Il pugilato

Il pugilato (boxe in francese o boxing in inglese) è uno sport di combattimento durante il quale, due atleti all’interno di uno spazio quadrato chiamato ring, si affrontano colpendosi con i pugni chiusi protetti da appositi guantoni. L’obiettivo del combattimento è quello di indebolire e mettere a terra l’avversario. Questo sport è conosciuto anche come la nobile arte, poiché ai suoi praticanti sono richieste qualità quali il coraggio, la forza e l’intelligenza.

Nasce come sport di difesa personale, ma nel XVIII secolo si decise di praticarlo a livello sportivo dandogli delle regole. La boxe di quei tempi era molto diversa da quella di oggi: i colpi venivano dati dall’alto verso il basso, il perimetro entro il quale combattevano i pugili era delimitato dagli stessi spettatori dell’incontro, il combattimento si svolgeva a pugni nudi e si proseguiva ad oltranza senza riprese. Quando James Figg, il primo che concepì che in questo sport difendersi era più importante di attaccare, decise di ritirarsi e fondò a Londra la prima accademia della boxe. La sua accademia portò questo sport verso la sua fase moderna. Egli può essere ricordato come il padre della boxe e l’Inghilterra fu il primo paese al mondo in cui nacque la figura del pugile professionista. Nel 1734 il campione d’Inghilterra fu Jack Broughton, rimasto famoso nella storia per aver formulato il primo codice di disciplina per i combattimenti di pugilato e per aver inventato i guantoni da combattimento. Già da alcuni anni attorno alla boxe ruotavano notevoli interessi economici, fatti di scommesse e premi in denaro ed è per questo motivo che si sentì l’esigenza di regole più rigorose tra le quali figurano l’obbligatorietà dei guantoni, la divisione dell’incontro in più riprese di tre minuti l’una e con un intervallo di uno, il KO del pugile, il quale perdeva se non si riprendeva dai colpi ricevuti entro 10 secondi e le categorie di peso. Queste regole trasformarono il pugilato in uno sport di abilità, destrezza e velocità e sono tutt’ora presenti.

Fondamentalmente il pugilato si basa su tre colpi:

–      Diretto: Colpo più importante e si attua avanzando leggermente colpendo con la mano che sta davanti, oppure facendo ruotare tutto il corpo nel senso del pugno, colpendo con la mano posteriore.

–      Gancio: Colpo potente e demolitore, è il colpo di chiusura per eccellenza. Il gancio per essere efficace deve essere eseguito a corta distanza.

–      Montante: Colpo dato dal basso verso l’alto, si attua ruotando la spalla in modo da imprimere potenza al pugno.

E’ noto che i  pugili sono divisi in categorie di peso e non possono avvenire incontri tra atleti di categorie differenti. Le categorie erano inizialmente soltanto tre: leggeri, medi e massimi. Dal 1987 le categorie professionistiche sono diventate 17, dai pesi paglia fino ai pesi massimi. Le categorie di peso per i professionisti sono in ordine:

–      Paglia

–      Mosca leggera

–      Mosca

–      Supermosca

–      Gallo

–      Supergallo

–      Piuma

–      Superpiuma

–      Leggeri

–      Superleggeri

–      Welter

–      Superwelter

–      Medi

–      Supermedi

–      Medio massimi

–      Massimi leggeri

–      Massimi

A dispetto dell’avvento delle regole moderne e l’adozione delle precauzioni suggerite dalla medicina dello sport, il pugilato resta ancora uno sport violento e talvolta lo scambio di colpi alla testa può comportare l’insorgere di traumi, che possono manifestarsi durante l’incontro oppure in un secondo momento.

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