Le virtù necessarie ad uscire vincente da ogni combattimento

Nulla è più duro d’una pietra
e nulla più molle dell’acqua.
Eppure la molle acqua
scava la dura pietra.
(Ovidio)

Arte marziale vuole dire lealtà, onestà, educazione, volontà, pazienza, perseveranza, resistenza, coraggio e non violenza. La prima virtù della moralità marziale è l’umiltà; cioè la capacità di controllare il proprio orgoglio. Umiltà significa essere in grado di mantenere in modo costante la disponibilità verso gli altri, poiché in ogni momento si può imparare ed è quindi saggio rimanere sempre aperti al dialogo o al confronto. Chi sa non ha bisogno di mettere in mostra il proprio sapere, o di vantarsene, mentre chi sa poco, sente il bisogno (per insicurezza), di sfoggiare il suo poco sapere.

“Sto’ ancora imparando
poiché l’apprendimento non ha limiti”.

Bruce Lee

Quando avrai raggiunto la conquista delle virtù del samurai, ti sentirai: “Veloce come il vento, aggressivo come il fuoco, lento come una pianta, immobile come una montagna, inconoscibile come lo yin, irruento come il tuono, allora avrai raggiunto la consapevolezza della vulnerabilità dell’avversario (relativa ai suoi punti deboli), la consapevolezza della propria vulnerabilità concernente i propri punti di forza (cioè la capacità di vincere) Sunzi “ 孫子” generale e stratega cinese.

“Più la canna di bambù cresce alta, più si piega, una goccia d’acqua in un secchio vuoto provoca grande rumore, una goccia in un secchio pieno non fa rumore”.

Nell’ insegnamento importante virtù è la lealtà, in mancanza non si potrà creare l’obbedienza dell’allievo verso il maestro, fondamento irrinunciabile per l’apprendimento. Quando si crea la dipendenza volontaria dell’allievo verso il maestro, si può generare una situazione d’apprendimento positiva, purché questa dipendenza non significhi distacco. Essa non è sinonimo di mancanza d’autonomia dell’allievo, tutt’altro, è mostrare la propria capacità di auto-educarsi attraverso una via che c’è stata indicata, ma se seguita, ci darà la possibilità di costruire noi stessi. Essere critico, avere le proprie idee, ma accettare l’insegnamento fino a quando si avrà un minimo da apprendere.

Chi conquista gli uomini è forte, chi conosce gli altri è intelligente, ma chi conosce se stesso è enormemente saggio.

“Osservate quanto facilmente si spezza l’albero dal tronco più rigido, mentre il salice sopravvive al vento. La saldezza senza flessibilità è come un barile senza acqua, e la flessibilità senza saldezza è come l’acqua senza il barile”.

Maggiori informazioni http://www.fabiomartella.com

A cura di Fabio Martella

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