Lo sci nautico

Lo sci nautico è uno sport acquatico inventato intorno agli anni venti e unisce in un’unica attività sportiva lo sci da neve ed il surf. Lo sciatore è trainato tramite una corda in nylon da un’imbarcazione e trattenendo saldamente l’altra estremità della corda, terminante in un triangolo definito bilancino, scivola sopra l’acqua per mezzo di vari tipi di sci, diversi a seconda della specialità che si sta eseguendo. Il suo inventore è Ralph Samuelson, figlio di un meccanico di barche, che nel 1922 provò a farsi trainare da una barca sia con un paio di assi di legno dritte, che con gli sci da neve, ma il risultato non lo convinse. Decise allora di farsi intagliare un paio di assi di legno con la punta ricurva verso l’alto e nel 1925 si fece trainare da un idrovolante alla velocità di 130 km/h. Nel 1937 ebbe una frattura alla schiena ed interruppe tutte le sue attività avendo però già posto le basi di quello che poi diventerà lo sci nautico. Durante gli anni trenta si adottò un triangolo con impugnatura rivestita in gomma, il bilancino, si passò a provare la posizione su un singolo sci con i piedi posti uno dietro l’altro in posizione verticale. Dopo la seconda guerra mondiale lo sci nautico si diffuse in tutto il mondo e negli anni cinquanta nasce la distinzione delle tre discipline dello sci nautico classico tutt’ora presente: Slalom, Figure, Salto sulla rampa.

Lo slalom è la disciplina più praticata nell’ambito delle discipline classiche. Bisogna aggirare 6 boe per aggiudicarsi l’accesso al passaggio successivo. Ad ogni passaggio la velocità del motoscafo aumenta fino ad arrivare ad un massimo di 58 km/h per i maschi e 55 km/h per le femmine. Una volta raggiunta la velocità massima ad ogni successivo passaggio viene accorciata la corda. Lo sciatore che avrà totalizzato il maggior numero di boe con la corda più corta sarà il vincitore.

Le figure sono una disciplina che normalmente viene eseguita con uno o due sci molto corti. Le figure sono simili a quelle che si vedono nel pattinaggio artistico o nella ginnastica a corpo libero. Si va dalla semplice rotazione dello sci a figure più complesse che comprendono anche salti mortali e figure con la corda nel piede. Durante la gara lo sciatore ha a disposizione due passaggi di 20 secondi ciascuno per eseguire il massimo numero di esercizi. Ogni figura ha un punteggio in base alla difficoltà e il vincitore è colui che raccoglie il risultato più alto.

Il salto è la specialità più emozionante dello sci nautico e viene effettuato usando due sci molto lunghi. In questa gara lo sciatore cercherà di arrivare sul trampolino con la massima velocità per avere la spinta più grande. Ogni sciatore ha a disposizione tre tentativi dal trampolino e vince il salto più lungo.

Gli sci di questo sport sono costruiti in fibra di carbonio, graphite o kevlar e presentano un’anima interna in poliuretano espanso oppure in legno. Lo sci da slalom ha una parte in alluminio, chiamata deriva, che ha la funzione di dare direzione allo sci e la sua profondità può essere regolabile dallo sciatore stesso. Gli sci da salto invece presentano una piccola deriva fissa ciascuno, della profondità massima che si aggira intorno ai 3 cm., mentre lo sci da figure non presenta deriva, poiché in questa disciplina vengono eseguiti un grande numero di rotazioni in asse e su sé stessi.

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