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Potentilla: l’erba “scaccia-batteri”

Cresce nei terreni incolti e anticamente era considerata un prodigiosa guaritrice. Ancora oggi possiamo utilizzare le sue radici contro febbre, ascessi e dolori.

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La potentilla (detta anche tormentilla) è una pianticella simile alla fragola, molto diffusa in tutta Italia ma soprattutto nelle regioni montane. La si trova in particolare nelle zone soleggiate, nei terreni incolti ai margini dei fossi o lungo i sentieri. Ha fiori bianchi, gialli o rossi e dal momento che le sue foglie, durante i temporali, si piegano in avanti a proteggere i fiori, la tradizione popolare considera la potentilla simbolo di protezione materna.
Le sue virtù medicinali sono note sin dall’antichità: già la utilizzavano i greci e i romani e l’etimologia del suo nome ne conferma l’efficacia. “Potent” è riferito alle sue potenti proprietà curative, mentre “illa” rimanda all’idea di piccolo fiore. Pensate che di questa pianta si racconta che, durante un’epidemia di peste in Germania nel XIV secolo, una voce dal cielo la indicò come una panacea dal fantastico potere curativo! Non a caso la medicina popolare ne ha sempre utilizzato le radici e le foglie, ricche di tannini, sotto forma di decotto o di sciroppo: la potentilla in effetti è un buon astringente contro la diarrea e funziona da antifiammatorio contro la febbre e i dolori. Per uso esterno, invece, se ne impiegava il decotto, preparato con le radici, per curare le ragadi, le emorroidi, le infezioni gengivali e gli ascessi dentali. Un tempo si diceva che la potentilla guarisse anche dai morsi di animali velenosi.

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COME DECOTTO
Previene crampi e coliche

Prendete 15g di radice essiccata, mettetela in mezzo litro di acqua fredda e scaldate fino a raggiungere l’ebollizione. Lasciate riposare il tutto per 3-4 ore, filtrate e mettete il decotto in un contenitore: ideale da utilizzare per regolarizzare la peristalsi ma, soprattutto, in caso di crampi. In secondo luogo il decotto può essere usato anche come lozione locale sulla pelle irritata (2 volte al giorno).

IN TINTURA
Per le ferite che non si cicatrizzano

La trovate in erboristeria e, grazie al suo effetto antibatterico, potete utilizzarla in caso di infiammazione delle mucose del cavo orale attraverso sciacqui e gargarismi o tamponando il palato, le gengive o l’interno delle guance con la lozione non diluita più volte al giorno. In caso di ferite che faticano a cicatrizzarsi, scottature o emorroidi, praticate degli impacchi o eseguite dei semicupi con la tintura.

 

Di Vittorio Caprioglio

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