Intervista al Dr. Spano: l’otoplastica

Benvenuto dottor Spano, oggi la attende un argomento che interessa non solo gli adulti, ma anche i bambini: le orecchie a sventola.

Le statistiche ci informano che almeno l‘1-2% della popolazione mondiale presenta questa malformazione congenita dell’orecchio esterno. Nel mondo occidentale le orecchie ad ansa sono considerate un inestetismo che intacca l’armonia del viso.

Lei ha specificato la zona geografica: esiste un’insula felix dove le orecchie a sventola non sono viste come un difetto?

La medicina giapponese vede il lobo lungo come segno di equilibrio e le orecchie a sventola come naturali simboli di bellezza e fortuna.

Purtroppo in Italia sono causa di ansia e stress, soprattutto negli adolescenti…

Il fenomeno è diffuso già alle elementari: i bambini con le orecchie prominenti sono presi in giro e non tutti sopportano pazientemente di essere paragonati a Dumbo o a un pipistrello! Questa sofferenza si ripercuote sulla personalità ancora in fieri e sullo sviluppo dell’autostima. Per questo motivo l’intervento di otoplastica risolve prima di tutto un disagio psicologico profondo.

Come si comporta il chirurgo estetico plastico quando ha di fronte una persona con le orecchie sporgenti o troppo grandi?

Ascolto e cerco di comprendere i veri motivi all’origine della richiesta dell’intervento di otoplastica ancor prima delle domande di rito sullo stato di salute complessivo e di esaminare le analisi cliniche effettuate. Non sono uno psicologo, ma l’esperienza sul campo mi ha insegnato che il dialogo aperto e rassicurante è il primo passo per conquistare la fiducia della persona. Il secondo consiste nella visita e valutazione dell’entità della malformazione. Infine, consiglio una correzione del difetto studiata sulla particolare morfologia del viso.

Un orecchio è diverso dall’altro?

Le orecchie non sono mai perfettamente simmetriche: l’intervento corregge, infatti, sia il grado di sporgenza che l’asimmetria. In genere, effettuo un rimodellamento della cartilagine, agendo sul retro dell’orecchio, eliminando la cartilagine in eccesso e ricollocando il padiglione nella giusta posizione.

Quindi si agisce solo sull’orecchio esterno?

Esatto, e l’orecchio esterno è formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno. Il padiglione presenta due rilievi, o pliche, denominati “elice” ed “antelice”, e una depressione chiamata “conca”. Se non sono definite o sono inesistenti, il chirurgo estetico le ricostruisce in modo che l’orecchio assuma l’aspetto armonico desiderato.

I risultati sono definitivi?

Quando l’intervento si svolge in una struttura idonea e l’equipe operatoria è competente e specializzata, l’operazione di otoplastica è risolutiva e il risultato è soddisfacente e gradevole dal punto di vista estetico. L’intervento prevede l’anestesia locale con sedazione in regime di day hospital. Per alcuni giorni si deve portare una benda elastica di protezione, che sarà poi sostituita da una fascia da tennista da indossare per qualche settimana. La cicatrice? Invisibile, perché nascosta dietro l’orecchio.

Grazie per la chiarezza, dottor Spano. Arrivederci al prossimo incontro.

About the Author

Leave a Reply

Impostazioni della Privacy
NomeAbilitato
Cookies
Utilizziamo i cookie per offrirti un'esperienza migliore sul sito web.
Google Analytics
Monitoriamo in forma anonimizzata le informazioni dell'utente per migliorare il nostro sito web.
x

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Puoi accettare o rifiutare la richiesta in conformità della legge europea GDPR