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Tesi basate sulla Teoria dell’Attaccamento

La nascita della teoria dell’attaccamento si deve allo psicologo inglese John Bowlby che, negli anni ’50, svolse una ricerca per conto dell’OMS sulle condizioni psichiche dei bambini privati del nucleo familiare. Bowlby si avvalse dei metodi dell’etologia, della teoria dei sistemi e della psicologia cognitivista, giungendo alla conclusione che un bambino privato della madre (in età compresa fra il sesto e il nono mese e il terzo e il quarto anno) reagisce con tre fasi di comportamento: protesta (reazione iniziale caratterizzata da urla e grida, resistenza al conforto degli altri), disperazione (rassegnazione, apatia, inattività, depressione) e distacco (allontanamento emozionale e riorganizzazione emozionale). La nuova concezione dello sviluppo era incentrata sul concetto di “attaccamento” (tendenza innata a stabilire legami con individui della stessa specie). Il legame madre-bambino è centrale in questa teoria, perché su di esso si fonda la costruzione dei futuri legami affettivi dell’individuo adulto: eventuali disturbi psicopatologici deriverebbero da alterazioni di tale legame. Per Bowlby, inoltre, l’attaccamento è necessario per la sopravvivenza della specie: “The propensity to make strong emotional bonds to particular individuals [is] a basic component of human nature” (la propensione a creare forti legami emotivi con alcuni individui è una componente basilare della natura umana).

Caratteristiche dell’attaccamento:

  • Prossimità: il bambino cerca di stare vicino alla figura di attaccamento
  • Porto sicuro: di fronte a una minaccia il bambino torna dalla madre per sentirsi al sicuro
  • Base sicura: la madre funge da base sicura da cui il bambino si può allontanare per esplorare il mondo esterno e tornare in caso di necessità
  • Ansia da separazione: l’angoscia che emerge nel bambino quando la madre si allontana.

Le tre considerazioni fondamentali di Bowlby sull’attaccamento sono:

  1. Se il bambino cresce con la sicurezza che la figura di attaccamento è sempre disponibile sarà meno soggetto a provare paura rispetto a chi non ha tale sicurezza;
  2. La fiducia nella figura di attaccamento si forma nei periodi fondamentali dello sviluppo (infanzia, fanciullezza e adolescenza) e rimane immutata per il resto della vita;
  3. Le aspettative riguardo alla disponibilità o meno (e quindi alla sicurezza) della figura di attaccamento derivano dalle reali esperienze vissute dal bambino nel passato.

Negli anni ’70 la psicologa Mary Ainsworth ampliò la teoria dell’attaccamento grazie agli esperimenti condotti tramite la nota “strange situation” che prevedeva l’osservazione di bimbi fra i 12 e i 18 mesi che venivano lasciati da soli o in compagnia di un estraneo per brevi periodi di tempo e successivamente riuniti alla madre. La Ainsworth giunse alla conclusione che esistono tre tipi di attaccamento ai quali, successivamente, i ricercatori Main e Solomon (1986) ne aggiunsero un quarto.

Gli stili di attaccamento sono:

  • Sicuro
  • Insicuro ambivalente
  • Insicuro evitante
  • Insicuro disorganizzato (Main e Solomon)

Gli stili di attaccamento formatisi in infanzia non sono necessariamente identici a quelli che si formano in età adulta, perché è passato molto tempo e ci sono, quindi, state molte esperienze, anch’esse importanti per la formazione dei successivi legami adulti di tipo romantico. Un bambino che dimostra un attaccamento sicuro può diventare insicuro da adulto e viceversa.

Secondo gli studiosi Hazan e Shaver i migliori predittori dell’attaccamento adulto sono la percezione che gli individui hanno della propria relazione con i genitori e di quella intercorrente fra i genitori stessi. Gli stessi ricercatori hanno rilevato diverse convinzioni sulle relazioni da parte di soggetti adulti in base al loro stile di attaccamento: quelli con attaccamento sicuro pensano che l’amore sia destinato a durare a lungo, gli ambivalenti si innamorano frequentemente, mentre gli evitanti descrivono l’amore come raro e temporaneo.

Corrispondenza fra stile di attaccamento nell’infanzia e in età adulta.

Anche se lo stile di attaccamento sperimentato durante l’infanzia non è una sorta di marchio indelebile che ci contrassegnerà per tutta la vita perché le relazioni, le esperienze e perché no, una psicoterapia, possono fare in modo che questo stile cambi, numerose ricerche hanno trovato precise corrispondenze fra i legami che si creano in età infantile e quelli dell’età adulta.

