TRX allenamento in sospensione: piani, movimenti ed equilibrio psicofisico

Nella pratica delle arti marziali abbiamo dimostrazione dell’uso dell’allenamento in sospensione, in seguito nei moli, nelle navi, in situazioni di disagio, dove le attrezzature erano ridotte a poche cinghie per paracadute. Randy Hedtrick ideò una serie di esercizi da svolgere in sospensione, dando origine al TRX allenamento, strumento per l’allenamento funzionale. Oggi l’evoluzione delle metodiche di allenamento e l’ammodernamento di tali attrezzature permettono di raggiungere con molta precisione obiettivi differenziati. Attività fisica preventiva, preparazione sportiva, agonistica, ecc.

TRX allenamento in sospensione: piani, movimenti ed equilibrio psicofisicoTRX allenamento in sospensione: piani, movimenti ed equilibrio psicofisico

Analizzando attentamente il movimento umano, ci accorgiamo del gran numero di sistemi chiamati in causa (muscolare, nervoso e propriocettivo) e della complessità dei meccanismi di regolazione e controllo che ogni singolo movimento richiede.

Vanno, inoltre, considerati anche i collegamenti fra i vari muscoli che, attraverso il tessuto connettivo, si organizzano in catene muscolari che possono assolvere compiti statici. Ad esempio mantenimento della stazione eretta. Oppure compiti dinamici come raccogliere un oggetto, salire le scale, ecc.

Il movimento del corpo umano si realizza fondamentalmente sui tre piani dello spazio

– trasversale (che divide il corpo in due metà una superiore, l’altra inferiore)
– frontale (che divide il corpo in due metà una anteriore, l’altra posteriore)
– sagittale (che divide il corpo in due metà una destra, l’altra sinistra)

Il movimento su tutti e tre i piani è accessibile da chiunque, ma nella realtà questo avviene di rado. Solo una percentuale minima di persone, infatti, ne sfrutta l’intero potenziale.

Per quanto concerne la direzione dei movimenti, essa è indicata dall’asse intorno al quale hanno luogo, infatti, avremo:

  • longitudinale, movimenti di torsione (se interessa il rachide), rotazione (se interessa gli arti).
  • sagittale, movimenti di inclinazione laterale (se interessa testa e tronco), adduzione ed abduzione (se interessa gli arti).
  • trasversale, movimenti di flessione ed estensione.

Questi movimenti si svolgono intorno ad un asse, sono diretti verso un piano e sono considerati movimenti semplici. Esistono altri movimenti in cui gli assi ed i piani risultano variabili nelle varie fasi dell’esecuzione, definiti movimenti complessi o combinati, presenti in molti esercizi in sospensione. Tali movimenti complessi stimolano le capacità neuromotorie, con sviluppo della coordinazione intra ed intermuscolare e la propriocettività di chi li esegue.

Un’allenamento completo

Nel TRX allenamento funzionale in sospensione, si pone sempre l’accento sul controllo cinestesico e sullo sviluppo delle capacità coordinative. Con costante attivazione del CORE che ha la capacità di trasferire spinte e slanci, di compattare il sistema e migliorare le sinergie muscolari prevenendo gli infortuni. In questo tipo di training l’approccio motorio ha un’ottica di globalità. Infatti, il sistema muscolo scheletrico non funziona mai in maniera strettamente settoriale, ma attraverso l’attivazione delle catene muscolari lavora come un sistema integrato.

Con il TRX allenamento in sospensione abbiamo la possibilità di stimolare, dunque, durante ogni esercizio un’elevata sinergia muscolare. Utilizza contemporaneamente tutti i piani di movimento, annullando in tal modo l’isolamento muscolare.

 

 

A cura di Fabio Martella

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