Intervista al Dottor Spano: L’intervento di mastopessi per sollevare il seno

Come sollevare i seno e l’intervento di mastopessi. Il Dr Spano risponde alle nostre domande!

mastopessi per sollevare il seno: intervista al dott spanoDottor Spano, tutti sappiamo che ogni donna ha un rapporto personale con il proprio corpo, ma è innegabile che il seno rappresenti, per tutte, la parte più delicata e preziosa. Quali sono le cause del rilassamento della mammella?

Il tempo è il principale responsabile del cedimento dei tessuti: la pelle perde la sua naturale tonicità e si assiste al fenomeno denominato tecnicamente “ptosi” del seno. Quando diventa evidente, è spesso fonte di disagio, malessere e stress che può raggiungere livelli preoccupanti.

Anche le donne giovani, però, possono avere problemi di rilassamento del seno, con ripercussioni sul tono dell’umore e sull’autostima…

È vero, anche donne sui 30 anni soffrono per la perdita di tono del seno, e non è solo una questione di vanità: se le mammelle “cedono” e tendono a svuotarsi e ad appoggiarsi sul torace, tutto il corpo ne risente. Una donna accetterebbe con più serenità gambe meno toniche che un seno cadente. Purtroppo non esistono trucchi e scorciatoie che possano risolvere il problema. Bisogna diffidare dei rimedi low cost a base di principi attivi sconosciuti o inefficaci.

Parliamo di diete “feroci”, gravidanze e allattamento: cosa ne pensa?

Le diete “miracolose” e selettive, i digiuni ripetuti e l’attività sportiva senza controllo fanno forse perdere qualche chilo, ma nei posti sbagliati e privando l’organismo dei nutrienti necessari a mantenere il corpo sano. Il seno è la prima vittima e mostra la sua sofferenza con uno svuotamento precoce della porzione superiore, pelle spenta e smagliature.

È quello che si chiama “effetto fisarmonica”?

Sì, la pelle è naturalmente elastica, ma i cambiamenti di peso improvvisi la sottopongono a sforzi non indifferenti. La gravidanza? È normale che la donna acquisti peso durante i nove mesi di gestazione e il seno aumenta in seguito all’ingrossamento fisiologico della ghiandola mammaria. Con l’allattamento, anche il capezzolo subisce frequenti sollecitazioni.

Adesso entra in scena il chirurgo plastico, cosa le chiede la donna che entra nello studio?

Di essere ascoltata. La donna che si reca dal medico vuole esprimere le sue emozioni, le frustrazioni dovute al fatto che non si sentono capite dal partner, dalla famiglia o dalle amiche.

Come si svolge la prima visita?

Il primo passo consiste nel conoscere il ritmo di vita svolto dalla donna, le abitudini alimentari e la storia medica. Poi la visito e studio il tipo di pelle e il grado di rilassamento del seno. Se non dispone di un referto recente di mammografia, allora è necessario sottoporsi alla mammografia seguita dall’ecografia.

Bisogna farle entrambe?

Certo, sono esami complementari: ciò che sfugge alla prima, viene “catturato” dalla seconda.

Adesso la mastopessi, in cosa consiste?

La mastopessi, o mastopessia, è il sollevamento del seno con lo scopo di ottenere un décolleté rassodato e gradevole. Ma devo fare una precisazione importante: ogni donna è diversa dall’altra, anche se la problematica è simile. Addirittura, il singolo seno differisce dall’altro e questo vale anche per areole e capezzoli: i seni asimmetrici sono più comuni di quanto si pensi. Il compito del chirurgo plastico è consigliare il tipo di intervento adatto in base ai parametri raccolti, senza promettere l’impossibile e illudere la persona.

Quando si parla di interventi chirurgici, vengono in mente le eventuali cicatrici che si possono formare…

Come in tutti gli interventi la formazione di cicatrici è inevitabile: sta alle doti manuali del chirurgo fare in modo che siano quasi invisibili. Se il seno è abbondante è probabile che, per i vari motivi esposti in precedenza, scenda verso il basso. Con la mastopessi il seno viene risollevato ed eventualmente ridotto. Esiste una nuova tecnica: la “mastopessi ad autoprotesi”, che prevede il riposizionamento dei tessuti interni alla mammella ed evitare così l’inserimento di una protesi. La cicatrice verticale o a T rovesciata che compare nella porzione inferiore del seno, è minima.

Anche il seno piccolo è soggetto a cedimento?

Sì, per gli stessi motivi. Ma l’intervento di mastopessi lascia una cicatrice più piccola, specie se il rilassamento è minimo. Con la tecnica del lipofilling applicata alla mastopessi, si aumenta leggermente il volume del seno con l’iniezione di grasso corporeo prelevato in precedenza.
La degenza post operatoria è di una sola notte in reparto. Sono previste visite di controllo: la donna non è lasciata sola, ma accompagnata nella sua breve convalescenza.

Grazie, dottor Spano.

 

Dr Andrea Spano – Chirurgo Plastico Estetico

Leggi le interviste del Dott. Andrea Spano QUI

 

 

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