Rimedi Capezzoli introflessi: cosa sono e in che modo possiamo intervenire?

I capezzoli introflessi sono una caratteristica congenita che riguarda una discreta percentuale di persone. Consiste in una caratteristica anatomica congenita descritta dall’assenza di prominenza del capezzolo. Quest’ultimo, dunque risulta “risucchiato” all’interno del seno. Riguarda di media 20 donne su mille, e di solito dipende da fattori ereditari.

cause e rimedi capezzoli introflessi

Quali sono le cause e i rimedi per il capezzoli introflessi?

I capezzoli introflessi possono essere presenti sia nelle donne che negli uomini. Anche se non c’è nulla di preoccupante in un capezzolo introflesso, per la maggior parte delle donne il seno è importantissimo, non solo per un fattore estetico, ma soprattuto nel caso di allattamento. Vediamo dunque che rimedi si possono applicare.

Cause dei capezzoli introflessi

I capezzoli introflessi si presentano quando i dotti galattofori, che sono responsabili del trasporto del latte, sono troppo brevi e c’è del tessuto fibroso all’interno del capezzolo. In casi più rari, possono essere causati da interventi chirurgici o infiammazioni, come anche dopo l’allattamento.

Si possono presentare i capezzoli introflessi solo su un seno (unilaterale) oppure su entrambi i seni (bilaterale). Inoltre, a seconda del grado di introflessione possono essere diversi.

Mediamente nel 2% delle donne si presenta questa condizione di retrazione del capezzolo. I fastidi fondamentali sono di natura estetica – soprattutto se uno solo dei capezzoli è introflesso – e difficoltà con l’allattamento. Questa condizione si chiama anche “capezzolo invertito” o “capezzolo cieco”.

Rimedi capezzoli introflessi: come intervenire?

A seconda del grado di introflessione, e se prevedi di allattare, si possono stabilire diversi metodi di trattamento.

  • Introflessione è di primo grado: il capezzolo si protrae facilmente quando si applica una leggera pressione sull’areola. In questo caso, probabilmente una semplice stimolazione manuale può essere di aiuto ad allentare il tessuto fibroso permettendo cosi al capezzolo di allungarsi più facilmente.
  • Introflessione di secondo o terzo grado: il capezzolo si protrae quando si applica pressione, anche se con difficoltà, e si ritrae appena la pressione viene allentata. Nel introflessione di terzo grado invece, il capezzolo è retratto e non risponde ad alcuna manipolazione. In questo caso è impossibile estrarlo naturalmente.

In questi casi sarebbe opportuno consultare un medico per definire la terapia. Spesso, i metodi non invasivi risultano insufficienti e bisogna ricorrere alla chirurgia plastica contro i capezzoli introflessi.

Nel caso di gravidanza e di allattamento, sarà necessario chiedere al proprio medico o alle infermiere istruzioni su come procedere per alimentare il vostro bambino.

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