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I tuffi

I tuffi sono uno sport in cui l’atleta deve saltare in acqua lanciandosi verso l’alto ed eseguendo con fluidità e coordinazione i più diversi movimenti acrobatici che vanno dai salti mortali agli avvitamenti con varie combinazioni, posizioni di partenza e orientamenti. Questa disciplina fa parte degli sport olimpici dal 1904. Nell’antichità i tuffi venivano eseguiti da differenti altezze soltanto durante la preparazione militare. Nel 1833 si svolsero i primi campionati europei e nel 1904 lo sport dei tuffi fu incluso tra il programma dei Giochi Olimpici. Fuori dal programma olimpico esiste un circuito dei “tuffi dalle grandi altezze”, nei quali gli atleti si lanciano da altezze che variano dai 20 ai 30 metri, in genere da piattaforme artificiali montate a strapiombo su laghi e fiumi o direttamente in mare.

I tuffi vengono eseguiti o dal trampolino o da una piattaforma rigida posta a grande altezza. Il trampolino consiste in una tavola lunga e flessibile che si piega quando il tuffatore salta ripetutamente alla sua estremità, per guadagnare in altezza e velocità prima del tuffo. Nelle principali competizioni esistono gare di trampolino a due altezze differenti, 1 e 3 metri e una gara di piattaforma a 10 metri. Durante le gare di tuffi gli atleti vengono valutati da una giuria che, tenendo conto del livello di difficoltà delle figure eseguite, assegna ad ogni concorrente un punteggio da 1 a 10. Vince il tuffatore che, fra tutti, ottiene il punteggio più alto. Per ogni tuffo la giuria valuta la fase di partenza, il volo e l’ingresso in acqua.  All’interno di queste tre fasi i giudici verificano:

– l’altezza massima raggiunta dall’atleta in volo;

– la distanza orizzontale dell’atleta dalla piattaforma durante il volo

– la posizione del corpo durante l’acrobazia: in particolar modo i piedi dovrebbero sempre toccarsi e le   capriole o gli avvitamenti dovrebbero essere eseguiti in modo corretto;

– l’angolo di entrata, che dovrebbe essere di 90 gradi.

I gruppi di tuffi eseguiti di norma dagli atleti sono sei:

– Gruppo 1: avanti, nel quale il tuffatore salta guardando avanti a sè e ruota in avanti;

– Gruppo 2: indietro, nel quale il tuffatore salta guardando la pedana e ruota indietro;

– Gruppo 3: rovesciato, nel quale il tuffatore salta guardando la piscina ma ruota indietro;

– Gruppo 4: ritornato, nel quale il tuffatore salta rivolto verso la pedana e ruota in avanti;

– Gruppo 5: avvitamento, comprendente qualunque tuffo nel quale l’atleta esegua un avvitamento,

– Gruppo 6: verticale, solo nella gare da piattaforma, comprende qualunque tuffo nel quale si parta dalla posizione verticale.

Durante il tuffo l’atleta può assumere quattro differenti posizioni di rotazione: teso, con gambe e braccia distese; carpiato, con gambe tese ma braccia piegate; raggruppato, con gambe e braccia piegate come per formare una palla e libero che consiste una qualsiasi delle tre combinazioni precedenti ma deve contenere un avvitamento.

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