  • Attaccamento sicuro

Bambino

  • Tollera la separazione dal genitore
  • Cerca il conforto dei genitori quando è spaventato
  • Saluta il ritorno dei genitori esprimendo emozioni positive
  • Preferisce i genitori ad uno sconosciuto

Adulto

  • Ha relazioni durature all’insegna della fiducia
  • È dotato di alta autostima
  • Si sente a suo agio nel condividere sentimenti con il partner e con gli amici
  • Cerca il supporto sociale
  • Attaccamento insicuro ambivalente

Bambino

  • È estremamente sospettoso degli estranei
  • Prova grande angoscia da separazione quando i genitori si allontanano
  • Non è rassicurato dal ritorno dei genitori

Adulto

  • Non ama la vicinanza col prossimo
  • È preoccupato che il partner non lo ami
  • Rimane sconvolto quando una relazione finisce
  • Attaccamento insicuro evitante

Bambino

  • Evita i genitori
  • Non cerca il contatto e il conforto dei genitori
  • Non sembra preferire la presenza dei genitori a quella di un estraneo

Adulto

  • Ha problemi a condividere l’intimità
  • Emotivamente è poco coinvolto nelle relazioni sociali e in quelle romantiche
  • Non vuole o è addirittura incapace di condividere pensieri ed emozioni col prossimo
  • Attaccamento insicuro disorganizzato

Bambino

  • Non dimostra uno stile di attaccamento ben definito
  • Mostra diversi comportamenti che non seguono un pattern preciso: dalla resistenza all’evitamento
  • Sembra confuso, disorganizzato a apprensivo
  • Quando è più grande (6 anni circa) interpreta il ruolo del genitore e può essere lui a prendersi cura dell’adulto (inversione dei ruoli)

Adulto

Di solito sviluppa strutture francamente psicopatologiche di personalità

L’attaccamento adulto presenta naturalmente alcune differenze con quello del bambino perché riguarda i legami che si creano con tutte le persone significative: il partner, ma anche i genitori stessi, i fratelli, gli amici e gli eventuali figli. Il trasferimento dei legami di attaccamento dai genitori a persone estranee alla famiglia avviene durante l’adolescenza.

Lo stile di attaccamento adulto è classificato in base al grado di angoscia di separazione e al livello di evitamento in quattro categorie:

  • Sicuro (bassa angoscia, basso evitamento): soggetti che hanno un’alta autostima, capaci di condividere l’intimità ma anche di essere autonomi; traggono conforto dalle relazioni sociali; hanno relazioni sentimentali lunghe, stabili e soddisfacenti, caratterizzate da un alto investimento emotivo.
  • Preoccupato (alta angoscia, basso evitamento): soggetti che si sentono inadeguati; sono sempre vigili e preoccupati; traggono scarsa soddisfazione dalle relazioni.
  • Distanziante (bassa angoscia, alto evitamento): persone che si considerano degne di ricevere amore ma che si staccano freddamente dagli altri perché percepiti come sleali; non sono interessati alle relazioni che non danno loro soddisfazione e nelle quali non amano condividere l’intimità.
  • Evitante – Spaventato (alta angoscia, alto evitamento): questi individui tendono ad evitare il contatto con gli altri per tutelarsi da un eventuale rifiuto sociale; difficilmente si innamorano ed evitano l’intimità.

L’attaccamento in psicoterapia.

L’importanza dei legami di attaccamento è confermata dal ruolo primario che hanno ormai assunto per la maggior parte degli approcci teorici, da quelli psicodinamici a quelli di stampo comportamentista. Già dai primi mesi di vita il bambino si forma un modello mentale delle figure significative di attaccamento (a cominciare dalla madre) e della sua relazione con tali figure: tale modello è detto M.O.I. – Modello Operativo Interno. Grazie al MOI il bambino si crea aspettative sulle figure di attaccamento, apprendendo le strategie adeguate per ottenere sostegno e vicinanza dal prossimo e quindi come muoversi nel mondo esterno. Da ciò deriva che il bambino che è cresciuto con una madre disponibile e comprensiva sviluppa aspettative positive nei confronti del prossimo, delle relazioni sociali e di se stesso (autostima); al contrario, un bambino che ha avuto figure di attaccamento inadeguate, incerte o incostanti, sviluppa una bassa autostima, non ha fiducia nel prossimo e ha aspettative negative riguardo alle relazioni interpersonali.

In una terapia basata sull’attaccamento la relazione che si stabilisce fra terapeuta e paziente è di primaria importanza perché fra i due si deve assolutamente instaurare un legame di attaccamento sicuro. Molto probabilmente chi si rivolge ad uno psicoterapeuta avrà avuto uno stile di attaccamento insicuro durante l’infanzia ed è perciò fondamentale che lo psicologo diventi per il paziente quella base sicura che gli è sempre mancata, solo così potrà stabilire relazioni stabili e durature e riacquistare fiducia nel prossimo.

Obiettivo della terapia è quindi quello di aiutare il paziente a instaurare relazioni caratterizzate da uno stile di attaccamento sicuro con tutte le persone significative: partner, genitori, amici, fratelli, figli.

 

A cura del Dott. Aldo Gabardo

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