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L’efficacia della meditazione sull’equilibrio fisico e mentale

Un esperimento conferma l’efficacia della meditazione…

Basandoci sulla convinzione che il movimento del corpo riflette la stabilità dello stato mentale di una persona, abbiamo compiuto un esperimento con nove monaci Zen di grande esperienza nella meditazione e nove persone di età compresa fra i 25 e i 62 anni, che non avevano mai praticato questo tipo di disciplina mentale e fisica.
Ciascuno dei soggetti ha fatto trenta minuti di meditazione Zazen in una delle diverse posizioni – in ginocchio, seduto a gambe incrociate, in Kekkafuza o in Hankafuza. Con un particolare dispositivo, consistente in un filo a piombo, di una punta inchiostrata e di un foglio di carta bianca, abbiamo registrato la quantità e le direzioni dello spostamento della parte superiore del corpo di ciascuno dei soggetti durante la meditazione.

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Nella figura qui sopra sono riportate ricostruzioni medie tratte dalle effettive registrazioni. Qualunque fosse la posizione assunta, il corpo dei monaci Zen si muoveva molto meno e molto meno disordinatamente rispetto a quello degli altri.
In seguito abbiamo registrato i movimenti di persone semplicemente sedute e rilassate, non impegnate in una meditazione Zen, e abbiamo visto che essi sono frequenti e molto marcati. A quel punto ci siamo resi conto di avere quasi dimostrato la relazione profonda fra stabilità mentale e fisica, ma abbiamo deciso di compiere un’altra verifica, allo scopo di dare un più solido fondamento sperimentale a questa impostazione teorica.

…e i rapporti tra movimenti e stabilità mentale

Abbiamo, quindi, condotto lo stesso test sui movimenti del corpo di nove pazienti notoriamente afflitti da nevrosi. L’esperimento si svolse nello stesso luogo di quello precedente ed ebbe la medesima durata: trenta minuti. I risultati furono sorpredenti. Come si può vedere dalla ricostruzione dello schema medio di movimento, i movimenti del corpo di una persona afflitta da grave instabilità mentale sono più disordinati e più ampi di quelli di una persona normale priva di esperienza nello Zazen e, in genere, nella meditazione.

In breve, una persona stabile mentalmente può rimanere anche fisicamente stabile per un dato periodo di tempo; è probabile che quanto più piccola è l’ampiezza dei suoi movimenti durante tale periodo, tanto più stabile sia la sua mente.

Fonti: Meditazione Zen come terapia – Tomio Hirai

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