Psicoanalisi Classica (Freudiana): Teoria

Nel XIX secolo il disturbo psichico era considerato il sintomo di un disturbo organico sottostante, ma, il fenomeno dell’ipnosi, che consentiva di far sparire o indurre sintomi negli isterici, portò i medici dell’epoca (il più noto dei quali J.M. Charcot) a ritenere che i fenomeni psichici fossero indipendenti da quelli organici. Sigmund Freud adottò il metodo di Breuer (catartico), il cui presupposto era che il disturbo psichico fosse originato da un blocco dell’energia affettiva collegato a ricordi penosi dimenticati. Per Freud era centrale il concetto di conflitto (concezione dinamica ed energetica della psiche): il disturbo nasce dall’urto di energie opposte (vita pulsionale da una parte e istanze di controllo dall’altra). Il sogno è la “via regia” per accedere all’inconscio: durante lo stato onirico infatti i contenuti inconsci hanno la possibilità di manifestarsi grazie alla ridotta attività della coscienza. Durante il sogno agisce però il meccanismo della censura, che è la forza antagonista del desiderio: le scene rappresentate nei sogni sono perciò un compromesso fra queste due forze e non sono altro che dei simboli che devono essere decifrati (simbolismo, spostamento, condensazione). La vita psichica è una costante opposizione tra conscio e inconscio, in cui la coscienza rappresenta solo una piccolissima ma importante parte del mondo psichico (“l’unica luce che ci illumina nel buio della vita psichica”). Freud elabora un complesso di teorie detto metapsicologia per descrivere l’apparato psichico e i fattori (non coscienti) che lo compongono: esso viene considerato da un punto di vista topico (entità spaziale dove sono collocati i diversi fattori psichici), dinamico (vi sono forze che si oppongono al passaggio da un sistema all’altro), economico (riguarda la quantità di energia impiegata dai processi psichici). Freud parla in un primo periodo di conscio, preconscio e inconscio (sistema creato dalla rimozione) e in un secondo di Es, Io e Super-Io (sistema generato da una sorta di sviluppo genetico).

ES. Rappresenta il polo pulsionale della personalità i cui contenuti sono in parte ereditari e innati, in parte rimossi e acquisiti. L’Es è guidato dal Principio di Piacere: cerca di soddisfare le esigenze biologiche dell’individuo. Indagando sui contenuti fantasmatici dell’Es Freud giunge alla formulazione della teoria delle pulsioni in cui la libido si esprime percorrendo le varie zone erogene, ognuna delle quali rappresenta una fase della sua evoluzione.

Le fasi dello sviluppo della libido sono:

  • Orale: i contenuti fantasmatici si costituiscono sulle percezioni primarie (gustative, olfattive, tattili, ecc.),
  • Anale: inizia con l’educazione degli sfinteri; è la prima esperienza del bambino in rapporto all’ambiente;
  • Fallica: caratterizzata dal complesso di Edipo e la conseguente angoscia di castrazione;
  • Genitale: fa la sua comparsa nell’età dello sviluppo con la piena maturazione degli organi genitali.

Lo sviluppo della libido può subire degli arresti per l’interferenza della fissazione o della regressione, portando lo sviluppo psichico a fasi precedenti con conseguente comparsa di sintomi nevrotici.

IO. L’io adatta le esigenze biologiche espresse dall’Es affinché siano accettabili dal mondo esterno (segue il Principio di Realtà) con cui ha rapporti, al contrario dell’Es. L’Io utilizza l’angoscia come segnale di allarme di fronte all’eccessiva pressione delle pulsioni e organizza i meccanismi di difesa per trovare un compromesso fra esigenze dell’Es (pulsionali) e mondo esterno.

I principali meccanismi di difesa sono:

  • Identificazione: tramite l’incorporazione, consente all’Io di sentire come proprie qualità positive e tramite la proiezione di attribuire quelle negative all’esterno;
  • Rimozione: mantiene inconsce e quindi estranee le rappresentazioni istintuali temute;
  • Sublimazione: sposta la pulsione sessuale verso una meta considerata più nobile e socialmente accettabile (tipicamente l’arte).

SUPER-IO. Le difese dell’Io contro il mondo pulsionale si evolvono a tal punto da formare un’istanza superiore (il Super-Io appunto) che diventa autonoma e ha tratti di incoercibilità simili a quelli dell’Es. Esso si forma attraverso l’identificazione del bambino con l’immagine degli educatori o trasformando le cariche pulsionali aggressive dell’Es in istanze autopunitive. Secondo Freud è grazie al Super-Io che è nata l’etica e di conseguenza la civiltà.

Negli ultimi anni di vita Freud supera il dualismo fra libido, che rappresenta il mondo biologico (espressa dall’Es) e pulsione di conservazione che rappresenta l’ambiente sociale (espressa dall’Io) e sposta il conflitto psichico totalmente all’interno del biologico fra pulsione di vita (Eros) e pulsione di morte (Thanatos). Da una parte Eros tende a creare organizzazioni di realtà sempre più complesse, dall’altra Thanatos cerca di tornare a uno stato di esistenza primordiale, verso stadi di organizzazione inferiori.

A cura del Dott. Aldo Gabardo

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