La meditazione

Lo ZEN è la pratica senza scopo, ne’ spirito di profitto. Esso puo’ essere racchiuso in un concetto, chiede semplicemente di essere praticato, ma la pratica stessa risiede nella non-pratica, il pensiero nel non-pensiero, la mente nella non-mente; è per questo che attraverso lo zen si superano tutte le forme di pensiero, annullando passato o futuro, esiste solo il presente….qui ed ora!

Quando ci si siede in Za-zen si dimentica il fine di ogni cosa…si respira…nulla più…nulla si cerca…nulla arriva.

Tra i più grandi maestri Zen ricordiamo: Bodhidharma(1686-1769), Dogen (1200-1253),  Eisai (1141-1215), Taisen Deshimaru (1914 –1982).

La meditazione è una tecnica che ci permette di generare una condizione ben più profonda del sonno, ma in una condizione d’ineccepibile veglia, meditare equivale ad essere consapevoli di qualunque cosa si stia facendo (o non facendo) in quel determinato istante, senza agire in modo automatico, con disattenzione o peggio ancora con svogliatezza:  Tutto qui: 

essere o diventare consapevoli, per quanto possibile,  dei propri atti, senza tensioni, aspettative, con scioltezza, senza prefigurarsi nulla. Il senso del presente, del qui e ora, conduce via via ad un rilassamento interiore che consente di percepire la vita per ciò che è. Per meditare è sufficiente prestare attenzione, osservare, con tanta tanta pazienza, perseveranza, in silenzioso raccoglimento.

Un esempio: Se getta un sasso in un laghetto la superficie s’increspa.

Le piccole onde che si formano sono come i pensieri. Ma se attendi un po’ le onde si placano, i pensieri svaniscono, la mente si calma.

Per far ciò non devi concentrarti sulle onde, ma osservarle e attendere.

In particolare, la concentrazione è solo la fase iniziale di talune tecniche, ma la meditazione in sé non è concentrazione.

A volte è arduo star lì quieti, attenti e fermi. Siamo così coinvolti da non riuscire a indugiare nemmeno un istante. Ed ecco gli artifici, i metodi, ecc., ma il punto è sempre lo stesso. Quell’identico, immutabile, intramontabile fulgido silenzio cui segue un senso d’integrazione, soddisfazione e completezza, un’energia tale da riuscire a superare con intelligenza numerosissimi ostacoli, una partecipazione esistenziale eccellente, ma senza eccessivi o superflui coinvolgimenti e sterili identificazioni emotive.Per i meditatori più esperti la distinzione tra interiorità ed esteriorità, mondo oggettivo e soggettivo, sacro o profano è solo funzionale, concettuale, poiché la realtà dell’evidenza scientifica coincide sempre con quella della verità soggettiva.

A cura di Fabio Martella

Maggiori informazioni http://www.fabiomartella.com

Leave a Reply

Impostazioni della Privacy
NomeAbilitato
Cookies
Utilizziamo i cookie per offrirti un'esperienza migliore sul sito web.
Google Analytics
Monitoriamo in forma anonimizzata le informazioni dell'utente per migliorare il nostro sito web.
x

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Puoi accettare o rifiutare la richiesta in conformità della legge europea GDPR