Come prevenire il diabete ereditario?

Il diabete ereditario è una delle malattie ereditarie più comuni. Come possiamo riconoscerlo e diagnosticarlo? Quali sono i sintomi? E, soprattutto, è possibile prevenirlo?

Come prevenire il diabete ereditario?

Come prevenire il diabete ereditario?

Quali sono i fattori di rischio per il diabete ereditario?

Vediamo quali sono i fattori di rischio che determinano una persona come ad alto rischio di riscontrare questa malattia:

– età superiore ai 45 anni
– condizione di sovrappeso (specialmente se il grasso è localizzato sull’addome)
– vita troppo sedentaria
– ereditarietà (soprattutto se si tratta di parentela di primo grado) con un diabetico
– per quanto riguarda le donne, l’aver partorito un bambino di peso superiore ai 4 Kg o aver sofferto di diabete gestazionale
– livelli di glicemia a digiuno alterati (fra i 110 a 125 mg/di)
– ipertensione arteriosa
– intolleranza al glucosio
– appartenenza a gruppi etnici che sono ad alto rischio di diabete (ispanici, asiatici, africani).

Un importante fattore di rischio è il peso alla nascita. I bambini che alla nascita pesano più di 4 kg o anche meno di 2,5 kg sono più inclini a sviluppare una insulino-resistenza e il diabete da adulti.

Sintomi

I sintomi del diabete possono variare ed apparire in maniera differente a seconda se si tratti di diabete di tipo 1 o di tipo 2.

– Nel diabete di  tipo 1, solitamente si verifica un esordio acuto, spesso relativo ad una condizione febbrile, con eccessiva sete (polidipsia), aumento della quantità e frequenza delle urine (poliuria), stanchezza (astenia), dimagrimento non giustificato, secchezza della pelle e aumento di infezioni.
– Nel diabete di tipo 2, invece, i sintomi si presentano più lentamente e spesso in modo meno evidente. Potrebbero manifestarsi casi di glicemia alta senza che si verifichino i sintomi. Di conseguenza, la diagnosi de diabete di tipo 2 non è immediata, e avviene quando la malattia è ormai in una fase già conclamata.

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi del diabete si formula secondo alcuni parametri:
– I sintomi di diabete (poliuria, polidipsia, perdita di peso inspiegabile) vengono associati ad un valore casuale di glicemia. Vale a dire, indipendentemente dal momento della giornata la glicemia supera o è pari a 200 mg/dl.
– La glicemia a digiuno (mancata assunzione di cibo da oltre 8 ore) supera o è pari a 126 mg/dl. Oppure
– La glicemia supera o è pari a 200 mg/dl durante una curva da carico (OGTT).

Inoltre, ci sono alcune situazioni cliniche in cui pur se la glicemia non supera i livelli stabiliti per definire il diabete, i suoi valori comunque non costituiscono una condizione normale.
In queste situazioni parliamo di Alterata Glicemia a Digiuno (IFG) quando i livelli glicemici a digiuno variano tra 100 e 125 mg/dl e di Alterata Tolleranza al Glucosio (IGT) quando i valori di glicemia 2 ore dopo il carico di glucosio si trovano tra 140 e 200 mg/dl.

Sono situazioni chiamate “pre-diabete”, e determinano un elevato rischio di sviluppare la il diabete anche se attualmente non rappresentano una condizione di malattia. Nella maggior parte delle volte si associano a problemi di sovrappeso, dislipidemia e/o ipertensione e rappresentano anche a un rischio maggiore di problemi cardiovascolari.

Come prevenire?

Attualmente non esistono metodi per prevenire l’insorgenza del diabete 1. Invece è possibile prevenire il diabete 2, che è quello più diffuso e insorge per la maggioranza dei casi in età adulta.

La prevenzione è considerata la strada più efficace per evitare l’insorgenza di questo tipo di diabete. Molto più efficace di qualunque tipo di farmaco.
Infatti, studi effettuati al Diabetes Prevention Program e al Finnish Diabetes Prevention Study, dimostrano che la strada più promettente è un’alimentazione sana il costante esercizio fisico riducono anche del 58-60% il rischio di diabete per le persone che sono cpredisposte a sviluppare la malattia.

 

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