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Automobilismo

L’automobilismo è lo sport in cui si gareggia guidando delle automobili. In questa disciplina è fondamentale l’abilità del pilota, ma anche l’affidabilità dell’auto su cui egli gareggia. Le innovazioni che nel corso degli anni sono state sviluppate sulle auto da corsa e poi utilizzate nella produzione di serie sono numerose; un esempio sono i freni a disco, il cambio sequenziale e l’iniezione elettronica.

Le gare automobilistiche si dividono in due tipi:

– gare di velocità dove vince chi completa il percorso nel minor tempo.

– gare di regolarità in cui vince chi completa il percorso di gara tenendo la velocità media quanto più vicina possibile a quella stabilita in precedenza.

Un’ulteriore divisione possiamo farla in base al tipo di percorso:

– corse in circuito

– corse su strada

– corse su percorsi non asfaltati.

I campionati più famosi sono la Formala 1, il Rally e la Nascar.

La formula 1 è una gara di vetture monoposto che si svolge nelle piste di molti paesi del mondo. Nasce nel 1948 e nel corso degli anni le auto hanno subìto notevoli cambiamenti, dal motore anteriore a quello posteriore fino allo sviluppo dell’aerodinamica e dell’elettronica, peculiarità che caratterizzano le vetture di quest’ultimo decennio. Le auto moderne hanno il motore posteriore centrale e la carrozzeria in fibra di carbonio. I circuiti più antichi erano ricavati da normali strade cittadine chiuse al traffico, infatti durante i primi anni gli autodromi veri e proprio erano pochi, il primo fu quello di Indianapolis, mentre in Italia fu quello di Monza; solo negli anni settanta si realizzarono autodromi più moderni. Oltre alla pista di Montecarlo, i soli circuiti cittadini oggi in uso sono quelli di Valencia e di Singapore. Ogni circuito dispone di una “pit lane”, ovvero una corsia dei box, che è di solito collocata in corrispondenza del rettilineo principale.
Nel corso degli anni il sistema di punteggio è stato spessissimo oggetto di discussione, fra le varie proposte vi sono state ipotesi sull’attribuzione di punti a chi ottiene la pole position o il giro più veloce e addirittura al pit stop migliore. Dal 2010 il punteggio prevede 25 punti al primo classificato, 18 al secondo, 15 al terzo, 12 al quarto, 10 al quinto, 8 al sesto, 6 al settimo, 4 all’ottavo, 2 al nono e 1 al decimo. Al termine della stagione, chi totalizza più punti viene dichiarato vincitore dei due campionati annuali piloti e costruttori. Un Gran Premio di Formula 1 si svolge in tre giornate, durante il weekend, a partire dalle due sessioni di prove libere del venerdì, una sessione di prove ufficiali del sabato e la gara la domenica. Dalla stagione 2006 venne introdotto il sistema del “knockout”, ovvero tre sessioni di qualifica, la prima da 20 minuti, la seconda da 15 minuti e l’ultima da 10 minuti ed è durante quest’ultima che si compete per la pole position e per le prime dieci posizioni della griglia di partenza. La gara inizia con il giro di formazione, alla fine del quale le auto si piazzano sulla griglia di partenza nell’ordine di qualificazione, una volta completato il giro di ricognizione i piloti si portano sulla griglia di partenza e il semaforo accende le cinque luci rosse una dopo l’altra, quando le luci saranno spente la gara ha inizio. Le gare sono poco più lunghe di 305 km e non possono superare le due ore di durata. Durante la corsa ogni pilota può effettuare una o più sosta, detta “pit stop” per cambiare le gomme. Se avviene un incidente, con le vetture che occupano una parte della pista creando potenziali pericoli, entrano in azione le bandiere gialle e il regime della Safety car. Le gare di F1 vengono interrotte con la bandiera rossa sostanzialmente in due casi: quello di pioggia torrenziale tale da impedire la visibilità ai piloti, e in quello di gravi incidenti con presenza di feriti.

Il rally è uno sport che si svolge su strade sia asfaltate che sterrate, utilizzando vetture da competizione derivate da modelli stradali. In questa disciplina il regolamento prevede che la competizione debba svolgersi anche in caso di maltempo. Le strade pubbliche in cui i concorrenti vengono cronometrati si definiscono Prove Speciali, le quali devono avere una sede stradale stretta, sconnessa e tortuosa. Durante le Prove Speciali non sono predisposte alcun tipo di dotazioni di sicurezza e in Italia una Prova Speciale non può superare i 100 km/h di media oraria pena l’esclusione dal Rally l’anno successivo, mentre nelle gare di Campionato del Mondo e nei Campionati Nazionali di altri Stati non c’è un limite alla velocità media. Ogni equipaggio che partecipa ad un rally è composto da due conduttori, dove solitamente  il primo conduttore è il pilota e il secondo conduttore è il navigatore che ha il compito di seguire il “road book” fornito dagli organizzatori in cui sono illustrati in pianta i bivi stradali con la direzione da seguire e le distanze. Per poter gareggiare tutti i piloti e tutte le vetture iscritti al rally devono eseguire alcune verifiche sportive e tecniche ed effettuare le ricognizioni autorizzate controllate da commissari di percorso. Ogni rally prevede, a fine gara, un arrivo che decreta la fine della corsa ed il vincitore.

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