genera malattia.
Abbiamo all’interno dell’organismo alcuni meccanismi di riequilibrio (attività degli organi, secrezioni ecc) che servono a ristabilire il pH alterato del sangue; ma quando continuiamo a introdurre elementi che causano acidificazione o alcalinizzazione nel sangue, il nostro corpo perde prima o poi la capacità di reagire e l’acidosi o l’alcalosi diviene cronica.
Oggi, a causa della prevalenza di alimenti acidificanti (grassi, proteine, latticini, zucchero bianco, alimenti raffinati ecc.)nell’alimentazione, la maggior parte delle malattie di cui soffre l’uomo contemporaneo sono dovute all’acidosi.
Ma non bisogna pensare di raggiungere l’equilibrio nutrendosi solo di cibi alcalinizzanti.
A tal fine, è fondamentale avere un’alimentazione equilibrata, che deve apportare all’organismo entrambi i contributi in un corretto rapporto, consentendo ad ogni singola cellula del corpo di stabilire il giusto grado di alcalinità per non correre il rischio di ammalarsi: è bene tra l’altro ricordare che se il sangue è acido si abbassano le difese immunitarie e il corpo diventa più deboleed esposto ad ogni tipo di malattia.
Per questo bisogna evitare il consumo di cibi eccessivamente acidificanti (zucchero, prodotti animali, latticini, ecc.) ma anche contenere il consumo di cibi eccessivamente alcalini (per esempio il sale e in particolare quello raffinato).
Il cibo alcalinizzante non è migliore di quello acidificante: entrambi sono necessari nelle giuste proporzioni affinché, attraverso la digestione e le interazioni tra il cibo e il nostro organismo, si riesca a produrre un sangue ideale. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo tener conto del fatto che il sangue non è neutro, ma leggermente alcalino: è quindi attraverso una giusta scelta e un corretto abbinamento dei cibi, a cui va unita un’accurata masticazione, che si potrà avere un sangue forte e leggermente alcalino.
Possiamo quindi concludere che un cibo sano ed equilibrato produce un sangue euilibrato e ricco di tutte le componenti necessarie per nutrire e ossigenare ogni cellula del corpo e mantenere la salute dell’organismo nel suo insieme.

Fonti: Noboru B. Muramoto – Il medico di se stesso

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