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Il sonno dei monaci Zen è diverso

Rilevando le onde cerebrali dei monaci Zen durante il sonno, abbiamo ottenuto gli stessi risultati, con una differenza importante però: per quanto profondo il sonno del monaco, questo è sempre pronto a rispondere agli stimoli esterni. Ciò resta vero anche mentre il cervello emette solo onde di bassissima frequenza. Ovviamente, il merito di questa capacità va, in una certa misura, attribuito alle pratiche meditative svolte durante il giorno; ma non bisogna sottovalutare l’importanza – sul fianco – tenuta durante il sonno.

Abbiamo già detto che il sonno Zen consiste nel dormire su un fianco e che non c’è alcun bisogno di sostituire un letto confortevole con il pagliericcio monastico. Questo è vero perché, quando ci si sdraia su un fianco, il corpo forma una linea pressoché  perfettamente orizzontale, dalla testa ai piedi, con una leggera curvatura a “S” nella spina dorsale. Ciò significa che la postura perfettamente orizzontale è naturale per il corpo, indipendentemente dal materiale su cui poggia. Di conseguenza, i viaggi e la necessità di dormire in letti a cui non si è abituati – due situazioni spesso citate come causa di insonnia occasionale – non hanno alcuna influenza sulle persone che adottano la posizione Zen. Inoltre, chi soffre di insonnia abitualmente vi può trovare qualche sollievo: in effetti, pazienti che arrivano alla clinica universitaria di Tokyo accusando insonnia di intensità leggera o moderata vengono curati variando semplicemente il modo in cui sono soliti coricarsi.

Una posizione naturale che è anche una cura

Il dormire in questa posizione naturale, in cui la spina dorsale non è sollecitata indebitamente, favorisce la salute e il regolare funzionamento del sistema nervoso parasimpatico, che controlla il cuore, i polmoni, lo stomaco, gli intestin e altri organi interni. Questo significa che il sonno Zen può aiutare nelle cura delle infreddature, della pressione alta, della costipazione, della diarrea, della mancanza di appetito e di altre condizioni, non gravi ma fastidiose. Un esempio è il modo in cui, con questo metodo, si possono curare i geloni alle mani e ai piedi, in particolare nelle donne di mezza età che ne soffrono d’inverno o ogniqualvolta la temperatura si abbassa drasticamente.

I geloni sono causati dalla costrizione dei capillari nelle estremità. Il sistema nervoso parasimpatico controlla anche il funzionamento e la buona salute dei capillari; pertanto se si adotta una posizione naturale durante il sonno per stimolare un funzionamento più vigoroso di questo sistema, i capillari svolgono il loro ruolo con maggiore efficienza, e i geloni miglioreranno fino a scomparire. In conseguenza dell’urbanizzazione, dell’inquinamento dell’ambiente, e di molti altri fattori stressanti nella vita di ogni giorno, l’umanità è soggetta a molti nuovi tipi di semi-infermità o di infermità.

La salutare disciplina Zazen dà un efficace sollievo ristabilendo l’equilibrio fisico e mentale e alleggerendo la tensione del sistema nervoso centrale. In questo modo essa può rendere la salute a quell’enorme folla di persone che ora è “malatta a metà”.

 

Fonti: Meditazione Zen come terapia – Tomio Hirai

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