Intervista al Dr. Spano: il Laser Skin Resurfacing

Laser Skin Resurfacing: il tema del nostro incontro ha un titolo che suggerisce scenari da fantascienza e… tanti quesiti da sottoporle!

Il termine “laser” è usato genericamente in tanti settori come sinonimo di energia intensa e concentrata in un raggio termico polifunzionale. Gli specialisti in medicina estetica e chirurgica lo considerano un valido e affidabile strumento per curare i danni cutanei e la lassità dei tessuti dovuti all’età, a predisposizioni genetiche, a patologie ed episodi traumatici e infine a uno scorretto stile di vita. Il Laser Skin Resurfacing, o rinnovamento della pelle con il laser, ha come fine il visibile e duraturo ringiovanimento del tessuto cutaneo del viso, del collo, del décolleté, ma anche di zone delicate come l’interno delle cosce e delle braccia senza effettuare alcun tipo di lifting invasivo. Con la funzione SmartStack gli impulsi laser, da 1 a 5, si concentrano nello stesso punto e alla profondità desiderata: il controllo è preciso e monitorato costantemente. La vaporizzazione del tessuto interessato e l’azione termica non coinvolgono i tessuti circostanti.

Carnagioni chiare e carnagioni olivastre: il trattamento è consigliabile a entrambe?

La modalità di emissione SmartStack consente l’utilizzo sia sulle carnagioni chiare con fototipo da 1 a 3 che sulle carnagioni scure con fototipo da 4 a 6 senza provocare pigmentazioni chiare e visibili. I dermatologi classificano i fototipi da 1 a 6: è la quantità di melanina presente nella cute che causa la differente reazione ai raggi UV. Più la pelle è scura, maggiore è la permanenza concessa al sole.

Laser e medicina estetica: un connubio che incute timore in chi non ne conosce le potenzialità e pensa a effetti collaterali come dolore, scottature, macchie e cicatrici.

Le statistiche e la letteratura in proposito sono rassicuranti: affidarsi allo specialista serio che non crea illusioni e sa interpretare e indirizzare i desideri del paziente è condizione preliminare per la riuscita del trattamento. Etica professionale, esperienza e aggiornamenti costanti fanno il resto. Nel nostro caso, il laser frazionato CO₂ microablativo abbinato a radiofrequenza come il laser Smartxide² di DEKA è il dispositivo più potente, efficace e versatile a nostra disposizione: progettato per trattare e migliorare l’aspetto di cicatrici complesse come quelle ipertrofiche e perfino dei cheloidi, consente di eliminare le rughe del viso superficiali e profonde causate dall’inevitabile invecchiamento della pelle, dallo stress ossidativo provocato dai radicali liberi e dall’esposizione al sole senza protezione. Praticamente un lifting mini invasivo che, nei casi più lievi di ptosi palpebrale, sostituisce la blefaroplastica.

Sapiamo che i raggi UV e l’inquinamento atmosferico hanno effetti nefasti sulla pelle. Ma le macchie scure che compaiono sulle mani e sul viso sono segni del tempo.

Perfino i peeling chimici aggressivi praticati con leggerezza senza un’accurata visita dermatologica lasciano cicatrici e pigmentazioni superficiali scure di varia grandezza. Ma esistono altre cicatrici che lo Smartxide² con RF può cancellare: quelle da acne, un vero problema che affligge uomini e donne e non è sempre curabile con le creme e i sieri più costosi.

Dottore, lei ha messo in risalto la sinergia di laser microablativo e radiofrequenza: quali sono i vantaggi immediati?

La radiofrequenza bipolare ha la funzione di potenziare l’azione del laser frazionato CO₂ microablativo coinvolgendo gli strati più profondi della pelle. Otterremo, quindi, un tessuto connettivo più elastico, tonificato e vitale. I fibroblasti sottoposti alla stimolazione con radiofrequenza producono spontaneamente nuovo collagene e, in questo modo, i tempi di recupero si abbreviano. Devo sottolineare un ulteriore beneficio, frutto dell’associazione di anidride carbonica (CO₂) e radiofrequenza: la minore intensità di effetti collaterali come eritemi e arrossamenti fastidiosi. Il leggero rossore post intervento, naturale conseguenza del trattamento laser, scompare dopo 2 o 3 giorni.

Non ha parlato di anestesia o sedazione: eppure un po’ di bruciore o dolore superficiale durante il trattamento sembrerebbe inevitabile!

Immagini un sistema di raffreddamento della zona interessata, denominato Smart Cryo, che protegge gli strati superficiali della pelle e ne diminuisce la sensibilità. Nessun insopportabile bruciore durante l’applicazione! Dopo si deve raffreddare, comunque, la pelle per qualche ora e applicare quotidianamente la crema idratante ed eventualmente la crema antinfiammatoria prescritta.

Quanti trattamenti sono consigliati per ritrovare lo splendore perduto?

In genere, il protocollo stabilisce da 2 a 4 sedute a distanza di 30-40 giorni durante i quali la cute continua a rigenerarsi. Successivamente, dipende dai casi specifici, l’appuntamento diventerà annuale.

Le sue parole hanno sicuramente rassicurato chi vorrebbe sottoporsi allo Skin Resurfacing, ma ne ha paura. Grazie!

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